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La richiesta di Sansa: “Niente nuovi centri commerciali in Liguria fino a fine 2021”

Verrà portata nel prossimo consiglio regionale

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Liguria. La proroga fino al 31/12/2021 della sospensione della presentazione di domande per il rilascio di autorizzazioni per grandi strutture di vendita e centri commerciali, come era stato stabilito dall’art. 1 della legge regionale 16/20 del 13 luglio scorso e in scadenza il prossimo 31/12/2020. È questa la richiesta che il gruppo consiliare Lista Sansa Presidente porterà nel prossimo consiglio regionale.

“Gli esercizi commerciali sono molto più di un luogo dove comprare – spiega Ferruccio Sansa – Contribuiscono alla sicurezza delle città, sono un elemento essenziale della rete sociale dei quartieri. Sono un presidio contro la solitudine e l’emarginazione. Nel prossimo consiglio regionale presenteremo un ordine del giorno per chiedere una moratoria di almeno un anno all’apertura di nuovi centri commerciali. La ripresa e la recrudescenza della pandemia rendono di assoluta necessità e urgenza la proroga della sospensione della presentazione per il rilascio delle autorizzazioni: il negozio di vicinato svolge, infatti, un’attività sociale di salvaguardia della comunità, specialmente per le fasce di età più avanzate, che trovano nella personalizzazione e nella umanità del servizio un sollievo e un aiuto al loro vivere”.

“Non solo – prosegue Sansa – il negozio di vicinato vede coinvolto, di volta in volta, un numero inferiore di clienti rispetto a una struttura della grande distribuzione e allo stesso tempo contribuisce alla vita e alla sicurezza dei quartieri, in quanto preserva dall’abbandono intere porzioni delle città e dei borghi. Il piccolo e medio commercio, infatti, fornisce un sostegno essenziale per i prodotti locali e quindi un contributo notevole alla salvaguardia dell’identità del territorio. Dal punto di vista dell’impegno dei trasporti, il negozio di vicinato produce minore circolazione di clienti in quanto configurato spesso come negozio di quartiere”.

“Come spiegato dalle rappresentanze di categoria, un periodo di sospensione più lungo di quello in scadenza il 31/12/2020 consentirebbe, quindi, un doveroso approfondimento dell’impatto economico e sociale della pandemia sulle piccole e medie imprese del settore. Turbare gli equilibri di mercato in aree urbane e extraurbane in questo periodo appare azione imprudente per la stessa sopravvivenza della piccola distribuzione e produrrebbe conseguenze negative sul piano occupazionale e sociale” conclude.

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