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La proposta del dirigente del Plodio Fabio Abate: “Se abolissimo la Juniores di seconda fascia a favore della Terza Categoria?”

Le ipotesi del dirigente valligiano sono volte a evitare che le medie e grandi realtà possano privare le piccole società di profili di livello creando difficoltà nella composizione dell'organico

Prende vita il dibattito lanciato sulle nostre pagine suscitato dal boom di iscrizioni di formazioni “B” rispetto agli anni passati, in alcuni dei quali non ve ne era neanche traccia. Roberto Abbaldo, dg dell’Olimpia Carcarese, aveva puntato il dito contro il torneo degli Juniores di seconda fascia, poco stimolante e poco competitivo, e mister Simone Rattalino, tecnico della Villanovese, gli ha fatto eco, sottolineando però come l’impossibilità di ottenere la promozione e la possibilità di schierare giocatori delle formazioni A siano degli elementi che possono far storcere il naso alle altre squadre.

Come la Villanovese, anche il Plodio si troverà di fronte formazioni “cadette”, quando e se si riprenderà. Il dirigente Fabio Abate ipotizza un meccanismo che sicuramente può rappresentare uno spunto di riflessione interessante sebbene i cambiamenti che comporterebbe sarebbero di non poco conto. “A mio avviso – commenta – dovrebbe essere abolito il campionato Juniores di seconda fascia a favore della Terza Categoria. Sono d’accordo su cosa dice Abbaldo, ovvero sul fatto che la regola dei giovani fa diminuire la qualità dei campionati juniores, soprattutto quello regionale di fascia B”.

Il dirigente aggiunge: “Quale occasione migliore per spostare le squadre juniores in Terza rifondando una categoria? Naturalmente con possibilità di promozione e di retrocessione, fino alla categoria che precede quella della squadra A. La squadra A retrocede e finisce nel campionato della squadra B?  In questo caso la squadra B di conseguenza retrocede anch’essa di una categoria, qualsiasi sia la posizione raggiunta in stagione”. Un’ultima considerazione, quella del meccanismo delle retrocessioni, che potrebbe non far piacere a chi, ottenendo un piazzamento in classifica onorevole, sarebbe costretto a trovarsi nella categoria inferiore la stagione seguente. Rammarico amplificato nel caso in cui la formazione B guadagnasse sul campo la promozione. Un conto sarebbe non poter salire nella categoria della squadra A, un altro conto sarebbe addirittura retrocedere. Ma è indubbio che anche il regolamento attuale presenti aspetti che danno adito a dibattito.

“Nelle squadra B – proegue Abate –  dovrebbe giocare almeno l’ottanta per cento di ragazzi in età da Juniores. Così facendo si preparano i giovani a giocare in una prima squadra e si evita che una squadra B sia solo un serbatoio per la squadra A, togliendo disponibilità ad altre società più piccole e meno dotate economicamente”.

“Ci vorrebbero regole strette anche per i passaggi tra le varie squadre A e B. Dalla B alla A senza problemi, sempre, dalla A alla B se non si hanno fatto più di cinque presenze in squadra A, ad esempio. Diciamo che le possibilità per rendere vantaggiosa per tutti la nascita delle squadre B ci sarebbero, altrimenti si rischia di abbassare ulteriormente la qualità della Seconda Categoria. In presenza di un meccanismo ben strutturato, la possibilità di fare squadre B potrebbe essere un’occasione da sfruttare”, afferma.

Il ds del Plodio conclude riflettendo sulle conseguenze delle seconde squadre sulle realtà più piccole: “Le regole ci vogliono perché questa possibilità non deve diventare loccasione per le grandi e medie realtà di portare via tutti i profili più interessanti alle squadra piccole. Limitando la possibilità di fare giocare in squadra B i “fuoriquota”, si garantirebbe anche una certa competitività del campionato”.

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