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La Liguria si colora di rosso per dire no alla violenza sulle donne: le iniziative della giornata foto

Da ponente a levante, un messaggio unico contro la violenza

Oggi, 25 novembre 2020, anche in Liguria e in provincia di Savona sono state tantissime le iniziative in occasione della giornata mondiale contro la violenza di genere. Da ponente a levante, attraverso modalità in armonia con le recenti disposizioni normative, la nostra regione si è idealmente colorata di rosso per dire no alla violenza sulle donne.

IL COMANDO PROVINCIALE DEI CARABINIERI ILLUMINATO DI ROSSO IN OCCASIONE DELLA GIORNATA CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE

In occasione della giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, da oggi saranno illuminate di arancione le caserme dell’Arma dei Carabinieri che ospitano le 150 stanze del progetto “Una stanza tutte per sé”, nato per assistere la donna nel delicato momento della denuncia delle violenze subite, grazie a una collaborazione istituzionale tra l’Arma e il Soroptimist International d’Italia, l’associazione di donne impegnate nel sostegno all’avanzamento della condizione femminile nella società.

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Una stanza tutta per sé” è un ambiente allestito in modo che la donna possa sentirsi a proprio agio nel raccontare di volta in volta le emozioni negative vissute, accolta in un luogo dedicato da personale specializzato.

Per questo, il 25 novembre del 2019, il Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri Gen. Giovanni Nistri e la Presidente del Soroptimist Mariolina Coppola hanno sottoscritto un formale protocollo finalizzato a disciplinare l’attività di collaborazione nell’ambito del progetto “Una stanza tutta per sé”, contenente le linee guida per l’arredamento delle stanze che deve tener conto della psicologia dei colori e delle immagini. Ogni stanza, inoltre, è dotata di un sistema audio-video per la verbalizzazione computerizzata che evita alla vittima più momenti di testimonianza e che può servire per la fase processuale successiva.

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Alle ore 18, presso il Comando Provinciale Carabinieri di Savona, alla presenza della Dottoressa Fiorenza Giorgi, Giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Savona, in rappresentanza del locale Soroptimist Club, e del Colonnello Federico Reginato, è stata illuminata di arancione la caserma e la “Stanza tutta per se” realizzata all’interno del Comando Provinciale dei Carabinieri.

CARCARE: UNA PANCHINA SOLO PER CHI E’ CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE

“Qui c’è posto per chi è contro la violenza sulle donne” il cartello affisso sulla panchina rossa inaugurata questa mattina a Carcare.

Il messaggio replicato anche da alcuni cartelli mostrati dal sindaco De Vecchi, dal vice Bologna e dall’assessore all’Istruzione Ferraro, che per l’occasione hanno incontrato Elena Benetti, responsabile del personale Verallia, e l’avvocato valbormidese Monica Bisazza, presidente dell’ADGI (Associazione Donne Giuriste Italiane) sezione di Savona.

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La panchina è stata donata dalla vetreria Verallia e installata nei giardini antistanti la scuola primaria. “Sono molto felice che Verallia, abbia condiviso con noi l’iniziativa di installare una panchina rossa in un luogo simbolico come l’Istituto Comprensivo di Carcare, perché la sensibilizzazione alle tematiche della parità di genere e della lotta alla violenza contro le donne, è una questione principalmente culturale e va promossa soprattutto nelle scuole affinché si possano stroncare sul nascere pregiudizi sbagliati e dannosi – commenta Bisazza – Non è la prima iniziativa che promuoviamo unitamente alla Vetreria. L’azienda, già nel recente passato, si è infatti resa disponibile, nell’ambito di un progetto ministeriale, a cui ADGI ha partecipato ad attivare Borse Lavoro, destinate a vittime di violenza, rendendo di fatto possibile il riscatto di chi ha subito violenza di genere”.

La donazione della panchina a Carcare si inserisce all’interno di un progetto più ampio ideato da Verallia in collaborazione con l’organizzazione internazionale no profit Terre Des Hommes. L’iniziativa prevede l’installazione in ogni sito aziendale – all’interno del proprio perimetro e in un luogo pubblico del comune di appartenenza – di una panchina rossa, simbolo contro la violenza di genere, e un totem informativo coi quali sensibilizzare tutte le persone che vi transiteranno davanti. Anche ai dipendenti è chiesto di fare la propria parte, raccogliendo generi di prima necessità da donare ai centri antiviolenza che operano nei comuni limitrofi agli stabilimenti produttivi.

A margine dell’iniziativa di Carcare, Luca Bollettino, Direttore HR di Verallia Italia ringrazia i dipendenti che hanno dato il loro supporto per la raccolta beni in favore dei centri antiviolenza e conferma: “Gli obiettivi aziendali in tema di diversity per il prossimo triennio sono tre. Il primo consiste naturalmente nell’incrementare il numero delle dipendenti donna – passando dal 12% al 18% dell’occupazione totale e agendo su tutte le categorie professionali (operaie, impiegate e manager) – attraverso l’adozione di una gender balance policy e di azioni a sostegno del lavoro femminile. Un altro aspetto importante per noi è quello dell’inclusione sociale: per questo miriamo a raddoppiare il numero di addetti con disabilità e quelli provenienti da Paesi extra europei. Vogliamo che il successo della nostra azienda sia il successo di tutti quelli che ne fanno parte, senza alcun tipo di discriminazione” conclude.

ALBISOLA CELEBRA LA GIORNATA CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE CON LE SUE “SCARPETTE ROSSE”

Per la Giornata internazionale contro la violenza sulle donne a Albisola Superiore l’attenzione è rivolta a un video che riunisce la straordinaria collezione di scarpette rosse in ceramica realizzate da artisti ed artigiani locali nel corso degli anni.

“L’importanza di ricordare questo momento è tanta anche e soprattutto in un anno segnato dalla pandemia da Covid-19 che ha ulteriormente aggravato la condizione delle persone più fragili. Ringrazio l’AICC – Associazione Italiana Cittá della Ceramica – per questa opportunità e per conciliare sempre arte, società e valori: un impegno etico e poetico” commenta l’assessore alla Cultura Simona Poggi.

“In questo 2020 i femminicidi in Italia sono stati ben 91. Un numero mostruoso che indica una donna uccisa ogni tre giorni. A causa del lockdown, abbiamo assistito a un incremento vertiginoso del fenomeno. Ma il caso è mondiale: il segretario dell’Onu Antonio Guterres lo ha definito “una pandemia ombra’. È fondamentale ora più che mai dire basta alla violenza” conclude.

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VARAZZE DICE NO ALLLA VIOLENZA SULLE DONNE CON UN VIDEO ONLINE

Le panchine rosse sono state pensate come simbolo di rifiuto della violenza nei confronti delle donne. Un segno permanente di memoria e speranza che, a partire dalle scuole, può diffondersi in ogni luogo delle nostre città, a Varazze è posizionata in Viale Nazioni Unite, di fronte al palazzo Comunale. Per non dimenticare e continuare a sensibilizzare.

violenza sulle donne panchina Varazze

La Giornata internazionale contro la violenza sulle donne quest’anno assume un significato particolare e ancora più importante. Il lockdown causato dalla pandemia di Covid-19, per chi viene maltrattata in famiglia, ha coinciso con un aumento delle violenze dalle quali è stato impossibile sottrarsi anche materialmente, non potendo uscire di casa. In questo quadro, si moltiplicano le iniziative per il 25 novembre e Città di Varazze vuole sensibilizzazione all’argomento con un video.

ALASSIO: UNA CHATBOT PER AIUTARE LE DONNE CHE SUBISCONO VIOLENZA

Accanto all’iniziativa #nonsiamosole, l’assessorato alle Pari Opportunità, in collaborazione con l’assessorato alle Politiche Sociali, ha anche accolto anche la proposta del centro antiviolenza Artemisia Gentileschi di Albenga, che, nell’ambito del progetto “nonpossoparlare” ha ideato una soluzione digitale di contatto protetto.

Il progetto nasce nell’emergenza da coronavirus, periodo di convivenze forzate e di centri violenza a regime ridotto, con l’idea di sviluppare un assistente virtuale sui siti dei centri antiviolenza sempre attivo, che possa dare informazioni a donne in difficoltà. Il contatto avviene attraverso una chat, in modo anonimo e non tracciabile, finita la conversazione. L’escamotage della scrittura serve per evitare alla donna di telefonare, nel caso in cui la vittima conviva con il maltrattante, rischiando conseguenze negative.

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Questo “assistente virtuale” o chatbot è stato “formato” dalle operatrici dei centri antiviolenza, per avere le principali informazioni da dare, addirittura adeguandosi al tono della persona che chiama. Un’intelligenza artificiale come questa può consentire di amplificare il lavoro dei centri, in questo particolare frangente. Da ieri sera il chatbot è sulla home page del Comune di Alassio.

Non solo: lo Zonta Club Alassio Albenga ha inoltre aderito alla campagna internazionale Zonta says No to Violence against Women: 16 giornate di attivismo contro la violenza di genere, a partire dal 25 novembre, giornata internazionale per l’eliminazione della violenza sulle Donne, istituita dall’ONU nel 1999, e termina il 10 dicembre, giornata internazionale dei Diritti Umani.

In collaborazione con i Comuni di Alassio, Albenga e Andora sono state illuminate le facciate dei Palazzi Comunali, rotonde e fontane con il colore arancione, scelto dalle Nazioni Unite con il motto per il 2020 “Orange the World: fund, respect, prevent, collect”.

ALBISSOLA MARINA, LO SPORTELLO ANTIVIOLENZA ALDA MERINA PARTECIPA ALLA MANIFESTAZIONE NAZIONALE “SCARPETTE ROSSE IN CERAMICA”

 

Lo sportello antiviolenza Alda Merina, in collaborazione con il Comune di Albissola Marina, partecipa alla manifestazione nazionale “Scarpette rosse in ceramica” dell’AiCC (Associazione che raduna le 37 città di antica tradizione ceramica in Italia) con un video divulgativo ideato, realizzato ed interpretato, dai suoi volontari. Le scarpette sono state realizzate da artisti e ceramisti di Albissola nel 2016, anno della sua prima edizione. L’importanza nel  tenere alta l’attenzione sul tema della violenza di genere, inizia dall’informare che esistono delle realtà in grado di aiutarti.

CNA: CARTELLONI SULLE BACHECHE PER PROMUOVERE IL NUMERO ANTIVIOLENZA

Il 25 novembre, eletto dalle Nazioni Unite come Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, assume quest’anno un significato particolare. La pandemia ha indotto meccanismi perversi, le cui vittime sono state spesso le donne. Chiuse tra le quattro mura domestiche, senza possibilità di denunciare le violenze subite in casa.

“Come CNA Impresa Donna abbiamo scelto di promuovere ancora una volta la diffusione del numero unico antiviolenza 1522, servizio pubblico promosso dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e Dipartimento per le Pari Opportunità” commentano dal comitato. Il numero gratuito è attivo 24 h su 24 via chat o telefono. Operatrici specializzate accolgono le richieste di aiuto e sostegno delle vittime di violenza e stalking.

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“Quest’anno – spiegano – abbiamo pensato di sostenere questa attività nello stile della cartellonistica per la sicurezza: lo stesso che teniamo doverosamente esposta nelle bacheche delle nostre aziende. Crediamo che questa scelta sia coerente con il nostro ruolo di rappresentanza datoriale e che ben rappresenti il senso di una responsabilità collettiva che tutti dobbiamo condividere”.

Un’iniziativa che CNA Impresa Donna invita a replicare: “Chiediamo alle imprese associate di condividere, stampare il volantino e appenderlo alle proprie bacheche aziendali. È un gesto semplice, ma può contribuire a salvare la vita”.

IL SINDACATO DEGLI INFERMIERI NURSING UP: “UN PENSIERO ALLE NOSTRE INFERMIERE, PILASTRO DELLA SANITÀ ITALIANA, MOGLIE, MADRI, COMPAGNE ESEMPLARI”

“Nella significativa giornata del 25 novembre che celebra la lotta contro la violenza nei confronti di tutte le donne, come Presidente nazionale del Sindacato Nursing Up, rivolgo un sentito ringraziamento alle nostre donne, che nel nostro caso sono le nostre infermiere, alle professioniste della sanità italiana che nella vita sono anche mamme e mogli, che lottano ogni giorno con coraggio e cuore, facendosi valere sia sul lavoro che nel ruolo familiare. In questo momento storico le vediamo impegnate più che mai nel doppio straordinario compito che rivestono. Lottano contro la morte, per difendere la salute degli italiani contro il virus che incombe, accanto ai loro colleghi, rischiando sulla propria pelle, e nel tempo che rimane loro cercano di non far mancare nulla ai figli, ai mariti, ai compagni agli affetti più cari. La violenza contro le donne rappresenta un fenomeno sociale aberrante che non si manifesta solo nelle mura domestiche. Ogni giorno tante infermiere donne, negli ospedali, subiscono violenze dai pazienti, dai parenti di questi ultimi, e sopportano vessazioni psicologiche dai datori di lavoro che non sono tollerabili. Come sindacato portiamo avanti da tempo una campagna contro la violenza negli ospedali e pensiamo che la celebrazione di questa giornata vada estesa anche ai rischi che le donne corrono ogni giorno nel duro percorso dell’affermazione delle loro qualità e nello svolgimento delicato dei molteplici ruoli sociali che rivestono. Un pensiero forte perciò lo rivolgiamo in particolare anche a quelle infermiere, e i casi non sono pochi, che subiscono forme di violenza di ogni tipo dai loro compagni o mariti, ma mantengono la forza e la lucidità ogni giorno per essere professioniste della sanità degne di tal nome e contribuire a mantenere alto il livello del servizio sanitario italiano”.

IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO REGIONALE GIANMARCO MEDUSEI: “NON CI SARÀ PIENA CIVILTÀ FINO A QUANDO UNA SOLA DONNA VIVRÀ ANCORA NELLA PAURA, NEL DOLORE E NELLA SOFFERENZA”

“Oggi è una giornata di lutto, di dolore e di riflessione sui passi che ancora non abbiamo compiuto verso la civiltà». Con queste parole il presidente del Consiglio regionale Gianmarco Medusei ricorda la “Giornata Mondiale contro la violenza sulle donne” istituita dall’Assemblea generale dell’Onu nel 1999.

“La violenza contro la donna è uno dei delitti più odiosi perché sottende una profonda arretratezza della nostra società. E anche oggi, nella Giornata dedicata al riscatto, è stato compiuto un altro femminicidio in Veneto. Persiste dunque un pregiudizio primitivo; anzi i numeri dimostrano che proprio in Liguria il fenomeno ha radici più profonde e non ancora estirpate. Negli ultimi trent’anni, infatti, è calato il numero di omicidi dove la vittima è un uomo eppure restano drammaticamente immutati i casi dove a subire violenza sono una moglie, una fidanzata, una ex compagna, una madre, una figlia”.

Il presidente sottolinea come il lock down della primavera scorsa, che ha imposto una convivenza forzata all’interno delle famiglie, ha provocato una escalation delle aggressioni, “e le chiamate alle forze dell’ordine per liti in famiglia o per sospetti maltrattamenti sono aumentate del 119 per cento, perché nella maggior parte dei casi questa violenza nasce fra le pareti domestiche eppure, spesso, ne vengono sottovalutati i segnali premonitori. Occorre un intervento forte dello Stato, occorrono processi educativi urgenti e mirati per aiutare gli uomini a non colpire e le donne a non subire, ma non è stato fatto ancora abbastanza e ancora meno è stato fatto per garantire alle donne in difficoltà un ascolto, un rifugio sicuro, un approdo. Le donne sono l’altra metà del nostro mondo e – conclude – non ci sarà piena civiltà fino a quando una sola di loro vivrà ancora nella paura, nel dolore e nella sofferenza. E questo è un traguardo a cui dobbiamo tendere non solo oggi, ma ogni giorno della nostra vita”.

Ieri, intanto, il Consiglio regionale ha approvato all’unanimità un ordine del giorno che impegna la Regione a promuovere nuove iniziative per contrastare la violenza contro le donne.

VIOLENZA SULLE DONNE, PRESENTATA UNA PROPOSTA DI LEGGE REGIONALE SUL “SOSTEGNO DI LIBERTÀ”

E’ stata presentata stamane, nel corso di una conferenza stampa on line promossa da Azzurro Donna Liguria e dal coordinamento regionale di Forza Italia, la proposta di legge regionale a firma del capogruppo di Forza Italia – Liguria Popolare, Claudio Muzio, finalizzata all’istituzione del “sostegno di libertà” per le donne vittima di violenza. Hanno preso parte all’iniziativa, oltre a Muzio, la coordinatrice regionale di Azzurro Donna, Alice Dotta, l’on. Roberto Cassinelli, la presidente di AIAF Liguria, Liana Maggiano, la coordinatrice di Wall of Dolls Liguria e referente OPI Stop Violence, Barbara Bavastro, la vice coordinatrice di Wall of Dolls Liguria, Gabriella De Filippis, la psicologa Chiara Urci, il presidente e la vice presidente dell’associazione Gaia, Alessandro Cataldo e Maura De Ferrari, la responsabile dello sportello di accoglienza di prossima apertura nel municipio Medio Levante, Federica Messina. E’ intervenuta anche, per portare la propria testimonianza, Dayanna, una giovane donna che ha subito violenza.

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“L’obiettivo – ha dichiarato Muzio illustrando la proposta di legge – è fare sì che ogni donna in condizione di povertà materiale e vittima di violenza domestica superi lo stato di dipendenza economica, di soprusi e ricatto e sia posta in condizione di accedere ai beni essenziali e partecipare dignitosamente alla vita sociale”. Lo strumento scelto a tal fine è quello del “sostegno di libertà”, che può assumere diverse forme: l’erogazione di un sussidio economico, l’accesso alla formazione e alle politiche attive del lavoro, gli incentivi per l’apertura di un’attività in proprio, l’aiuto economico per favorire la mobilità geografica per far fronte alla violenza ed al pericolo, la garanzia della continuità scolastica per i figli minori e maggiorenni che debbano completare il ciclo di istruzione.

“Le beneficiarie del sostegno – ha spiegato Muzio – seguiranno dunque un percorso personalizzato, ritagliato sulla base delle specifiche condizioni di ciascuna, al fine di favorirne l’indipendenza economica, l’autonomia e l’emancipazione. E’ un lavoro che vedrà coinvolti in prima linea i Comuni e i servizi sociali, che sono le prime sentinelle sul territorio rispetto alle situazioni di disagio. Vi sarà anche la fondamentale collaborazione dei centri antiviolenza e delle associazioni, in modo da realizzare una vera rete sociale a supporto delle vittime”. Tra le altre cose, all’art. 8 la proposta di legge prevede anche la realizzazione di progetti culturali nelle scuole, all’art. 9 un contributo economico alle famiglie che ricevono in affido le donne maltrattate e i loro figli, all’art. 10 l’esenzione dal pagamento delle imposte regionali per le imprese individuali gestite da donne vittima di violenza. La proposta chiede infine l’istituzione di un “fondo regionale per il sostegno di libertà”, nel quale far confluire le risorse europee, statali e regionali iscritte in bilancio su queste tematiche.

“Non appena partiranno i lavori delle Commissioni Consiliari, costituite ieri, promuoverò l’audizione delle rappresentanti e dei rappresentanti delle associazioni interessate e dei centri antiviolenza, in modo da giungere ad un testo finale che sappia rispondere nella maniera più puntuale possibile alle esigenze ed ai bisogni delle donne vittima di violenza”, ha concluso Muzio, portando anche i saluti del coordinatore regionale Carlo Bagnasco, impossibilitato a partecipare alla conferenza a causa dell’infezione da Covid-19. A lui gli auguri di pronta guarigione da parte di tutti i presenti.

Qui il testo completo della proposta.

LA COORDINATRICE REGIONALE DI “AZZURRO DONNA” ALICE DOTTA: “UNITE PER AIUTARE LE VITTIME DELLA VIOLENZA”

Nasce dal programma di Azzurro Donna la proposta di legge che verrà presentata in Regione Liguria dal consigliere Claudio Muzio, capogruppo di Forza Italia – Liguria Popolare, per l’istituzione del “sostegno di libertà”. “Serve un aiuto concreto a tutte le donne che con coraggio decidono di denunciare le violenze subite”, dichiara Alice Dotta, coordinatrice regionale di Azzurro Donna. “Con questa proposta di legge regionale crediamo possa essere messo in campo qualcosa di nuovo e di realmente efficace per consentire alle donne di riacquistare, mediante un insieme di interventi sia economici che formativi, la propria libertà ed indipendenza”.

Nella conferenza stampa on line tenutasi questa mattina in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne, sono intervenuti, oltre ad Alice Dotta, l’on. Roberto Cassinelli, il consigliere regionale Claudio Muzio, la presidente di AIAF Liguria, Liana Maggiano, la coordinatrice di Wall of Dolls Liguria e referente OPI Stop Violence, Barbara Bavastro, la vice coordinatrice di Wall of Dolls Liguria, Gabriella De Filippis, la psicologa Chiara Urci, il presidente e la vice presidente dell’associazione Gaia, Alessandro Cataldo e Maura De Ferrari, la responsabile dello sportello di accoglienza di prossima apertura nel municipio Medio Levante, Federica Messina. E’ intervenuta anche, per portare la propria testimonianza, Dayanna, una giovane donna che ha subito violenza.

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Liana Maggiano ha affermato che il problema della violenza non è solo delle donne cha la subiscono, ma anche sociale; sono quindi necessari interventi legislativi a 360 gradi, nonché iniziative culturali sul tema ancor prima che se ne avverta il bisogno. Barbara Bavastro ha spiegato l’obiettivo di Wall of Dolls, ovvero fare rete e promuovere cambiamenti culturali, soprattutto nei giovani, sensibilizzare la società mediante eventi in piazza per uscire dagli stereotipi che affliggono il mondo femminile; Federica Messina ha parlato del nuovo sportello di accoglienza nel municipio Medio Levante, completamente strutturato da donne volontarie, con l’obiettivo di fare rete attorno alle donne vittima di violenza offrendo loro collaborazione (il centro sarà attivo dal 30 novembre, numero di telefono 3756700767, email: sportelloaccoglienzawallofdolls@yahoo.it). La psicologa Chiara Urci darà allo sportello il suo contributo professionale, sia come sostegno psicologico sia formando le persone che riceveranno le richieste di aiuto.

Maura De Ferrari ha spiegato che l’associazione GAIA, formata perlopiù da infermieri, ha la finalità di contrastare la violenza di genere formando gli operatori che entrano in contatto con le vittime ed informare i cittadini attraverso convegni per abbattere stereotipi e luoghi comuni, soprattutto mediante incontri nelle scuole. Ha concluso il presidente di GAIA Alessandro Cattaneo, sottolineando la necessità di fare comunità dando supporto ed aiuto con solidarietà e sostegno alle donne vittime di violenza.

IL COMITATO REGIONALE DI “CAMBIAMO CON TOTI” ADERISCONO ALLA GIORNATA CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE

“La mascherina chirurgica ce la siamo tolta solo per un attimo, per scattare la foto e per poter dare risalto a quello sbuffo di colore rosso che vuole sancire il nostro no, deciso e risoluto, contro la violenza di genere”. A dirlo sono gli esponenti del gruppo politico Cambiamo con Toti, che ci hanno messo la faccia per testimoniare la loro vicinanza in questa giornata internazionale per l’eliminazione della violenza di genere.

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“Rimane l’amaro in bocca di dover constatare che i passi avanti da fare in questa direzione saranno ancora tanti, prima di raggiungere il risultato che tutti ci auspichiamo – commentano dal gruppo – In questo contesto è impossibile non indignarsi per le parole pronunciate recentemente da Nicola Morra, presidente della Commissione Antimafia, che ha strumentalizzato e offeso la figura e la memoria della defunta presidente della Regione Calabria, Jole Santelli”.

“Il rispetto alle donne va portato sempre e comunque, e occorre ribadirlo con maggior forza in giornate come questa, sperando che il messaggio possa essere recepito anche da chi, come l’attuale presidente della Commissione Antimafia, ha dimostrato di non avere la giusta sensibilità e ragionevolezza per risparmiarsi un’uscita alla quale nessuno di noi avrebbe mai voluto assistere” concludono.

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