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Impianto a gas a Vado, Uniti per la Salute: “Una grande centrale da 800MW non è certo una cucina economica”

I progetti che l’azienda sta valutando riguardano impianti di ultima generazione a ciclo combinato alimentati a gas naturale

Vado Ligure. “La decisione di Tirreno Power di presentare una richiesta di raddoppio della potenza con un altro grande gruppo (così si apprende dai media) ci ha lasciato letteralmente stupefatti”. Ad affermarlo sono i vertici dell’associazione “Uniti per la Salute”, che così commentano la notizia della possibile prossima realizzazione, da parte di Tirreno Power, di un nuovo impianto per la produzione di energia elettrica presso il sito dell’ex centrale termoelettrica. I progetti che l’azienda sta valutando riguardano impianti di ultima generazione a ciclo combinato alimentati a gas naturale.

“La nostra associazione il 30 giugno 2019 presentò in sede di riesame Aia osservazioni che evidenziavano le problematiche legate alle emissione della attuale grande centrale a turbogas da ben 800 MW in pieno centro abitato. Uniti per la Salute nel 2019 (quando ancora non si osava parlare di progetti di nuovi gruppi), consapevole delle problematiche relative ad una centrale di tale potenza in pieno centro abitato, aveva presentato osservazioni chiedendo che si tenesse conto con la massima attenzione delle emissioni di questi impianti turbogas, (nella fattispecie la centrale operativa a Vado-Quiliano dal 2007) specialmente in particolato sottile e ultrasottile, anche in riferimento alla difficile situazione ambientale e sanitaria chiedendo la massima attenzione nel procedimento”.

Ecco un breve stralcio dei punti 7 e 9:

– Il territorio su cui opera l’attuale centrale a turbogas (VL5) è stato soggetto per decenni alle emissioni dei gruppi a carbone sequestrati nel 2014 come accertato dalla procura di Savona. Tuttora è in corso il processo penale per disastro ambientale e sanitario presso il tribunale di Savona.
– A seguito di disposizione della Regione Liguria Osservatorio salute e Ambiente (DGR 1609 del 13.12.2013) il CNR di Pisa (istituto di fisiologia clinica) ha elaborato uno studio retrospettivo epidemiologico area Vado Ligure che rappresenta una situazione assai preoccupante per il territorio. La qualità dello studio è stata vagliata anche da scienziati di valore internazionale tanto da essere presentato alla massima assise mondiale di epidemiologia di Ottawa (28 agosto 2018)
– Nel 2007 il comune di Quiliano commissionò uno studio all’IST di Genova (sullo SIA per una nuova unità da 460 MW ) dove si evidenziano “gravi lacune metodologiche” in sintesi “errori ed omissioni nelle stime delle emissioni di polveri fini primarie e secondarie……un vasto repertorio scientifico ha da tempo evidenziato i rischi sanitari connessi con l’esposizione a polveri fini e ultrafini” precisando “per la sorgente definita VL5 (camini delle due unità a ciclo combinato) viene riportato
una emissione di massa relativa alle polveri pari a zero. Questo dato è scorretto…… Le emissioni di polveri fini e ultrafini da impianti turbogas a cicli combinati sono tutt’altro che trascurabili” segue poi una stima sui quantitativi. Quindi già dal 2007 la comunità scientifica era ben a conoscenza di queste emissioni. Una vasta letteratura evidenzia le problematiche connesse alle emissioni di polveri dai turbogas …”.

Punto 9
Per i motivi suesposti relativi alla situazione di questo territorio si chiede sia
prestata la massima attenzione, anche in termini di monitoraggi, al particolato
primario emesso ma altresì, se non soprattutto, al particolato secondario specie da NOx di cui copiosa letteratura scientifica internazionale evidenzia i gravi effetti sulla salute.

“Ci siamo limitati ed evidenziare solo alcuni dei punti delle osservazioni presentate, (che sono pubbliche sul sito del ministero dell’ambiente a questo link). In conclusione si era ben consapevoli dei problemi legati alla presenza tra le nostre case di un impianto di combustione alimentato dal fossile di così grande potenza. Per questo la decisione dell’azienda Tirreno Power di presentare una richiesta di raddoppio della potenza con un altro grande gruppo (così si apprende dai media) ci ha lasciato letteralmente stupefatti come abbiamo ribadito nel nostro recente comunicato: “Diversi studi da tempo mettono in rilevo le problematiche delle emissioni da turbogas di particolato primario e soprattutto secondario peraltro già evidenziate tra gli altri dallo studio Armaroli e Po …” e che il progetto “a nostro avviso non tiene in alcun conto la situazione del territorio che, secondo le perizie disposte dalla Procura della Repubblica e lavori di autorevolissimi enti indipendenti e terzi come l’indagine epidemiologica condotta dal Cnr, ha pagato e crediamo stia ancora pagando un alto prezzo ambientale e sanitario.”

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