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Il Museo Archeologico del Finale in Cappadocia foto

Il Premio Internazionale Carlo Scarpa assegnato alla missione di ricerca diretta dall'Università dellaTuscia

Finale Ligure. Il Premio Internazionale Carlo Scarpa per il Giardino dal 1990 viene assegnato annualmente a un luogo particolarmente denso di valori di natura, di memoria e di invenzione dal Comitato Scientifico della Fondazione BSR di Treviso.

Per il 2020-2021 la Fondazione ha deciso di dedicare la trentunesima edizione del Premio a un luogo dell’Asia Minore che emerge dalla lunga vicenda storica e geografica della Cappadocia: due valli contigue scavate nella roccia vulcanica, la Valle delle Rose e la Valle Rossa, in lingua turca Güllüdere e Kızılçukur.

Viene così affidato il “sigillo” disegnato da Carlo Scarpa, simbolo del Premio, alla storica dell’arte Maria Andaloro, ideatrice e coordinatrice della missione di ricerca che fa capo all’Università della Tuscia e che, dal 2006, a cavallo tra l’Italia e la Cappadocia, sviluppa un lavoro capace di coniugare lo sviluppo e la trasmissione costante di attenzioni e saperi con la crescita di uno sguardo sul paesaggio in chiave di appartenenza e di responsabilità.

Al prestigioso riconoscimento hanno collaborato anche il Museo Archeologico del Finale e la sezione finalese dell’Istituto Internazionale di Studi Liguri: “Il progetto dell’Università della Tuscia, infatti, ha visto la partecipazione pluriennale di Andrea De Pascale (conservatore archeologo del Maf), e per una campagna di attività anche dell’archeologa Simona Mordeglia, (operatrice presso il museo), che hanno preso parte alla missione di ricerca tramite il Centro Studi Sotterranei di Genova partner per lo studio delle strutture rupestri situate a Göreme e Şahinefendi nel cuore della Cappadocia”.

Durante gli anni di ricerca l’équipe del Centro Studi Sotterranei ha esplorato il contesto ipogeo documentando diverse tipologie di cavità artificiali tra cui numerosi rifugi, villaggi rupestri, tombe ipogee e altre strutture sotterranee cronologicamente comprese tra l’età del Bronzo e l’età bizantina.

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