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Il mondo del calcio piange Diego Armando Maradona, il ricordo di Sergio Soldano

Nel corso di un'intervista, il responsabile tecnico del settore giovanile della Cairese Sergio Soldano aveva raccontato delle partite giocate contro il campionissimo argentino

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Il mondo del calcio piange oggi la scomparsa di Diego Armando Maradona. Fatale al “Pibe de oro”, come riportato dalla CNN e dal quotidiano argentino El Clarin, un arresto cardiaco. Aveva 60 anni. Già da tempo le sue condizioni di salute erano precarie, anche se l’intervento alla testa delle settimane scorse era poi andato a buon fine.

Una perdita che ha gettato nello sconforto gli appassionati di tutto il globo. Una vita sempre al limite, dalle meraviglie sul campo ai tonfi nella sfera privata. Un giocatore in grado di catalizzare su di sé la passione del pubblico e di trascinare l’Argentina al successo nel Campionato del mondo del 1986 e due volte il Napoli alla vittoria dello scudetto, oltre che della Coppa Uefa. Un capopopolo capace di strabiliare il mondo grazie a quello che è stato definito come “il goal del secolo”, la celeberrima serpentina contro l’Inghilterra ai mondiali del 1986, e nell’arco della stessa partita di assumere connotazioni divine realizzando un goal di mano, ribattezzata ben presto “Mano de Dios”.

Queste le parole con cui lo ricorda il responsabile tecnico del settore giovanile della Cairese Sergio Soldano, il quale mette in evidenza come fosse chiaro fin dagli inizi che si trattasse di un calciatore diverso dagli altri: “Diego l’ho affrontato diverse volte –  racconta Soldano in un’intervista rilasciata nel mese di luglio – la prima a 13 anni in un torneo di ragazzini: l’Embalse del Rio Tercero. Lui giocava con una squadra chiamata Las Cebollitas che era imbattuta da più di cento gare. Perdemmo, ma solo ai rigori, e a me toccò proprio di marcare il futuro ‘Pibe de Oro’. Già allora si capiva che era uno speciale. Poi lo affrontai quando giocavo con il Colon e lui militava prima nell’Argentinos Juniors e poi nel Boca. Infine condivisi con lui l’esperienza dell’Under 20 in preparazione dei Mondiali in Giappone del 1979. Feci tutta la preparazione, ma alla fine fui scartato, d’altronde in quella squadra oltre a Diego, militavano Barbas, Meriaga, Ruben Rossi ed il mio grande amico Pedro Pasculli, che poi giocò a Lecce in Serie A”.

Non si è fatto attendere il messaggio di cordoglio dal governatore ligure Giovanni Toti: “È morto Maradona. È finita un’era per tutti noi. Il calcio oggi perde il suo più grande campione: ciao Diego. Chissà se lassù parlerete di quel goal“. Il riferimento è alla rete menzionata in precedenza, quella siglata con la “mano divina” appunto.

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