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Fabio Bandini lascia il San Paolo, l’ospedale savonese perde uno dei primari più apprezzati

Guidava Neurologia, andrà a Villa Scassi. Soddisfazione per il lavoro svolto e qualche rimpianto

Savona. Fabio Bandini, genovese, direttore della struttura complessa di Neurologia del San Paolo, dopo dieci anni lascia l’ospedale savonese, che perde così uno dei suoi nomi più prestigiosi.

Apprezzato come medico, è noto per il suo rapporto diretto e umano con i pazienti, che segue personalmente. Ama dire che le parole e gli sguardi dei pazienti a volte sono più importanti di qualche accertamento clinico. Dal primo dicembre assumerà la stessa carica nell’Asl 3, che ha il presidio ospedaliero a Villa Scassi.

Dottor Bandini, come mai lascia il San Paolo?
“Perché dopo tanti anni, visto che sono qui da gennaio del 2010, ho avuto l’opportunità di avvicinarmi a casa”.

Nessuna rivendicazione, diciamo così, con l’Asl2? Nessun problema per quelli che molti reputano “favoritismi” verso il Santa Corona? Qualche mancanza di attenzione nei confronti del suo reparto?
“No. Non mi è mai mancata la vicinanza dei vertici di Asl2 con cui ho sempre lavorato in sintonia. Certo, ci sono alcuni dati oggettivi che non è possibile trascurare, come la cronica mancanza di un Centro ictus e l’assenza di alcuni servizi essenziali per una Neurologia, come la Neuroradiologia e i letti di Riabilitazione Neurologica”.

Le dispiace lasciare il San Paolo?
“Certamente. Io mi affeziono ai luoghi e alle persone, ho lavorato con un invidiabile team di medici, coordinatori infermieristici, infermieri, tecnici e stretti collaboratori che resteranno patrimonio della Neurologia savonese e credo anche di essere riuscito a intessere ottimi rapporti con gli altri reparti”.

Rimpianti?
“Sono soddisfatto perché ho dato tutto me stesso. Il mio rimpianto principale, come quello del mio predecessore, il prof. Leonardi, é quello di non essere riuscito a creare a Savona un Centro per la cura dell’ictus.Devo dire, però, che con l’aiuto della Direzione attuale, ci siamo molto vicini. Sarà compito di chi mi sostituirà cercare di realizzare definitivamente questo “sogno”, in particolare per i cittadini savonesi”.

Obiettivi a Genova?
“Quelli di tutta la mia carriera. Dare il meglio, valorizzare chi lavora con me, creare una squadra di cui l’Asl e i pazienti possano essere fieri”.

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