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Edilizia in Liguria, grazie al superbonus effetti positivi dopo la crisi: “Ma ancora non basta”

Nel terzo trimestre positivo il saldo tra aperture e chiusure, Tafaria (Filca Cisl): "Puntare su grandi opere e lotta al dissesto idrogeologico"

Liguria. Il superbonus 110%, l’agevolazione introdotta dal governo per lavori di ristrutturazione o riqualificazione energetica, fa respirare il settore delle costruzioni in Liguria. È l’analisi che emerge dai dati di Infocamere-Movimeprese relativi al terzo trimestre 2020 che registrano un saldo positivo delle imprese edili.

Tra giugno e settembre nella nostra regione hanno chiuso 225 imprese, ma quelle che hanno aperto sono più numerose, 258. Rispetto allo stesso periodo del 2019 ci sono almeno un centinaio di aziende. Sono aumentate anche le imprese registrate in un anno che sono passate da 29.215 a 29.268.

Per la verità anche il terzo trimestre aveva evidenziato dati positivi, nonostante la nuova crisi provocata dall’emergenza coronavirus, tanto che i sindacati avevano parlato di una falsa ripresa. Adesso però il segno più si consolida e l’impressione è quella di una luce in fondo al tunnel anche se nel mondo dei lavoratori prevale la cautela. Ad ottobre, infatti, Filca Cisl Liguria aveva evidenziato un calo complessivo della massa salari nella provincia di Savona vicino ai 3 milioni e 300 mila euro.

“Questi dati sono una piccola boccata d’ossigeno per l’edilizia ligure – commenta Andrea Tafaria, segretario ligure della Filca Cisl – ma c’è la necessità assoluta di non fermarsi: il superbonus deve essere prorogato oltre il 2021″. Un ostacolo c’è, anche se potrebbe sembrare banale: “In questo momento di emergenza sanitaria non è possibile fare le assemblee di condominio e farle in video-conferenza non è semplice”.

E poi, aggiunge Tafaria, “ci vuole il sostegno delle banche in questa operazione altrimenti questa occasione rischia di portare effetti positivi ma non tali da dare un reale rilancio al settore edilizio. Non pensi però che il superbonus sia la soluzione a tutti i problemi. Oltre alle grandi opere chiediamo che i lavoratori dell’edilizia ligure diventino parte integrante anche negli interventi contro il dissesto idrogeologico: nella nostra regione ci sono professionalità e competenze che devono essere valorizzate”.

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