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Da Arcelor Mittal a Sanac: “Troppe crisi industriali irrisolte, il Covid impone risposte ai lavoratori”

Doppio incontro: in Regione sulle vertenze in atto e in Provincia sul settore rifiuti

Provincia. Il semi-lockdown amplifica le preoccupazioni sul fronte industriale e del lavoro, con diretto riferimento alle numerose crisi irrisolte nel savonese. Per questo i sindacati confederali avevano sollecitato un incontro con l’assessore regionale Benveduti, che è stato fissato: si terrà il prossimo 18 novembre in Regione, alle 18.

“Lo stato di area di crisi industriale complessa e le moltissime vertenze occupazionali aperte in una provincia mettono a rischio la vocazione produttiva del territorio” aveva sottolineato il sindacato.

“Le crisi aperte al ministero dello sviluppo economico nel Paese sono oltre 150 e coinvolgono oltre 200 mila lavoratori, e alcune di queste (come ArcelorMittal e Alitalia) si trascinano da anni. In provincia di Savona le crisi industriali aperte sono tante ed interessano oltre 3.000 addetti, da Piaggio Aerospace a Sanac, da LaerH a Funivie, da Italiana Coke a Bombardier, fino alla vertenza dell’igiene ambientale di ATA a Savona”.

E oggi, nel contesto della protesta genovese di ArcelorMittal (a proposito: è notizia degli ultimi minuti che, a seguito del confronto con prefetto, vertici di Arcelor Mittal e Fiom, uno dei tre lavoratori licenziati sarà re-integrato nel personale e le lettere di sospensione ai 250 lavoratori individuati dalla azienda a seguito delle proteste saranno ritirate), si torna a parlare della Sanac di Vado Ligure, storicamente legata alla filiera dell’acciaio. Sanac è leader in Italia nella fabbricazione dei refrattari detenendo circa il 35% del mercato nazionale così diviso: 65/70% per la ex Ilva e il restante per il mercato privato: “Vista l’imminente scadenza dell’ulteriore proroga di fidejussione fissata per fine novembre, siamo a richiedere ai Ministeri competenti e al Governo di risolvere definitivamente l’annosa vicenda, con la definizione e conclusione della vendita ed iniziare il confronto sindacale per il trasferimento dei lavoratori nella nuova società, per far rimanere la Sana nell’ambito della filiera della ex Ilva e nell’ambito della produzione dell’acciaio, in quanto il destino del gruppo è fortemente legato al futuro della ex Ilva e alla presenza di Arcelor Mittal, per il rilancio della siderurgia in Italia” affermano le organizzazioni sindacali.

Da maggio 2019 ArcelorMittal ha chiesto ed ottenuto continue proroghe sull’acquisto di Sanac e a fine novembre scadrà l’ultima: “Nel frattempo – continuano nella lettera le segreterie nazionali di Filctem, Femca, Uiltec – la situazione nei 4 stabilimenti è in continuo peggioramento sia sul piano produttivo che finanziario, in quanto per i poteri della gestione Commissariale non sono possibili investimenti per innovazione e sviluppo, ma soltanto per una gestione ordinaria e per il mantenimento della sicurezza”.

“Dal punto di vista finanziario – si legge nella lettera – si registrano grossi problemi per i forti ritardi nei pagamenti da parte di Arcelor Mittal che sta gestendo l’acciaieria di Taranto. Nel corso dei mesi passati si sono aperti anche contenziosi giudiziari, con ricorso a decreti ingiuntivi per la riscossione dei crediti vantati da Sanac nei confronti di Arcelor Mittal, che attualmente per nostre informazioni ammontano a circa 9 milioni di euro”.

“Questa incertezza sul futuro degli stabilimenti – scrivono i sindacati – è grave e non più tollerabile, vista anche la tenuta del tessuto sociale nei vari territori. Ci aspettiamo quindi una definizione certa di questa vicenda a partire dalla fine di novembre per dare finalmente un futuro duraturo a tutti gli stabilimenti del gruppo” concludono i sindacati.

E al centro delle risoluzioni di vertenze in atto, non di poco conto, con circa 600 lavoratori coinvolti, quella sull’igiene ambientale in relazione al futuro di Ata spa a Savona e all’attuazione dell’Ambito Unico sui rifiuti in provincia con l’iter sull’affidamento in house che dovrebbe accaparrasi la Sat. Da un lato garanzie sul territorio savonese, dall’altro garanzie sul riassorbimento dei lavoratori impegnati in provincia: per il prossimo 17 novembre è stato convocato il tavolo sindacale in Provincia con le aziende pubbliche interessate.

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