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Covid, sì alle richieste delle minoranze in Regione. Toti: “Nessun riordino di reparti dopo l’emergenza”

Tutte le misure e gli atti discussi in Consiglio regionale sulla situazione sanitaria

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Regione. Via libera ai due tavoli regionali di confronto (uno che vede il coinvolgimento di sindacati, categorie, politica e corpi intermedi, l’altro sullo specifico tema degli anziani e delle fragilità, per combattere la solitudine), ma anche semaforo verde ai test sierologici nelle farmacie convenzionate, allo smart working, all’aumento del personale delle croci e delle pubbliche assistenze grazie alla misura 6 di Garanzia Giovani, agli interventi sul Tpl, come l’utilizzo di bus privati e turistici per il mantenimento dell’obiettivo di capienza inferiore al 50%, ma anche alle misure sanitarie ed economico-sociali come nuove assunzioni e stabilizzazioni del personale medico, infermieristico e sanitario, il rafforzamento del tracciamento e della raccolta dei dati e la possibilità di un Fondo Ristori regionale, per le categorie più colpite, che integri le misure nazionali.

Sono stati approvati tutti all’unanimità i dodici ordini del giorno presentati dalle opposizioni, nel corso del Consiglio regionale straordinario sulla sanità e l’emergenza Covid 19, che si è tenuto oggi, in prosecuzione della seduta iniziata martedì. Le proposte avanzate dai gruppi del Partito Democratico, Lista Sansa, Movimento 5 Stelle e Linea Condivisa ora si sono trasformate in un impegno per la Giunta ligure. “Siamo soddisfatti del risultato della seduta odierna – spiegano i consiglieri regionali di opposizione – è stata l’occasione per un confronto concreto, su una serie di proposte importanti per affrontare questa seconda ondata del Covid 19. Uno spirito di collaborazione fra maggioranza e minoranza, che va nella direzione giusta”.

Il presidente Toti ha esordito definendo il dibattito “di grande qualità per la tipologia degli interventi, per i toni che il Consiglio ha saputo tenere e anche per alcuni suggerimenti che sono venuti”. Toti ha aggiunto: “Credo che questo Consiglio un piccolo passo lo abbia fatto anche nell’analisi della situazione e nel principio di condividere talune cose, perché, se è ovvio che negli interventi della politica c’è sempre la tendenza a sottolineare il bene o il meglio, io credo che la vera condivisione in questa situazione così complessa per il mondo sia la capacità di condividere il possibile e il possibile tante volte non è il meglio”. Il presidente in generale ha dichiarato che alcuni ritardi ci sono stati e ha poi illustrato il quadro normativo di riferimento nazionale e regionale per contrastare la pandemia.

Rispetto alle obiezioni sui sistemi di monitoraggio e tracciamento ha ribattuto: “I sistemi di monitoraggio e tracciamento in Regione Liguria sono dimensionati il doppio di quello che prevede il Piano Nazionale di risposta il Covid. Noi oggi siamo arrivati a due persone ogni diecimila abitanti. E’ evidente a tutti che non bastano ancora per i numeri prodotti dalla seconda ondata della pandemia, ma non è facile trovare medici igienisti, non è facile implementare quegli Uffici in corsa e non è facile implementarli con personale adeguato al delicato lavoro che gli abbiamo affidato”.

Il presidente ha dichiarato che la pressione ospedaliera è ancora molta, ma che l’RT sta calando in controtendenza anche al resto dell’Italia, “segno forse che qualcuna delle misure che abbiamo preso, anche prima dei DPCM governativi forse hanno dato l’abbrivio anche alle misure che poi ulteriormente abbiamo preso”. Due altri dati positivi, sottolineati dal presidente, sono che le medie e basse intensità di cura stanno ricevendo meno persone di quante ne ricevevano una settimana fa e che le unità di terapia intensiva sono cresciute e cresceranno ancora. Toti ha sottolineato che la criticità della Liguria è rappresentata dall’elevata età media degli abitanti e che la maggior parte dei decessi riguarda persone sopra i 75 anni. “Il vero tappo – ha ripreso – è la programmazione delle professionalità ospedaliere, che probabilmente è tema di 15 anni fa. Oggi il nostro sistema sanitario è stato rafforzato di 421 medici, 261 infermieri, poi ci sono gli infermieri laureandi, circa 170 persone. La vera emergenza è il personale specializzato e le regole per utilizzare personale che oggi non può essere impiegato in alcuni ruoli e semmai in quei ruoli”.

Rispetto alla riduzione dei servizi per pazienti no covid il presidente ha specificato: “La risposta sanitaria della Regione, che è di circa 100 terapie intensive dedicate al Covid e 1.450 posti letto di media e bassa terapia, ci ha costretto alla chiusura di circa metà delle altre offerte sanitarie varie della Regione». Toti non ha nascosto che se la quantità di letti Covid da attivare raggiungesse le 2 mila unità «saremmo in una situazione di gravissima difficoltà a garantire qualcosa che vada appena oltre l’indifferibile da pronto soccorso”.

Il presidente ha poi assicurato: “Non useremo la pandemia del Covid per delle trasformazioni spurie di vocazioni ospedaliere o riordino di reparti. Questo non è, non è stato e non sarà neanche in futuro”.

Rispetto alle forniture di vaccini antinfluenzali il presidente ha ammesso che qualche problema possa essersi verificato e ha illustrato la situazione attuale: “522 mila dosi di vaccino sono state acquistate dalla Regione, insieme ad un’opzione per altre 100 mila; sono state consegnate alla Regione 391 mila dosi di vaccino e sono state consegnate dalle nostre Asl al Sistema di distribuzione capillare. Direi che per essere fatta in piena pandemia – ha concluso – è una campagna che ha il suo discreto successo, grazie anche all’impegno dei medici di famiglia”.

E a sostegno di Toti: “La piattaforma web per le cure a domicilio attivata da Regione Liguria è uno strumento essenziale e innovativo per il contrasto al coronavirus e permette ai medici di famiglia di seguire i pazienti in totale sicurezza” dichiara in una nota la deputata di Cambiamo! Manuela Gagliardi. “Solo intervenendo con l’assistenza a domicilio infatti si può controllare il flusso dei malati con sintomi medio bassi di infezione da coronavirus, decidendo per tempo chi deve essere ricoverato e chi può proseguire le cure a casa o in un centro Covid, evitando così il sovraffollamento dei pronto soccorso. E’ giusto che queste forme di assistenza vengano incentivate, speriamo che nella manovra o nel decreto Ristori ter il governo prenda in considerazione il sostegno a ogni forma di potenziamento di assistenza dei malati al di fuori delle strutture ospedaliere” conclude.

Smart working presso le strutture regionali – Il Consiglio regionale ha approvato all’unanimità l’ordine del giorno, presentato dai capigruppo di maggioranza e minoranza, che impegna la giunta a “intervenire immediatamente nei confronti sia della struttura amministrativa della Regione, sia nei confronti delle aziende da questa controllate, quali ad esempio Liguria Digitale, per predisporre il più elevato utilizzo di smart working (lavoro agile) possibile a tutela del personale e della struttura stessa”. Nel documento si ricorda che gli ultimi DPCM del Governo indicano il lavoro agile come strumento utile per ridurre gli assembramenti, soprattutto a bordo dei mezzi pubblici, e quindi le occasioni di contagio.

Promuovere e potenziare “Garanzia Giovani” – Il Consiglio regionale ha approvato all’unanimità l’ordine del giorno presentato dai capigruppo di maggioranza e minoranza, che impegna la giunta a “intervenire presso gli uffici competenti per aumentare la quantità di personale che possa accedere a Misura Giovani, per velocizzare le procedure di carattere burocratico e amministrativo in modo tale da far fronte alla difficile situazione in cui sui trovano le associazioni come Croci azzurre, bianche, verdi e altre di analoga tipologia”. Misura Giovani – si legge nel documento – è un progetto che prevede la possibilità, attraverso il Servizio Civile, di implementare il Terzo Settore e il personale dedicato alle ambulanze.

Seconda ondata Covid, misure per la coesione sociale e territoriale – Il Consiglio regionale ha approvato all’unanimità l’ordine del giorno, presentato dai capigruppo di maggioranza e minoranza, che impegna la giunta a “istituire un fondo di sostegno ai Comuni per il rafforzamento del trasporto scolastico e di forme di trasporto pubblico di comunità; a costituire, anche d’intesa con i Comuni, un fondo per la solidarietà alimentare; a promuovere l’utilizzo di bus privati e turistici, ove necessario, per il mantenimento dell’obbiettivo di capienza inferiore al 50% e, infine, a prevedere un Fondo Ristori Regionale, nel limite delle risorse disponibili, per sostenere categorie che hanno subìto l’impatto delle misure di contenimento del contagio, o da integrarsi alle misure nazionali”.

Tavolo di confronto regionale sull’emergenza Covid – Il Consiglio regionale ha approvato all’unanimità l’ordine del giorno, presentato dai capigruppo di maggioranza e minoranza, che impegna la giunta a “promuovere la costituzione di un tavolo di confronto regionale sull’emergenza Covid coinvolgendo, oltre alle rappresentanze politiche presenti in Consiglio regionale, le principali organizzazioni sindacali, le rappresentanze economico sociali su base regionale, i rappresentanti dei vari livelli istituzionali, con l’obbiettivo di avere una sede permanente di confronto sulle iniziative da metter in atto per la gestione dell’emergenza Covid”.

Emergenza Covid, rafforzamento della medicina sul territorio – Il Consiglio regionale ha approvato all’unanimità l’ordine del giorno, presentato dai capigruppo di maggioranza e minoranza, che impegna la giunta a “implementare le assunzioni e la stabilizzazione del personale medico, infermieristico e sanitario; a rafforzare l’utilizzo della Protezione Civile nella fase più acuta di pressione sulla rete ospedaliera e per l’organizzazione di spazi per le attività di screening; ad attivare, anche con il contributo del medici di medicina generale, campagne di screening anche sui luoghi di lavoro, in particolare per le forze dell’ordine, gli operatori dei servizi pubblici locali, nei supermercati, nel food delivery e i rider”. L’ordine del giorno, inoltre, chiede monitoraggi negli istituti penitenziari, di rafforzare il tracciamento e la raccolta dati, adottando un bollettino che superi la distribuzione territoriale dei casi aggregati, il ripristino del numero verde Covid-19 in tutta la Regione, di proseguire la strutturazione delle squadre GSAT (Gruppo strutturato di assistenza territoriale), di acquistare saturimetri per il sistema sanitario e, infine, di sperimentare unità mobili multidisciplinari che implementino le visite a domicilio.

Gestione emergenza nelle scuole e test antigenici di massa – Il Consiglio regionale ha approvato all’unanimità l’ordine del giorno presentato, dai capigruppo di maggioranza e minoranza, che impegna la giunta a “estendere in modo massivo e completo nelle scuole della regione la pratica dei test antigenici attraverso l’uso di un numero adeguato di squadre che operino in situ nelle scuole, a investire maggiori risorse nell’informatizzazione del processo di comunicazione dati sui nuovi positivi, contagi e quarantene nella popolazione scolastica e, infine, a provvedere ad assumere e/o distaccare personale per l’individuazione e il tracciamento di casi nelle scuole, potenziando in primis i Dipartimenti di prevenzione”.

 Tavolo regionale sugli anziani, le fragilità e le solitudini – Il Consiglio regionale ha approvato all’unanimità l’ordine del giorno, presentato dai capigruppo di maggioranza e minoranza, che impegna la giunta a “promuovere la costituzione di un tavolo di confronto regionale sugli anziani, sulle fragilità e le solitudini a partire dalle azioni necessarie per rafforzare la rete di protezione e attivazione sociale collegata all’emergenza Covid”. Nell’ordine del giorno si specifica che nel tavolo vanno coinvolti i soggetti, le associazioni, le istituzioni che da più prospettive possono mettere in campo strategie non solo legate all’emergenza.

Sicurezza per i trasporti pubblici – Il Consiglio regionale ha approvato all’unanimità l’ordine del giorno, presentato dai capigruppo di maggioranza e minoranza, che impegna la giunta a “istituire un mobility manager regionale per gestire e organizzare i trasporti pubblici interfacciandosi con i grandi poli di impiego e i poli scolastici, anche grazie all’utilizzo di software che uniscano la domanda con l’offerta di mezzi pubblici in modo da armonizzare gli orari dei poli con quelli dei trasporti”. Nel documento si chiede, inoltre, di “incentivare l’acquisto di App che, grazie all’indicazione della capienza dei mezzi in tempo reale e con la proposta di itinerari e orari alternativi per la stessa tratta, aiutino a pianificare il momento migliore in cui viaggiare durante il giorno; ad aiutare i plessi scolastici nell’organizzazione di pedibus e, infine, a favorire ulteriormente il ricorso a bus turistici e di proprietà di enti pubblici per integrare la flotta attuale”.

Attivazione di test sierologici nelle farmacie convenzionate – Il Consiglio regionale ha approvato all’unanimità l’ordine del giorno, presentato dai capigruppo di maggioranza e minoranza, che impegna la giunta ad “avviare velocemente un percorso con i rappresentanti di categoria per valutare la disponibilità delle farmacie a sottoscrivere un accordo che preveda l’attivazione dello screening con test diagnostici sierologici rapidi”. Nel documento si rileva che i test sierologici rapidi, sebbene non forniscano una risposta definitiva sulla presenza o meno del virus, sono un valido strumento per effettuare indagine epidemiologiche utili per orientare strategie e misure per il controllo della pandemia.

Accordo con Federalberghi nell’emergenza Covid – Il Consiglio regionale ha approvato all’unanimità l’ordine del giorno, presentato dai capigruppo di maggioranza e minoranza, che impegna la giunta ad “attivarsi per concludere quanto prima la trattativa in corso con Federalberghi per rendere disponibili le strutture alberghiere aderenti a supporto della strategia globale messa in campo dalla Regione per la gestione dell’emergenza Covid-19”. Nel documento si rileva che le strutture alberghiere potrebbero ospitare pazienti con sintomi lievi e che non richiedono il ricovero in ospedale, soggetti appena positivizzati oppure dimessi dall’ospedale in condizioni stabili, ma ancora positivi, e personale sanitario positivo al virus ma asintomatici o negativi che, per la sicurezza dei loro famigliari, è opportuno rimangano isolati.

Incompatibilità dei medici corsisti – Il Consiglio regionale ha approvato all’unanimità l’ordine del giorno, presentato dai capigruppo di maggioranza e minoranza, che impegna la giunta a “farsi parte attiva nei confronti del Governo perché venga modificata la norma sull’incompatibilità per sostenere il sistema sanitario in fase”. Nel documento si ricorda la necessità di personale aggravata dall’epidemia e la richiesta rivolta alla Regione con cui i medici, che frequentano il corso di formazione in medicina generale senza borsa di studio, si sono messi a disposizione per l’emergenza sanitaria ma il loro impiego è ostacolato da decreto ministeriale del7 marzo 2001. Tuttavia l’incompatibilità non si applica ai medici che frequentano il corso in soprannumero.

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