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Covid, notificati tre avvisi di garanzia alla dirigenza dell’Istituto Trincheri di Albenga

Viene contestato il mancato innalzamento nel documento di valutazione dei rischi del livello di emergenza da 2 a 3 e la non idonea creazione di zone filtro

Albenga. Tutto era partito a fine marzo, in piena pandemia, quando il procuratore della repubblica di Savona Ubaldo Pelosi aveva aperto un procedimento volto a raccogliere informazioni sulla gestione dell’emergenza che aveva investito numerose case sanitarie per anziani.

Anche il Trincheri di Albenga era coinvolto in queste indagini conoscitive perché ad allarmare era stato il numero di decessi, ben 30 decessi (su 104 ospiti). Due giorni fa la notifica dell’ avviso di garanzia che ha raggiunto il presidente del Trincheri Piero Corradi, la direttrice amministrativa Daniela Giraldi e l’ex direttore sanitario Lucio Porcu. Un avviso che non è indice di colpevolezza, ma consente ai magistrati di riscontrare i fatti, ascoltare le parti.

Come non ricordare il momento complesso e caotico, quando davvero nessuno conosceva il virus Covid e si era entrati in piena pandemia, le mascherine in dotazione alle strutture e agli infermieri erano scarse e introvabili, tutti erano impreparati e inevitabili tanti sono stati gli errori. Per quanto riguarda il Trincheri le contestazioni dell’avviso di garanzia si riferiscono a reati contravvenzionali relativi a posizioni riguardanti l’ambito lavorativo dei dipendenti. Si contesta, infatti, il mancato innalzamento nel DVR (documento valutazione rischi) del livello di emergenza da 2 a 3 e la non idonea creazione di zone filtro.

Afferma l’avv. Giorgio Cangiano difensore del Presidente del Trincheri e del direttore della struttura: “Si tratta di contestazioni di carattere operativo che, come previsto da tale procedura, potrebbero essere trasformate in una sanzione amministrativa pagando la quale si definirebbero le relative posizioni. I miei assistiti però, volendo dimostrare la correttezza del loro operato e la drammatica situazione che loro e tutti gli operatori sanitari hanno dovuto affrontare soprattutto nei periodi iniziali di questa emergenza sanitaria senza che venissero forniti tamponi e direttive specifiche, con ogni probabilità sceglieranno di affrontare il processo avendo piena fiducia nella Magistratura”, conclude l’avvocato difensore.

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