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Covid in Rsa ed Rp, i sindacati incontrano Prefettura e Asl: “Un tavolo permanente per monitorare la situazione”

Domani pomeriggio i sindacati incontrearnno i sindaci del distretto socio sanitario del finalese per cercare di costruire "un percorso collettivo a difesa della sanità pubblica"

Provincia. Quest’oggi i sindacati confederali di Savona “preoccupati che possa avvenire ciò a cui abbiamo assistito in primavera nelle strutture per anziani e disabili” hanno incontrato il prefetto di Savona Antonio Cananà ed il commissario dell’Asl2 Savonese Paolo Cavagnaro. Le parti hanno concordato la convocazione di “un tavolo permanente provinciale (settimanale con l’Asl e mensile con la Prefettura) con l’obiettivo di monitorare ed intervenire sulla situazione del virus negli ospedali e nelle strutture Rsa, Rp nella nostra provincia”.

Il segretario generale della Cgil Andrea Pasa ed i segretario di Fp-Cgil e Spi-Cgil Giancarlo Bellini e Fausto Dabove ritengono che “la situazione è preoccupate su tre versanti: gli ospedali, il territorio e le Rsa. Nei nosocomi non solo c’è poco personale ma il clima che si respira tra gli operatori è di ‘scoramento e delusione’. Se a marzo e aprile erano sostenuti dalla speranza che sarebbe durata solo qualche settimana, ora si ritrovano nuovamente in una situazione di stress e superlavoro senza che nulla o quasi sia stato fatto da parte della Regione e di Alisa per metterli in una condizione di lavoro migliore. Pochissimo il personale assunto, anzi a molti lavoratori reclutati grazie ai decreti di marzo il contratto è scaduto a settembre, non è stato rinnovato ed oggi ci si ritrova nuovamente in difficoltà”.

“La verità è che si è imparato poco dall’esperienza fatta in primavera, si è sprecato tempo e tutte le fragilità del servizio sanitario regionale tornano al pettine in questa seconda ondata che sembra più forte della prima. Mancano medici, infermieri, operatori e tecnici sanitari. I dati del virus in Provincia di Savona interessano circa 4 mila persone con una media di contagio giornaliera di circa 40 unità. Ci sono oltre 1100 casi confermati (930 casi sospetti, 1055 contatti, 65 in isolamento fiduciario) e oltre 750 contatti tra conviventi. Sul territorio oggi sono disponibili oltre 250 posti letto Covid, 160 circa nelle strutture Rsa,e Rp di Savona e Albenga, che hanno manifestato interesse per i bandi della Regione, e oltre 180 negli ospedali tra Albenga, Savona e Pietra Ligure, con una disponibilità di circa 20 posti letto per terapia intensiva. Il livello di guardia è alto, per Asl 2 siamo passati alla fase 4”.

“Gli anziani, i disabili ed i malati cronici sono le figure più fragili e quindi è necessario alzare il livello di attenzione massimo. In questo senso abbiamo sollecitato la Prefettura e l’ASL 2 Savonese ad un controllo pubblico ferreo e rigido su tutte le strutture private, che garantisca la sicurezza degli operatori e degli ospiti all’interno delle Rsa e Rp e che assicuri agli ospiti la possibilità di restare in contatto con i propri parenti attraverso gli strumenti digitali, per evitare danni enormi provocati dell’isolamento e dalla solitudine. Prima di chiudere reparti negli ospedali così come successo in queste settimane (punto primo intervento di Cairo e Albenga, ostetricia e punto nascite del Santa Corona di Pietra Ligure), occorreva potenziare i servizi territoriali e concretizzare un piano straordinario di assunzioni sia nelle strutture pubbliche che private”.

Per la Cgil di Savona continua ad essere “prioritario un cambio di rotta rispetto ad un modello regionale di sanità profondamente sbagliato, come si evince ancora oggi dalla situazione generata dalla pandemia. L’emergenza scatenata dal Covid si fronteggia solo rilanciando e potenziando la sanità pubblica e non il contrario e rafforzando la sanità e le strutture territoriali e l’assistenza domiciliare. E’ necessario in questo momento tenere in equilibrio i servizi legati all’emergenza Covid con quelli dedicati a tutte le altre patologie e necessità di cura che colpiscono i cittadini che non possono subire ulteriori ritardi o sospensioni oltre a quelli già sopportati fino ad oggi”.

“Domani pomeriggio alle 16.45 incontreremo i sindaci del distretto socio sanitario del finalese proprio per cercare di costruire un percorso collettivo a difesa della sanità pubblica tra sindacato confederale e istituzioni locali”, concludono i sindacalisti.

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