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Covid, domani il nuovo Dpcm: anche Genova a rischio lockdown, didattica a distanza dalla terza media

Si pensa ad una chiusura di due o tre settimane. Anticipato il vertice tra governo e regioni

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Liguria. Il Covid corre, e il governo prova ad accelerare mettendo in campo nuove misure, nel tentativo di contenere quanto possibile un contagio i cui numeri sono in crescita esponenziale. Domani, quindi, il premier Giuseppe Conte potrebbe presentare un nuovo Dpcm, con l’introduzione di provvedimenti ad hoc per le zone del paese più a rischio: e tra queste figura anche l’area metropolitana di Genova.

Non sarà quindi un lockdown generalizzato a tutto il paese, come trapelato da alcune fonti vicine al governo, ma piuttosto l’istituzione di zone rosse in corrispondenza delle aree più colpite da questa seconda ondata. Secondo quanto riporta l’agenzia Ansa nel mirino ci sarebbero le aree metropolitane di Milano, Napoli, Genova e Torino, una parte del Veneto e alcune regioni meridionali, come la Campania.

Per queste città la preoccupazione è molto forte, tanto che il provvedimento del governo, che sarebbe dovuto essere annunciato mercoledì, è stato di fatto anticipato, come anche il confronto con le regioni, previsto per la mattinata di lunedì ma in realtà in corso già questa mattina. Domani il premier dovrebbe riferire in Parlamento per poi annunciare il decreto.

Nel dettaglio il provvedimento prevederebbe la chiusura per due o tre settimane le aree dove i contagi corrono di più: si ipotizzano nuove limitazioni ai negozi, un freno agli spostamenti fra le regioni e un intervento sulla scuola. “La curva sta subendo un’impennata così rapida – ha ammesso Conte, come riportato da Ansa – che rischia di mettere in discussione la didattica in presenza”, ma una delle opzioni sul tavolo è quella di garantire lezioni in classe fino alla seconda media, con didattica a distanza dalla terza media in su.

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