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Chiusura pronto soccorso ostetrico al Santa Corona, reazioni: “Un disastro, Dea di II livello a rischio” fotogallery video

Polemiche e prese di posizione dopo il nuovo annuncio

Pietra Ligure. L’annuncio che anche il pronto soccorso ostetrico del Santa Corona tra qualche giorno “traslocherà” al San Paolo ha scatenato polemiche, reazioni e dure prese di posizione.  

Il trasloco del reparto di ostetricia e ginecologia da Pietra Ligure a Savona non doveva avere ripercussioni anche sulle situazioni di emergenza come parti d’urgenza e tagli cesarei, i quali sarebbero continuati ad avvenire presso il nosocomio pietrese, ma la situazione è cambiata.

In allarme non solo sindaci e amministatori comunali di tutto il ponente savonese, ma anche i sindacati che in questi giorni si sono battuti per fermare anche il trasloco temporaneo del Punto Nascite pietrese.

“Mancano medici, infermieri e operatori sanitari. I posti letto scarseggiano, le Rsa sono tornate luoghi di contagio, i distretti di territorio sono assai sottodimensionati. Soprattutto si avverte l’assenza di regia e coordinamento da parte della Regione Liguria, Alisa e le Asl territoriali sono messe in estrema difficoltà” afferma il segretario provinciale della Cgil Andrea Pasa.

“Il virus è più aggressivo di questa primavera è fuori dubbio, dopodiché ci sono Regioni che si sono organizzate per contrastare la seconda ondata e Regioni, come la Liguria, dove la disorganizzazione regna sovrana e l’unica strategia è quella di chiudere attività, servizi, e reparti negli ospedali savonesi: Punti di primo intervento a Cairo, ad Albenga, i reparti di ginecologia e ostetricia di Pietra Ligure e da questa mattina chiude anche il pronto soccorso ginecologico dell’ospedale Santa Corona”.

“La verità è che non si è imparato nulla, sopratutto dai macroscopici errori fatti dall’amministrazione regionale e l’esperienza fatta in primavera e sembra non essere servita. Da allora è davvero cambiato poco, anzi la situazione è peggiorata soprattutto nella nostra provincia”.

“Tempo sprecato dunque e tutte le fragilità del servizio sanitario regionale tornano al pettine in questa seconda ondata che sembra più forte della prima. La situazione è preoccupate su tre versanti, gli ospedali appunto, il territorio e le Rsa. Nei nosocomi non solo c’è poco personale ma il clima che si respira tra gli operatori è di “scoramento e delusione”. Se a marzo e aprile erano sostenuti dall’adrenalina e dalla consapevolezza che sarebbe durata solo qualche settimana, ora si ritrovano nuovamente in una situazione di stress e iperlavoro senza che nulla o quasi sia stato fatto per metterli in una condizione di lavoro migliore. Pochissimo il personale assunto”.

“E sul territorio non va meglio, distretti e medici di medicina generale depotenziati ed isolati fanno quel che possono” aggiunge ancora il segretario Cgil.

“Ma la cosa più grave è che nessuno parla con nessuno: Alisa, Regione e Asl territoriali sembrano andare una per conto proprio senza un coordinamento. Insomma manca una regia regionale così come accaduto in primavera”.

“La terza criticità, lo dicevamo, sono le Rsa. Dovevano essere messe in sicurezza ed invece alcune tornano luoghi di contagio. I Pronto soccorso, o i punti di primo intervento sono stati chiusi e dopetenziati in tutta la provincia di savona e l’unico aperto a Savona è sottoposto a una pressione fortissima perché non funzionano i presidi del territorio. Con il personale si sta procedendo al gioco delle tre carte, li si sposta da una struttura ad un’altra ma sempre quelli – pochi – sono. Denunciamo la carenza di personale da anni e in questi mesi non si è nemmeno riusciti a coprire il turnover, ad ottobre il personale assunto è stato inferiore a quello andato in pensione nello stesso mese”.

“Non solo, i medici infermieri e operatori sanitari da assumere ce ne sono davvero pochi e il rischio è che quelli oggi impegnati nelle Rsa partecipino ai bandi di reclutamento degli ospedali perché le condizioni contrattuali e professionali sono migliori lasciando, però, sguarnite quelle strutture” conclude Pasa.

“Le urgenze di ostetricia e ginecologia al Santa Corona di Pietra Ligure vanno mantenute soprattutto in un momento di emergenza sanitaria come quello attuale in cui la rete di assistenza territoriale riveste un’importanza ancora maggiore – afferma la deputata e consigliere comunale pietrese Sara Foscolo -. Come tutti i pietresi non posso che essere preoccupata per la notizia circolata in queste ore sull’ipotesi di chiusura del Ps di ostetricia, che segue di pochi giorni la sospensione dell’attività routinaria del reparto”.

“Mi sono già fatta portavoce con i nostri referenti in Regione per avere maggiori chiarimenti rispetto a quanto riportato dalla stampa locale con l’auspicio che ogni decisione trovi una condivisione e un confronto con il territorio. In questo momento di emergenza sanitaria, più che mai, i cittadini e i sindaci vanno informati e rassicurati”.

“È venuto il momento di smettere di preoccuparsi,fare articoli sui giornali ma davvero pensare a iniziative concrete per salvaguardare il nostro ospedale. Se confermata la notizia che verrà chiuso anche il Pronto Soccorso ginecologo è un altro schiaffo al territorio e un azione estremamente azzardata. Per cui chi rappresenta il territorio a vari titoli deve assumersi la responsabilità di fare qualcosa di concreto. La solita liturgia non basta più,il territorio a livello istituzionale deve fare qualcosa di più perché solo così si difende veramente Santa Corona la salute dei cittadini,e il dea di secondo livello”. Così, in una nota, il coordinamento provinciale di Grande Liguria.

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