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Cgil, Cisl e Ui denunciano: “In molti supermercati scarso rispetto dei protocolli anti contagio”

"Il contingentamento, che nella prima ondata veniva gestito con maggiore attenzione, oggi è completamente trascurato"

Liguria. Scarso rispetto delle norme di prevenzione del contagio da Covid-19 in molte attività commerciali, in particolar modo nella grande distribuzione. Questa la denuncia delle organizzazioni sindacali di categoria del Commercio – Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil che commentano: “Nonostante sia stato condiviso un Protocollo tra Governo e Parti Sociali per stabilire quali criteri adottare, alcune aziende sono più ligie al rispetto delle regole, altre inadempienti”.

“Il numero massimo di persone consentito all’interno dei punti vendita, a seconda della metratura, risulta a nostro avviso in molti casi eccessivo rispetto alla effettiva fruibilità degli spazi interni, dai quali vanno escluse le zone non calpestabili (scaffalature, casse, banchi frigo, espositori…) – evidenziano -. Inoltre si deve considerare che all’interno dei negozi non sempre è possibile gestire correttamente la distribuzione delle persone, che tendono ad assembrarsi in alcune zone a seconda dello spazio disponibile e che non sempre adottano comportamenti corretti”.

I sindacati pongono l’attenzione sulle cosiddette casse “veloci” dei supermercati, che prevedono il pagamento della spesa in autonomia ma con l’assistenza di un addetto “con il quale – dicono – si verifica un contatto senza distanziamento né barriera protettiva”.

“Il contingentamento, che nella prima ondata veniva gestito con maggiore attenzione, oggi è completamente trascurato – sottolineano da Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil  – Affiggere un cartello all’ingresso che recita quante persone possono entrare non è misura sufficiente a garantire la prevenzione del contagio. Inoltre l’ultimo Dpcm ha fortemente consigliato di far entrare una persona per nucleo familiare, raramente ciò viene fatto rispettare”.

Come rimediare? “La misurazione della temperatura corporea all’ingresso non è misura obbligatoria ma fortemente consigliata, così come tornare agli ingressi contingentati controllati dagli addetti alla vigilanza – precisano i sindacati – La sanificazione degli ambienti viene fatta soltanto se si verifica un caso di positività in azienda, mentre le pulizie ordinarie spesso lasciano a desiderare. I guanti a disposizione della clientela non vengono sempre forniti né si controlla che venga utilizzato il gel sanificante all’ingresso”.

“Come fatto già anche a livello nazionale, richiamiamo l’attenzione delle Associazioni datoriali al rispetto dei protocolli da parte delle aziende a loro aderenti. Così come abbiamo ritenuto necessario richiedere un incontro all’Amministrazione Comunale genovese affinché intervenga con disposizioni più stringenti. Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil ribadiscono come la prevenzione ed il contrasto al rischio di contagio siano fondamentali per la tutela della salute delle lavoratrici e dei lavoratori ed un contributo ad evitare il propagarsi del virus” concludono.

 

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