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Caso Dentix, il tribunale dichiara fallimento: nuova fase nella battaglia dei pazienti

Il prossimo 17 febbraio prima udienza con il curatore fallimentare

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Savona. Nuova svolta sul caso Dentix, la catena low cost di cure dentali finita alla ribalta delle cronache nazionali e locali per la chiusura delle sue sedi, tra cui quella di via Paleocapa a Savona, con molti pazienti lasciati per mesi senza cure nonostante numerosi pagamenti anticipati anche di diverse migliaia di euro: il Tribunale di Milano ha infatti dichiarato il fallimento, dopo che l’azienda odontoiatrica spagnola che aveva presentato domanda di ammissione al concordato preventivo.

L’obiettivo era quello di arrivare alla riapertura delle cliniche in condizioni di sicurezza, prestare le cure necessarie ai pazienti, ristrutturare il debito finanziario, tutelare i creditori, i dipendenti e collaboratori.

Le cliniche Dentix Italia avevano interrotto la loro attività a causa della pandemia legata alla diffusione del Covid-19 e al conseguente lockdown di primavera: tuttavia, in seguito, le sedi non avevano riaperto, scatenando le ira di centinaia di pazienti nel savonese alle prese con i debito di un oneroso finanziamento, con relative rate, per ricevere le prestazioni e l’assistenza a denti e bocca.

Dentix Italia aveva presentato un piano di ristrutturazione del debito e di rilancio della società per la riapertura delle cliniche con il primario obiettivo di completare i trattamenti odontoiatrici dovuti ai pazienti e, allo stesso tempo, trovare gli accordi opportuni per salvare le sedi. Un piano rigettato dal Tribunale che ne ha dichiarato il fallimento.

Numerose le associazioni dei consumatori in campo per tutelare i pazienti in tutta Italia: in provincia di Savona si era prospettata anche una possibile class action che aveva riunito oltre 500 pazienti per chiedere la sospensione del finanziamento e il risarcimento dovuto, anche in relazione ai lunghi silenzi post-lockdown dei vertici della catena di proprietà spagnola specializzata nel settore dell’ortodonzia.

“Da giugno, ovvero da quando è scoppiato il caso – afferma Ivano Giacomelli, segretario nazionale dell’associazione Codici – stiamo assistendo centinaia di pazienti che sono rimasti senza cure dopo l’improvvisa chiusura dei centri Dentix. Parliamo di situazioni estremamente delicate, sia dal punto di vista sanitario, in quanto molte persone lamentano forti dolori e problemi di salute, sia dal punto di vista economico, perché c’è chi ha pagato anche oltre 10mila euro per un intervento mai completato e, in alcuni casi, nemmeno iniziato. Al riguardo, rinnoviamo la richiesta di collaborazione fatta alle società finanziarie. Vista la gravità della situazione, è doveroso sospendere le rate”.

L’associazione Codici invita i pazienti Dentix a non arrendersi ed indica i passi da seguire. “Il prossimo 17 febbraio – spiega Davide Zanon, segretario di Codici Lombardia, una delle delegazioni impegnate a fornire assistenza ai clienti della società spagnola – si terrà la prima udienza in cui il curatore fallimentare ed il giudice delegato esamineranno le prime domande di ammissione al passivo. I clienti Dentix devono quindi fare domanda di insinuazione al passivo al giudice fallimentare per cercare di riavere quanto pagato per cure mai ricevute o non ultimate”.

Per presentare le domande c’è tempo fino al prossimo 18 gennaio. Ma oltre all’ambito civile, ci potrebbero essere risvolti in sede penale: ad esempio il Codacons aveva presentato un esposto alla Procura della Repubblica per i possibili reati di truffa e insolvenza fraudolenta. Nell’ambito dell’indagine giudiziaria è stata già vagliata diversa documetazione sul caso e sono stati sentiti alcuni pazienti danneggiati dalla mancata riapertura.

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