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Cala la produzione industriale, ma cresce l’agroalimentare: a settembre +1,2%

Coldiretti: "Settore che si conferma leva strategica del Paese per uscire dalla crisi"

Liguria. In controtendenza al crollo generale della produzione industriale, cresce quella dell’agroalimentare con un aumento dell’1,2% rispetto al mese precedente, nonostante le incertezze del mercato e le difficoltà generate dalla pandemia.

È quanto emerge da un’analisi della Coldiretti sulla base dei dati Istat relativi all’andamento della produzione industriale a settembre, che evidenzia un calo del 5,6% rispetto ad agosto dopo quattro mesi di recupero. Al contrario degli altri settori simbolo del Made in Italy, come il tessile e automotive che registrano cali a doppia cifra, le imprese del comparto alimentare mettono a segno un aumento della produzione diventando la prima ricchezza del Paese

“Quella agroalimentare è una realtà allargata dai campi agli scaffali – affermano il presidente di Coldiretti Liguria Gianluca Boeri e il delegato confederale Bruno Rivarossa –  supportata con impegno e resilienza dagli imprenditori agricoli ed ittici dei nostri territori, che continuano a soddisfare il fabbisogno alimentare dei cittadini, nonostante le grandi difficoltà provocate dalla chiusure del canale della ristorazione e la riduzione del turismo che, in una regione come la nostra, rappresenta una risorsa fondamentale”.

“L’Italia, però, deve investire per superare le fragilità presenti, difendere la sovranità alimentare e ridurre la dipendenza dall’estero per l’approvvigionamento, in un momento oltretutto di grandi tensioni internazionali – spiegano -. Per sostenere le nostre imprese è sempre bene scegliere solo prodotti Made in Italy e, quando possibile, rivolgersi per i propri acquisti direttamente alle imprese dei territori o presso i mercati di campagna Amica Liguria o, ancora, approfittare della spesa a domicilio contadina, servizio che è ripreso a pieno ritmo in un’ottica di vicinanza e sostegno alla società”.

“Non bisogna dimenticare che alla base della filiera agroalimentare ci sono sempre le nostre imprese agricole ed ittiche, che con il loro lavoro salvaguardano l’ambiente, creano occupazione, valorizzano le numerose biodiversità presenti e possono rappresentare un importante volano economico per permettere la ripartenza del territorio” concludono Boeri e Rivarossa.

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