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Attenzione a trascurare le malattie diverse dal Covid: si muore anche per quelle

Un pericolo che riguarda soprattutto gli anziani. Il ruolo sempre più difficile dei medici di famiglia

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Liguria. In un incontro con Toti e i vertici della Sanità regionale, la Uil ha chiesto e ottenuto un tavolo tecnico per discutere sulle politiche a favore degli anziani (leggi qui).

Non ci hanno mai entusiasmato i cosiddetti ‘tavoli’,  che molto spesso si risolvono con molte parole e pochi fatti. Ci ha però colpito che la Uil (ma argomenti simili sono stati affrontati anche dalle altre sigle sindacali) abbia posto l’accento sul rischio che, a forza di pensare al Covid, si trascurino le altre patologie, anche gravi.

La Uil fa presente in modo particolare come non sia possibile sottoporsi a interventi chirurgici e visite specialistiche, con il rischio di scampare al Covid e di morire per altro. Un’eventualita che riguarda tutti i cittadini, ma che ovviamente cresce per gli over 65. Senza contare le difficoltà in cui versano le Rsa, con ospiti per cui la solitudine diventa spesso la malattia peggiore.

Ora, è evidente come non sia possibile, con la pressione di questi giorni sugli ospedali, assicurare (e tempestivamente) ogni genere di cura, ma abbandonare al loro destino gli anziani affetti da malattie diverse dal Covid sarebbe un tragico errore.

Sta alle Regioni e alle singole Asl calibrare le risorse in modo da raggiungere un accettabile equilibrio tra i due fronti, Covid e non Covid.

La disastrata situazione in cui versano alcune Regioni o alcuni ospedali, fa lanciare anche agli esperti messaggi pericolosi e fuorvianti (pure se indirizzati a realtà specifiche) come quello (lo abbiamo sentito noi) che i pronto soccorso possono accogliere soltanto “pazienti in pericolo di vita”.

Chi sta male spesso si sente solo e in effetti lo è. A volte è persino difficile parlare con qualcuno, trovare l’interlocutore giusto nelle complicate burocrazie della nostra Sanità. Il baluardo più efficace, forse l’ultimo, è costituito ancora e sempre dai medici di famiglia, che però sono oberati ogni giorno da compiti nuovi.

Devono ricevere in studi situati spesso in condomini, occuparsi di molti (troppi) pazienti, visitare, rispondere al telefono, prendere in poco tempo decisioni importanti. A lungo trascurati, mal pagati, scontano come categoria e in prima persona il fatto che la Sanità territoriale sia stata in pratica abbandonata a se stessa.

Auguriamoci che quel ‘tavolo’ non resti fine a se stesso.

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