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Asd Savona Calcio, il presidente Enzo Grenno: “Guai a sottovalutare la situazione quando si parla di ripartenza, priorità alla salute”

Il presidente degli striscioni ha conosciuto da vicino la pericolosità del virus e chiede massima attenzione e cautela, focus anche sulle iniziative solidali della società e sui progetti futuri

Savona. Come ripartire e quando ripartire. Il dibattito relativo alla ripresa dello sport è aperto e si sta lavorando a questo. Ma sarà importante ricordare il monito del presidente dell’Asd Savona Enzo Grenno, che il virus lo ha vissuto sulla propria pelle.

“A livello di sportivi – commenta il numero uno degli striscioni – non possiamo far altro che seguire le direttive della Federazione. Sicuramente, come società faremo le nostre osservazioni per contribuire alle decisioni. Mi rendo conto che il calcio, così come lo sport in generale, sia alla ricerca del modo per non fermarsi ma tengo a raccomandare alle società e ai dirigenti di rispettare e far rispettare con il massimo dello scrupolo tutte le norme per evitare il contagio. Non bisogna assolutamente affrontare questa situazione con leggerezza. Credo in ogni caso che al primo posto debba essere messa la salute. Amo lo sport, ma la sicurezza di tutti vale mille volte di più. Se poi si vive il virus in prima persona come mi è successo, ci si rende conto ancora meglio della complessità del momento”.

Dieci giorni ricoverato all’ospedale San Paolo e tredici giorni trascorsi in una clinica della città dopo le dimissioni dal nosocomio savonese. Da circa tre giorni, il presidente Grenno è rientrato a casa e sta affrontando il recupero post malattia. “Sono stato fortunato perché sono riuscito a uscirne – prosegue – e mi sono reso conto di come spesso da fuori non si realizzi davvero la portata della questione, che si capisce appieno soltanto sperimentandola in prima persona. Non dimenticherò mai quei giorni. Tutti, sportivi e non, dobbiamo comportarci in modo responsabile perché si mettono in difficoltà persone, come i dottori Marco Anselmo e Massimo Bianchi e i loro colleghi, che stanno davvero facendo i salti mortali per far fronte a questa dura battaglia. Voglio elogiarli perché ho potuto toccare con mano l’impegno e la professionalità con cui si fanno carico di questa situazione tremenda. L’incoscienza di qualcuno può costare molto a tutta la comunità“.

Un virus subdolo, pronto a colpire quando uno meno se lo aspetta. Mai abbassare la guardia è l’appello di Enzo Grenno. “Pensare – aggiunge – che negli ultimi mesi sono stato impegnato nel seguire il Giro d’Italia, attività per la quale ero chiaramente super controllato attraverso frequenti tamponi. Pur essendo giocoforza a contatto con  molte persone, sono sempre risultato negativo ai test. Finito tutto, e facendo sempre comunque attenzione, sono stato contagiato in un contesto sicuramente meno a rischio contatti rispetto alle gare ciclistiche”.

L’Asd Savona si sta dimostrando molto attivo nel sociale. Sono numerose, infatti, le iniziative organizzate anche in collaborazione con i propri partner per portare un sorriso o per dare un aiuto a chi è più in difficoltà. “Lo spirito è quello dell’associazione Chicchi di Riso, che ben presto tornerà a far parlare di sé. Il vicepresidente Simone Marinelli si sta muovendo molto bene e con molto impegno sul fronte sociale e posso dire che queste iniziative proseguiranno fino alla fine dell’anno. Il nostro obiettivo, come sottolineato in estate, è vincere campionati e portare in alto il nome del Savona ma reputiamo importante anche lavorare su questo fronte e che sia giusto provare nei limiti del possibile a fare del bene alla comunità. Si tratta anche di un modo per far sentire la squadra parte di un qualcosa di più grande e per far avvicinare la gente alla nostra realtà”.

Quest’ultimo punto rientra tra gli obiettivi cardine del neonato sodalizio biancoblù che si pone il traguardo di diventare un punto di riferimento nonché un trampolino di lancio per i più bravi giocatori della zona. “Stiamo già lavorando all’ampliamento del settore giovanile a partire dalla prossima stagione. A Savona dovrebbero transitare i migliori profili, che poi auspicabilmente dovrebbero poter spiccare il volo anche verso categorie professionistiche. Sarebbe bello tornare agli anni ’60 quando i ragazzi ambivano a vestire la maglia degli ‘striscioni’ e quando si faceva ricorso a giocatori del posto, anche in categorie importanti. Lavoreremo in sinergia con le altre società, o almeno questa è la nostra intenzione, non vogliamo assolutamente bussare alla porta delle singole famiglie per convincerle a sposare il nostro progetto e a lasciare altri sodalizi”.

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