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Area di crisi complessa, sindacati: “Formazione in stand by, pressing sui ministeri per le vertenze industriali”

Dopo l'incontro di ieri in Regione ecco la posizione delle organizzazioni sindacali

Savona. Si è tenuta la riunione tra Cgil, Cisl e Uil territoriali e Regione Liguria per verificare lo stato di avanzamento dell’iter dell’Area di crisi industriale complessa nonché analizzare le più importanti crisi industriali ancora aperte sul territorio.

Per quanto concerne l’area di crisi complessa sono emerse significative novità sia sul fronte delle potenziali ricadute occupazionali in relazione agli oltre 60 progetti di investimento al vaglio di Filse presentati rispetto ai bandi regionali recentemente rifinanziati con ulteriori 2,5 mln di euro (in precedenza 12 mln), nonché ai progetti finanziabili con le risorse nazionali recentemente aumentante con ulteriori 12 mln che si andranno ad aggiungere agli oltre 40 ml già stanziati con l’accordo di programma del 2016.

Sul fronte dei finanziamenti nazionali il Tar ha inoltre finalmente definito la questione inerente al ricorso presentato da una delle imprese escluse dai contributi richiamando il Ministero a rivedere il progetto. “Ancora dolenti risultano invece i temi delle politiche attive e della formazione che, a tutt’oggi, risultano non adeguatamente affrontati nonostante sia passato molto molto tempo dall’inizio dell’iter – affermano i sindacati -. Nei prossimi giorni verrà inoltrata una richiesta per un nuovo incontro con gli assessorati competenti per cercare di capire le cause di questi fortissimi ritardi ma soprattutto per mettere in campo le politiche attive del caso e finalmente la formazione per i lavoratori interessati alla ricollocazione lavorativa”.

“Sul versante delle crisi industriali savonesi, dopo aver aggiornato l’assessore su ogni singola vertenza, si è chiesto ed ottenuto l’impegno dell’assessore Benveduti a chiedere un incontro Regione e sindacato confederale ai Ministeri interessati (Mise, MIT e Difesa) con l’obbiettivo di rimettere al centro le questioni industriali savonesi e soprattutto parte delle filiere strategiche del nostro territorio che non possono andare disperse o addirittura a cessare”.

“Le grandi situazioni di crisi nel savonese sono ancora tante (Piaggio Aerospace, LaerH, Bombardier, Sanac, Italiana Coke, Funivie) e a tutt’oggi occupano oltre 2000 lavoratori diretti ed altrettanti indiretti: per tale motivo occorre arrivare a soluzioni, condivise con il territorio e con le organizzazioni sindacali, finalizzate alla salvaguardia dell’occupazione e dell’industria savonese, con proposte e progetti concreti” concludono i sindacati.

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