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Algoritmo per il Covid e “Intelligenza Artificiale”, nuovo incarico per il savonese Michele Laurelli

Docente all'istituto di Criminologia: ha collaborato ad un progetto UE sullo studio delle fake news

Savona. Presso Istituto Italiano di Criminologia di Vibo Valentia è stato attivato il nuovo insegnamento di Intelligenza Artificiale, assegnato al professor Michele Laurelli, autore del noto libro “Dialogo di una Intelligenza Artificiale” e particolarmente attivo nella divulgazione scientifica riguardo il tema dell’intelligenza artificiale.

Laurelli è nato in provincia di Savona e attualmente vive a Milano: è amministratore delegato di Wbd Srl e si occupa, in quanto consulente, di comunicazione aziendale, marketing cognitivo, analisi e gestione big data e infrastrutture a “Intelligenza Artificiale”.

Nel 2019 ha collaborato ad un progetto finanziato dalla Commissione Europea per lo studio sullo Fake News. Ha collaborato allo studio di un algoritmo per l’individuazione dei sintomi del Coronavirus.

Michele Laurelli è l’autore di “PoAItry”, la prima intelligenza artificiale in grado di scrivere poesie in lingua italiana. In altre parole, PoAItry è composta da tre algoritmi che gli hanno permesso di apprendere il patrimonio poetico italiano del novecento, attraverso tecniche di “deep learning”, e di produrre di conseguenza scritti poetici inediti. La raccolta pubblicata, “Come un’anima di Cristo”, è la prima raccolta di questo genere in Italia.

Il rettore Saverio Fortunato, sull’arrivo del professore Laurelli, ritiene importante che gli studenti affrontino il tema dell’Intelligenza Artificiale, non soltanto per comprendere l’attualità delle nuove tecnologie, ma acquisire padronanza del modo in cui l’intelligenza artificiale supporta o potrà supportare la Criminologia.

“Per questi motivi gli argomenti iniziali che saranno trattati nel corso, a partire dalle basi d’informatica e da una sua breve storiografia, verteranno sul funzionamento delle reti neurali artificiali e degli approcci moderni all’apprendimento automatico” afferma lo stesso Laurelli.

“Questo permetterà agli studenti di avere una visione più ampia sui possibili strumenti impiegabili nella moderna criminologia al servizio della professione che andranno a svolgere finiti gli studi. Questo insegnamento sull’Intelligenza Artificiale arricchisce l’offerta formativa, ma va contestualizzata con la scuola di pensiero dell’Istituto, che ha come fine ultimo il bene dell’uomo” conclude il professore savonese.

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