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Albenga, nessun test antidroga per i consiglieri comunali: delibera annullata

La mozione di Roberto Tomatis (Lega), approvata il 26 giugno dal Consiglio Comunale, non ha trovato il parere positivo del segretario generale

Albenga. Era apparsa subito come una provocazione con l’ombra lunga del sospetto proiettata su qualche componente del Consiglio comunale, la mozione di Roberto Tomatis, consigliere di minoranza gruppo Lega, che chiedeva l’obbligatorietà del test antidroga per tutti gli amministratori comunali.

La mozione, votata dalla minoranza (la maggioranza si è astenuta), è stata approva il 26 giugno, con il consigliere del Carroccio che in una lettera di sollecito inviata al sindaco chiedeva di “effettuare il test in tempi brevissimi, onde evitare che eventuali consumatori potessero interrompere le assunzioni di droghe”. “Abbiamo il dovere di fugare ogni dubbio nei confronti dei cittadini in merito alla possibilità che ci possano essere eletti e nominati che facciano uso di eroina, cocaina, cannabis, anfetamine od ogni altro tipo di stupefacente che possa mettere in discussione la lucidità e l’agire di un buon amministratore” aveva sottolineato il leghista (leggi qui).

Ma non è andata così. Nel Consiglio comunale di questa sera, infatti, la delibera verrà ritirata e annullata in autotutela evitando agli amministratori l’obbligo di sottoporsi allo screening antidroga. A determinare la decisione il parere redatto dal segretario generale del Comune che ha evidenziato l’illegittimità della delibera.

“Gli accertamenti ed i trattamenti sanitari sono di natura volontaria – recita il parere – lo stabilisce la legge n. 833/1978 (art. 33) dando così attuazione al precetto costituzionale per il quale ‘nessuno può essere obbligato ad un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana’ ( art. 32 Cost.). Ogni forma di intervento sanitario viene quindi considerato una eccezione e richiede una disposizione di legge. Tale palese ‘riserva di legge’, prevista dalla Costituzione, esclude che gli Enti Locali possano intervenire sulla materia disciplinandola con propri atti e provvedimenti”

Rimane scettico, però, Roberto Tomatis secondo il quale “sarebbe stato opportuno che il segretario emettesse il suo parere già a giugno per evitare di tirare la cosa per le lunghe e con un  consiglio comunale che dovrà nuovamente occuparsene stasera, a distanza di mesi dall’approvazione, lasciando inalterati dubbi e sospetti”.

 

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