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Albenga, il sindaco consente di bruciare la legna spiaggiata sul litorale

Tutti i giorni sino al 18 dicembre 2020, salvo proroga o modifica dei termini

Albenga. Il sindaco di Albenga Riccardo Tomatis ha firmato ordinanza numero 395 del 16 novembre 2020 che permette ai titolari delle concessioni demaniali marittime, dopo aver selezionato il materiale ancora presente sulle spiagge dividendo il legno dalle altre tipologie di rifiuto, di potere inviare lo stesso agli impianti autorizzati al trattamento delle biomasse o, come ultima possibilità, di provvedere all’abbruciamento dello stesso in conformità alle disposizioni della delibera della giunta regionale numero 1058 del 5 ottobre 2015.

Gli abbruciamenti saranno consentiti, ad esclusione dei giorni festivi, tutti i giorni sino al 18 dicembre 2020, salvo proroga o modifica dei termini.

Si ricorda che e specifica che il materiale ligneo: deve essere privato da tutto il materiale estraneo (carta, plastica, gomme etc.) che dovrà essere gestito nel rispetto della normativa sui rifiuti; non deve contenere materiale legnoso lavorato o con evidenti segni di inquinamento, qualora tale materiale sia presente dovrà essere allontanato e gestito nel rispetto della normativa sui rifiuti; deve essere accumulato lontano da strutture o manufatti presenti sul litorale.

Inoltre sulla base della deliberazione della giunta regionale numero 1058 del 5 ottobre 2015 il materiale deve essere disposto in cataste di piccole dimensioni, inferiori a tre metri cubi steri, possibilmente asciutto o con bassa umidità per limitare la produzione di fumo; ogni catasta deve essere predisposta in modo da garantire una corretta ossigenazione per ridurre al minimo il rischio di combustioni incomplete.

Le condizioni di combustione: non devono essere utilizzati materiali di innesco tossici per l’ambiente se non nelle quantità indispensabili per l’accensione; le operazioni devono essere effettuate in condizioni di vento favorevole all’allontanamento dei fumi dal centro abitato e costantemente sorvegliate per permettere l’immediato spegnimento in caso di pericolo per la popolazione o i luoghi circostanti; prima dell’accensione di una nuova catasta occorre attendere il completo e naturale spegnimento della precedente. Quindi non è possibile la presenza contemporanea di più roghi nello stesso luogo o in luoghi vicini.

Per quanto riguarda la gestione delle ceneri e delle aree interessate alla combustione: deve essere garantito il contenimento delle ceneri prodotte in modo da limitarne la dispersione. A tal fine è preferibile la formazione delle cataste su piazzali di cemento o in “terra extra battuta al fine di favorire la rimozione delle ceneri che dovranno essere gestite come rifiuti. Se tale operazione è effettuata su suolo, per eliminare i residui della combustione, dopo lo spegnimento deve essere rimossa una, porzione adeguata di suolo, da trattare anch’esso nell’ambito della normativa dei rifiuti. Inoltre, deve essere posto in atto qualunque accorgimento permetta di ridurre al minimo il rischio ambientale o rischi per la salute.

Le inadempienze saranno perseguite a termini di legge, di regolamento e del codice penale.

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