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Pensiamoci
di Sandro Chiaramonti

Wilma Pennino, la Signora del Chinotto: “Savona non sa più sognare”

Come nacque il progetto per rilanciare l’immagine della città grazie a un frutto

Savona. Destino vuole che questo colloquio sia avvenuto ieri, sabato 10 ottobre, giorno in cui Costa Smeralda dopo il lungo stop è ripartita da Savona per una crociera.

Questo colloquio con Wilma Pennino, la Signora del chinotto, ci porta al 2004, quando lei, assessore al Turismo e Commercio della giunta Ruggeri, cercava uno spunto per promuovere Savona.

Comincia a raccontare: “La ceramica era patrimonio già sfruttato, la farinata anche. Mi ricordai che la storia del chinotto era datata 1929 e che si coltivava nell’Oltreletimbro, oltre che in varie piantagioni da Varazze a Finale, con il prodotto finito sempre proposto dai Bar Besio di piazza Mameli, cui va la mia gratitudine”.

Riassumiamo. Wilma cerca e ottiene la vetrina di Euroflora a Genova e il disciplinare di Slow Food. Si fa avanti un marchio come Lurisia per utilizzare il “Chinotto di Savona” nelle sue bibite. Università come quelle di Bologna e Torino distinguono il prodotto savonese da quello di altre zone d’Italia, come il Sud, per il frutto che fu importato dalla Cina.

Il mandato in giunta di Wilma Pennino termina e con lei gran parte di quel progetto, che prevedeva tra l’altro di piantare chinotti in varie zone della città (“Devo ringraziare per il suo lavoro l’agronomo Danilo Pollero allora all’Ata”, spiega Pennino”), anche se ci restano testimonianze come la dizione “Giardini del chinotto” per una piazza di Villapiana.

Oggi Wilma Pennino è titolare dell’agenzia di viaggi Verdazzurro di via Luigi Corsi e presidente regionale della Fiavet, l’associazione di categoria degli agenti di viaggio. Sul chinotto ricorda ancora: “Se avessi pensato che quel progetto avrebbe avuto tanto successo avrei forse dovuto brevettare il marchio Chinotto di Savona”.

E se dovesse pensare oggi al rilancio del nome di Savona? Conclude Pennino: “Non spetta a me dare suggerimenti, tra l’altro siamo ormai proiettati verso le elezioni comunali. Ma se posso dire una cosa, è quella di avere ambizioni, di puntare sempre in alto”.

Però alcune cose si possono dire. Si possono ricordare eventi come il Mondiale di offshore, lo Sportivo dell’Anno, Zelig in tour, il Grande Capodanno in Darsena e il Ferragosto allo Scaletto delle Fornaci.

Oggi dobbiamo cavarcela magari con i Giovedì in musica e il cinematografo sul Priamar.

Eravamo partiti dal primo viaggio della Smeralda. Quando arrivarono le prime navi da crociera e la stazione marittima di Costa era ancora lontana da venire, Wilma Pennino, la Signora del chinotto, per dare assistenza ai passeggeri aveva messo su un banchetto in porto con Mauro Gabetta, altra mente savonese che si è dedicata ai progetti turistici della città senza essere ascoltato.

“Chissà – dicevano – questa storia può portarci lontano”.

Altri tempi, altre teste. Purtroppo.

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