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Personale sanitario, i sindacati a Toti: “Assunzioni insufficienti, subito tavolo di confronto”

"Improvvisazione davanti all'aumento di casi"

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Regione. Tutto in una mail, cosi il Commissario Straordinario di A.Li.Sa Dr. Walter Locatelli scrive ai Direttori Generali delle ASL ed Aziende Liguri a prestare particolare attenzione alla situazione emergenziale, ipotizzando addirittura l’opportunità di sospendere le ferie, di non autorizzare la fruizione dei permessi, raccomandando la massima scrupolosità nella concessione dei permessi ex l. 104/92.

“Teniamo a evidenziare come i contenuti della sopracitata nota non sono stati oggetto di nessun tipo di confronto tra parte pubblica e organizzazioni sindacali così come previsto anche dai protocolli nazionali, e invitiamo i direttori generali delle ASL ed aziende liguri al rigoroso rispetto delle relazioni sindacali sospendendo qualsivoglia iniziativa volta a dare seguito alle disposizioni della citata nota” spiegano dalla segreteria regionale di Uil Fpl Liguria in una nota.

“Per decenza – proseguono i sindacati – non commentiamo la raccomandazione sulla massima scrupolosità nella concessione dei permessi ex l. 104/92 considerando la normativa di riferimento l’unica fonte riguardo l’applicazione dei benefici e dei diritti a favore dei soggetti affetti da disabilità e i loro familiari. Siamo sconcertati dall’imbarazzante superficialità e naturalezza con la quale si è trovata la soluzione all’attuale emergenza, decidendo di accanirsi ulteriormente sugli Operatori Sanitari, già allo stremo delle forze. Gli stessi che solo alcuni mesi hanno affrontato la prima ondata di contagi con abnegazione, competenza e senso di responsabilità, spesso a rischio della stessa vita perché costretti ad affrontare il contagio senza dispositivi di protezione individuali e con disposizioni approssimative che si sono successivamente rivelate totalmente inadeguate”.

“Al contrario A.Li.Sa – continua la nota – in previsione della seconda ondata avrebbe dovuto adottare una strategia che permettesse di contrastare e contenere i contagi evitando di sovraccaricare in modo insopportabile gli ospedali. Sarebbe stato necessario, così come abbiamo in più occasioni richiesto, incrementare stabilmente le dotazioni organiche cercando di sanare la cronica carenza di operatori che il periodo emergenziale ha inesorabilmente evidenziato. E magari aver previsto con tempestività strutture alternative dove poter indirizzare i pazienti nel post ricovero ospedaliero, così da poter liberare posti letto Covid per pazienti di medio-bassa intensità, evitando di sovraccaricare ed intasare i Pronto Soccorso. Oggi però, invece di unirsi per trovare la forma migliore e rapida per assumere personale si preoccupano se è quanti andranno in ferie magari sarebbe meglio preoccuparci se è quanti saranno i contagiati e delle condizioni di lavoro del personale sanitario. Chiamiamo con forza il Presidente Toti affinché attivi con immediatezza un tavolo permanente di confronto”.

“La nostra organizzazione pertanto chiede con forza di non procedere nel calpestio dei diritti sanciti dai contratti e dalle leggi vigenti ma di provare a rivolgersi con rispetto e correttezza verso chi ancor oggi detiene un merito quello di essere un Operatore Sanitario al servizio di Tutti, anche di quelli che dietro delle scrivanie delle istituzioni pare non colgano ciò che si sta nuovamente affrontando” concludono.

Sull’emergenza sanitaria si sono espressi – in giornata – anche FP Cgil Liguria: “La funzione pubblica Cgil chiede un incontro urgente al Governatore Giovanni Toti, con il coinvolgimento di Alisa e delle Direzioni Generali delle Aziende sanitarie per affrontare le misure da adottare in questa fase di emergenza pandemica. Siamo pronti alla proclamazione dello stato di agitazione ed alla mobilitazione dei lavoratori. Anziché programmare seriamente le misure da mettere in atto, Alisa sospende ferie e permessi per i professionisti sanitari: ancora una volta i lavoratori pagano gli errori di chi doveva organizzare il sistema e non lo ha fatto”.

“Ancora una volta Alisa scarica sul personale sanitario delle Asl la sua incapacità. Ieri ha adottato un provvedimento che suggerisce alle Asl di bloccare ferie e permessi fino al 31 gennaio, riducendo, senza poterlo fare, autodenunciando la propria non conoscenza delle norme, anche quelli per la Legge 104, ossia per coloro che assistono familiari disabili. La ragione sarebbe correlata all’aumento di casi positivi fra il personale. Questo è l’unico atto che hanno saputo mettere in campo per rispondere all’epidemia Covid-19. Denunciamo da tempo le carenze d’organico in sanità: già prima del Covid in Liguria mancavano più di mille professionisti. Chiediamo dall’inizio dell’epidemia di adottare protocolli stringenti per proteggere i lavoratori dal contagio – spiegano i sindacati -. Abbiamo fatto proposte fattive e sollecitato la Regione perché nei mesi ‘della tregua estiva’ organizzasse in modo efficace i servizi in vista della nuova ondata, ampiamente prevista, e assumesse tutto il personale che serviva. Non è stato fatto nulla”.

“Un numero di assunzioni, perlopiù precarie, insufficiente e improvvisazione davanti all’aumento di casi. Vergogna! Si preferisce spremere personale che lavora in condizioni precarie e disastrose da febbraio. Ci domandiamo se questo è il “modello Liguria” che vogliamo esportare! Serve rispetto, servono investimenti, serve una seria capacità di programmazione. Noi ci siamo, con i lavoratori della sanità siamo pronti alla mobilitazione” concludono.

“Ancora una volta la Regione, attraverso Alisa suo braccio operativo, vorrebbe scaricare sulle lavoratrici e i lavoratori della sanità le sue incapacità e le sue contraddizioni” aggiunge la Fials.

“L’emergenza – che è drammaticamente vera – diventa la foglia di fico per giustificare una incursione indebita in materia di contratti e di diritti individuali e collettivi. Alle anime belle che oggi gridano giustamente allo scandalo e all’incompetenza ricordiamo che una misura simile (blocco delle ferie e perfino mancata concessione delle 104 aggiuntive..), era già stata fatta dal Governo a marzo (decreto Cura Italia)”.

“Dobbiamo purtroppo prendere atto che in Regione e nelle Aziende si preferisce spremere i lavoratori (che in molte Aziende hanno già subito il blocco delle ferie e dei permessi dallo scorso marzo…), piuttosto che incrementare le assunzioni che sono e restano il provvedimento inaggirabile e più efficace per fronteggiare il virus. Con i loro provvedimenti Regione, Alisa e Direzioni aziendali dimostrano una dose supplementare di “imprevidenza gestionale” al limite dell’improvvisazione che può creare problemi aggiuntivi col crescere dei numeri del contagio e dell’inevitabile panico sanitario. Dallo scorso marzo l’esperienza insegna che provvedimenti coercitivi, quando (come in questo caso), vengono percepiti come inadeguati e punitivi, non possono che esasperare gli animi e incrementare reazioni che producono effetti opposti a quelli che si vorrebbe contenere. Lo diciamo ai Direttori delle Aziende: se qualcuno pensa di applicare la “mail” di Alisa si assumerà la responsabilità delle conseguenze. Qualcuno è in grado di ragionare su questi punti dalla parti della Regione? Il “confronto” è sempre utile. Ma oggi le chiacchiere stanno a zero. O si reagisce o si subisce”.

Blocco delle ferie e dei permessi, problemi organizzativi e gestionali, organici ridotti e insufficienti, assunzioni inadeguate e precarie, protezione e sicurezza per i lavoratori. Sono provvedimenti e situazioni che possono essere utilizzate con minore o maggiore pressione nei confronti dei lavoratori e del lavoro. Il Covid colpisce tutti ma non è né “democratico” né uguale per tutti. Noi siamo esposti in prima fila e non possiamo sottrarci. Sono oltre 40.000 le lavoratrici e lavoratori della sanità contagiati dallo scorso marzo. Sono oltre cento i morti. Cinque in Liguria. Due nella sanità pubblica a Villa Scassi. La situazione è sotto gli occhi di tutti. Di tutto c’è bisogno tranne che degli editti improvvisati dei Commissari” conclude il sindacato.

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