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Vertice sulla Sanac, il sindaco Giuliano furiosa: “Il Governo scarica sui territori l’assenza di una politica industriale”

Solo rassicurazioni sulle misure di ammortizzatori sociali, ma nulla sul destino dello stabilimento

Vado Ligure. Si è svolto questa mattina un vertice in videoconferenza sulla situazione della Sanac, lo stabilimento di Vado Ligure che occupa 80 persone e legato alla filiera dell’acciaio.

Presenti al “tavolo virtuale” tutte segreterie sindacali di categoria a livello nazionale, le Rsu Sanac, i commissari e i funzionari del Mise. Un confronto era stato sollecitato da tempo dalle istituzioni locali e dai sindacati.

Da sempre il destino di Sanac è legato al futuro dell’ex Ilva di Taranto e alla stessa presenza in Italia del colosso franco-indiano Arcelor-Mittal. Prima della crisi Covid per Sanac si era parlato di una nuova proprietà, con i commissari impegnati nella ricerca di potenziali nuovi acquirenti, poi tutto fermo per l’emergenza sanitaria, il lockdown e la situazione di difficoltà economica generale.

Per ora dal Governo sono arrivate garanzie solo sulla prosecuzione degli ammortizzatori sociali, ma nel mirino di sindacati e istituzioni locali c’è l’assenza di un vero piano industriale di rilancio, con al centro tutta la siderurgia italiana e il suo indotto che riguarda direttamente la Sanac di Vado Ligure, specializzata nella produzione di refrattari industriali.

Dure le parole del sindaco di Vado Ligure Monica Giuliano: “Se non c’è un progetto concreto gli ammortizzatori servono a poco… I sindacati sono disperati, in quanto non è stata fornita una benché minima ipotesi e prospettiva produttiva. Chiediamo che al più presto venga definito un tavolo in cui la parte politica nazionale dica chiaramente se intende abbandonare il settore siderurgico oppure se abbia intenzione di mettere in campo un vero piano industriale”.

“A livello nazionale fanno il contrario di quello che hanno fatto Provincia di Savona e Comune di Vado Ligure in questo territorio: noi abbiamo costruito un piano di riqualificazione produttiva, loro non parlano nemmeno di reindustrializzazione. E’ un fatto gravissimo”.

“In qualità di sindaco che rappresenta il comprensorio vadese e 100 famiglie non accetto che si parli solo di ammortizzatori sociali, dal Governo devono arrivare risposte sul futuro industriale, senza scaricare sui territori una mancata programmazione”.

“Quello che Vado Ligure ha fatto in questi anni l’ha fatto da sola: gli operatori che sono venuti nel nostro territorio non lo hanno fatto per l’area di crisi complessa, ma per la programmazione industriale dell’ammnistrazione comunale, basata su scelte e indirizzi precisi che hanno portato nuovi investimenti e nuove prospettive di lavoro” conclude il primo cittadino vadese.

Sulla vertenza rincarano i sindacati: “Dal Governo nessuna risposta in merito al futuro di Sanac. L’incontro avuto in Videoconferenza con il Mise non ci ha fornito elementi aggiuntivi rispetto al quadro che già conoscevamo, si continua a navigare a vista, senza alcuna prospettiva di medio-lungo periodo. Ad oggi non abbiamo ancora avuto la possibilità di discutere direttamente con Arcelor-Mittal in merito al piano industriale e non abbiamo avuto riscontro dal governo in merito all’intenzione di ingresso nel capitale sociale nello stabilimento Tarantino e se questa possibilità possa valere anche per il gruppo Sanac. La scadenza della fideiussione al 30 novembre è vicina e questa situazione di incertezza è grave e non più tollerabile”.

“Chiediamo con forza che sia aperto un vero e proprio tavolo sul settore siderurgico, asset strategico per il paese. Sanac in questa prospettiva è fondamentale visto che senza materiale refrattario nessuna acciaieria può produrre acciaio. Ad oggi vantiamo 9 milioni di crediti nei confronti di Arcelor-Mittal che non sono ancora stati saldati e cosa ancor più grave ci è stato comunicato che per il pagamento dei crediti passati si è dovuto ricorrere ai decreti ingiuntivi”.

“Abbiamo chiesto al Governo di adoperarsi verso Arcelor-Mittal al fine di garantire il pagamento dei crediti che Sanac vanta, ma allo stesso tempo. chiediamo e continuiamo a chiedere garanzie sul nostro futuro. I lavoratori di Sanac sono stanchi di promesse e rimandi, il tempo delle attese è scaduto, adesso servono risposte”.

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