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Uscire dopo le 21? Sì, ma solo con un motivo: ecco cosa prevede il “coprifuoco” in Liguria questo weekend

Si potrà andare a trovare un amico o fare una passeggiata per sgranchirsi le gambe, ma da soli.

Liguria. Oggi il governatore Toti firmerà l’ordinanza che estende a tutta la Liguria le limitazioni del provvedimento preso dal sindaco Bucci martedì sera. Durante il weekend di Halloween, tutta la Regione dovrà quindi attenersi al “modello Genova”, che dovrà essere rispettato dalle 21 alle 6 di venerdì, sabato e domenica (leggi qui). Come ribadito nei giorni scorsi dal sindaco Bucci, dall’assessore alla Sicurezza Stefano Garassino e ieri dal presidente Toti, l’obiettivo è evitare gli assembramenti. 

 Ma cosa comporta l’ordinanza regionale che entrerà in vigore questa sera?  Cosa si potrà fare e cosa si dovrà evitare? Il testo ufficiale non è ancora noto, ma se, come annunciato,  l’ordinanza regionale presenta le stesse limitazioni del capoluogo ligure, queste saranno le regole da rispettare.

Nel testo dell’ordinanza genovese c’è scritto chiaramente che “le limitazioni alla circolazione dalle 21 alle 6” sono “fatti salvi la possibilità di accesso e deflusso alle abitazioni private, agli esercizi commerciali legittimamente aperti, agli spostamenti determinati da esigenze lavorative, attività sportiva o motoria individuale, situazioni di necessità ovvero motivi di salute”. Insomma, è la solita dicitura “attività motoria” quella che di fatto consente – senza assembramenti – di fare tutto quello che si poteva fare prima del  30 ottobre.

Quindi no, non dovrebbe esserci bisogno di mettersi d’accordo con un amico, di fingere di dover tornare in ufficio o di controllare se la macchina è chiusa. Non vi fermeranno per strada dopo le 21, se state tornando dall’ufficio a casa, o se state andando a trovare un amico e un parente. Non vi chiederanno il loro numero di telefono – d’altronde quante persone hanno ancora un telefono fisso nel 2020? – e non vi multeranno se direte che state semplicemente facendo una passeggiata per sgranchirvi le gambe.

In queste prime sere,  i controlli a Genova– piuttosto intensivi soprattutto nel centro città e nel ponente, non solo da parte della polizia locale ma anche dei carabinieri e della polizia, della guardia di finanza e dell’esercito – sono scattati nei confronti di gruppi di più di due persone e il fatto che gli agenti abbiano rivolto qualche domanda in più è stato legato a un atteggiamento di resistenza da parte delle persone controllate. Come spesso accade.

Un’altra delle domande frequenti in queste ore è ‘possono farlo’? Tecnicamente sì: le forze dell’ordine possono far scattare indagini per verificare qualsiasi tipo di illecito amministrativo, in questo caso la trasgressione rispetto alle norme dell’ordinanza. Tuttavia, per quanto possa essere potenziato il dispositivo di agenti preposti ai controlli (circa 200 nel fine settimana), difficilmente sarebbe possibile indagare su chiunque fosse ‘sorpreso’ per strada senza motivo.

Insomma, cose da evitare dalle 21 alle 6: trovarsi con gli amici a una fermata dell’autobus o su una panchina in piazzetta, camminare per strada con un’altra persona o più senza una meta particolare, non circolare – ovviamente – senza mascherina specialmente dove ci siano altre persone nelle vicinanze, non opporre resistenza e non mentire alle forze dell’ordine in caso di controlli.

Cose che si possono fare, invece: andare a correre, passeggiare per sgranchirsi le gambe (da soli), andare in farmacia o a un supermercato aperto h24, andare ad acquistare cibo d’asporto (da dpcm i locali sono chiusi per la somministrazione dopo le 18), andare a trovare un amico o un parente o comunque muoversi verso un domicilio privato, tornare a casa, andare a portare il cane (da soli).

Come noto, non servono autocertificazioni per spostarsi. Non ci sono limitazioni agli spostamenti in auto o in moto o con altri mezzi privati. Le multe per la mancata osservanza delle norme anti-covid vanno dai 400 ai 1000 euro, denari che non finiscono nelle casse comunali ma in un fondo nazionale che viene poi redistribuito ai territori.

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