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Senso unico sul lungomare di Pietra, i consiglieri di minoranza: “Scelta assurda, bisogna revocarla”

Chiesta la convocazione di un consiglio comunale sul tema

Pietra Ligure. Un consiglio comunale a porte aperte e come tema principale la “Revoca della situazione viabilistica sul lungomare via don Giovanni Bado e integrale ripristino della situazione precedente”. E’ quello richiesto dai consiglieri di minoranza di Pietra Ligure Mario Carrara, Sara Foscolo, Silvia Rozzi e Nicola Seppone.

“Il senso unico sul lungomare centrale via don Giovanni Bado sta mettendo in difficoltà la viabilità di tutto il paese sia con le code continue tutti i giorni, anche la domenica, sulla via Aurelia, nella sola direzione Loano-Finale (che fanno ricordare quelle che c’erano fino a quindici anni fa, prima del’istituzione delle rotonde) sia con il blocco della circolazione sul lungomare, quando la chiusura del passaggio a livello ferroviario si prolunga oltre misura – dicono i consiglieri – Inoltre e soprattutto, con lo sconvolgimento dei flussi di accesso al centro urbano ed il diradamento della sua frequentazione, sta provocando la conseguente, evidente, diminuzione di tutto il giro d’affari commerciale ed economico che esso comporta, danneggiandolo economicamente”.

“Una cosa del genere, che avviene nel pieno della crisi Covid-19 che, già di per sé, sta impoverendo tutte le attività economiche e la vita quotidiana delle famiglie, costituisce per Pietra Ligure un ulteriore grave colpo supplementare, che getta nell’affanno e nella sofferenza finanziaria tante imprese ed attività, piccole e grandi, che operano nel centro della città. Tuttavia, la crisi da Covid-19, che si deve subire e combattere, è capitata portata da una pandemia mondiale, per la quale si cercano rimedi a livello planetario. Invece, l’ulteriore aggravamento causato dal provvedimento del sindaco istitutivo del senso unico sul lungomare di Pietra Ligure che sta sconvolgendo la città, è provocato unicamente dalla determinazione di una scelta assurda, senza senso e senza una ragione fondata da parte dell’amministrazione di Pietra Ligure; scelta che proprio in un momento grave come questo presente, si poteva ben far a meno di compiere, di cui non si sentiva nessuna necessità od urgenza di effettuare; di cui non si vede proprio nessuna pressante esigenza o ragione plausibile di voler insistere nel mantenere”.

Per tutti questi motivi, i consiglieri di minoranza di Pietra Ligure “interpretando e facendosi carico del malessere e dei problemi che tale provvedimento provoca nel tessuto viabilistico ed economico della città, che vanno a gravare ed incidere profondamente nella vita quotidiana e nelle attività dei cittadini, hanno chiesto formalmente, ai sensi del vigente ordinamento, la convocazione del Consiglio comunale, affinché della questione si discuta entro venti giorni, come prescrive la legge, cioè, in tempi certi, e non sia rimandata sine die, secondo la comodità e la convenienza del Sindaco e della sua maggioranza”.

“La convocazione è stata espressamente richiesta a porte aperte, in una delle diverse sedi esistenti a Pietra Ligure, idonee per i distanziamenti tra il pubblico, affinché tutti i cittadini che ne abbiano interesse possano intervenire di persona per constatare chi effettivamente difenda gli interessi della città nel sostenere ed appoggiare la revoca di tale assurdo provvedimento o, invece, chi si assumerà la responsabilità di voler ostinatamente perseverare, per partito preso, insistendo nel volerla danneggiare, mantenendolo”.

Secondo i consiglieri, l’adunata potrebbe svolgersi “in idonea sala nella quale siano possibili i distanziamenti necessari tra i presenti, come il cinema-teatro ‘Guido Moretti’ o il centro polivalente di via Nino Bixio o l’antica chiesa parrocchiale”.

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