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Scheletro di dinosauro battuto all’asta per 2,5 milioni di euro: i due savonesi dietro la vendita record

Alessandro Ferrada e Iacopo Briano si occupano di intermediazione e di vendita di arte e pezzi di storia naturale

Savona/Borgio Verezzi. Ci sono due “menti savonesi” dietro la vendita milionaria di uno scheletro di allosauro avvenuta ieri in occasione di un’asta di pezzi d’arte tenutasi all’Hotel Druot di Parigi.

La dicitura “asta di pezzi d’arte” può apparire impropria, ma non lo è affatto: Alessandro Ferrada (titolare dell’Antica Società 1893 di Verezzi) e Iacopo Briano, infatti, sono i curatori (insieme ad altri due soci) della galleria “Art Sablon” di Bruxelles.

La loro galleria riprende la filosofia dei “wunderkammer”, le “camere delle meraviglie” che sono state i progenitori dei musei e che ospitavano “meraviglie” di ogni genere: “Allo stesso modo – spiegano – noi ospitiamo e commercializziamo opere di arte antica e contemporanea, reperti archeologici ed anche pezzi di storia naturale, come i fossili. Nella nostra galleria, quindi, si può trovare il ritratto del ‘700 e lo scheletro di dinosauro l’uno a fianco dell’altro. E’ un genere di esposizione molto europeo e che ha attraversato i secoli, partendo dal ‘600 ed arrivando fino a noi. Come le ‘camere delle meraviglie’, la nostra ‘Art Sablon’ mette insieme tanti ‘oggetti eccezionali’ secondo un gusto eclettico che sta piacendo molto”.

Oltre a ciò, Iacopo opera come esperto per le case d’asta, occupandosi di stimare e “dare il giusto valore” agli oggetti che vengono di volta in volta proposti.

Inevitabile unire entrambe le attività, cioè arte e paleontologia: “Ci battiamo da anni per portare i grandi esemplari alle aste e alle fiere dell’arte e presentarli accanto a quadri ed altre ‘tipicità’ del mondo del collezionismo. Non è una eccezionalità: quest’anno Christie’s ha battuto nella medesima asta opere di Van Gogh, Cezanne, Picasso e anche uno scheletro di dinosauro. Noi stessi, nel 2018, abbiamo seguito la vendita di una coppia di dinosauri ‘montati’ in posizione di combattimento”.

Nella loro attività di intermediazione e di vendita, dunque, Iacopo e Alessandro si occupano tanto di arte quando (e forse anche di più) di storia naturale. Ciò li ha portati a collaborare con un’azienda italiana, la Zoic di Trieste, che si occupa proprio di “riassemblare” gli scheletri dei dinosauri per collezionisti, venditori e case d’aste: “Collaboriamo con Zoic da molto tempo – spiegano ancora Iacopo e Alessandro – e da alcuni anni forniamo loro consulenza proprio in ambito di aste. In questo ambito i risultati migliori si ottengono alle aste di Parigi e quindi per la vendita dell’allosauro (e di altri 190 pezzi di storia naturale) abbiamo deciso proprio di puntare alla capitale francese. All’estero, e specialmente in Francia, le aste sono più normate e quindi più sicure. Perciò ci siamo messi al lavoro preparando una sorta di dossier che contenesse la ‘carta d’identità’ del dinosauro”.

Alessandro Ferrada Iacopo Briano Allosauro

L’allosauro è tra i più antichi dinosauri al mondo. I resti di quello venduto ieri sono stati scoperti nella contea di Johnson, nel Wyoming, che è uno dei sette stati degli Stati Uniti (tra cui Utah, Colorado, lo stesso Wyoming e Montana), in cui questi carnivori avrebbero “vagato” nel tardo Giurassico, tra 145 e 161 milioni di anni fa.

L’allosauro (che significa “rettile diverso”) era dotato di arti anteriori forti a tre dita e artigli affilati. Aveva anche potenti zampe posteriori e denti ricurvi simili a pugnali che, secondo gli esperti dell’Università del Wyoming, sono la prova del fatto che fosse un “formidabile predatore”. È stata una delle prime scoperte sui dinosauri ed è considerato dai paleontologi il “nonno” del Tyrannosaurus Rex.

Torniamo all’asta parigina, ma facendo prima un piccolo passo indietro: dieci giorni fa, in occasione di un’asta tenutasi a New York, un altro scheletro di dinosauro è stato battuto per la cifra record di 31 milioni di dollari. “Questa vendita – spiegano ancora Alessandro e Iacopo – ha creato le condizioni per la tempesta perfetta. Per un dinosauro di 150 milioni di anni, lungo 10 metri ed alto 3 metri pensavamo di riuscire a strappare una cifra intorno al milione e 200 mila euro. Invece…”

Invece dopo una “guerra di offerte” tra tre compratori e durata più di un quarto d’ora, lo scheletro dell’allosauro è stato battuto per due milioni e mezzo (che diventano poco più di 3 milioni con vari costi accessori). Un risultato che Iacopo ed Alessandro non esitano a definire “eccezionale considerando il mercato parigino e le caratteristiche dello scheletro. Alle aste non si sa mai come vanno a finire le vendite: lo scheletro poteva restare invenduto o andare via addirittura per 10 milioni di euro. Noi siamo contentissimi del risultato”.

Ora Iacopo ed Alessandro sono al lavoro per portare il gusto della loro “wunderkammer” anche nelle aste italiane: “In questo – spiegano – speriamo di contare sul supporto della casa d’aste Cambi di Genova, presso cui abbiamo creato un ‘dipartimento’ che si occupa anche di aste di pezzi di storia naturale. A dicembre, poi, metteremo all’asta tre tute spaziali che abbiamo ospitato nella nostra galleria di Bruxelles insieme ad altri oggetti del periodo della conquista dello spazio”.

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