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Riapre Cairo Salute, la minoranza: “Struttura non adatta, in inverno non si può usare di nuovo una tenda”

"E l'ospedale? Basta promesse e ‘contentini’, chiediamo azioni concrete dalla Regione"

Cairo Montenotte. Covid, ospedale San Giuseppe riaperto, ma sempre ridimensionato, e ora anche i casi positivi a Cairo Salute. Giovedì la chiusura del Centro di medicina di gruppo a causa della positività di una segretaria, poi la tornata di tamponi effettuata su medici e staff  che ha riscontrato altri due casi di coronavirus in altre due segretarie (più un caso per contatto famigliare).

Oggi la struttura riapre, ma è sospeso il servizio Cup, dove lavorano le tre colleghe trovate positive. Rimangono, inoltre, chiusi gli studi periferici per concentrare il personale su Cairo, gli accessi sono consentiti solo per visite necessarie, i medici sono disponibili per consulto via telefono o whatsapp per le altre richieste.  Per quanto riguarda le ricette, al via quelle elettroniche, le cartacee solo per i farmaci speciali per i quali non è possibile il sistema telematico.

Situazione, dunque, sempre più difficile per la sanità cairese proprio nel giorno in cui parte la campagna per il vaccino antifluenzale, che il direttore di Cairo Salute, Amatore Morando, propone di effettuare all’aperto, all’interno di ambulanze nei parcheggi sotterranei di piazza della Vittoria.

Criticità che non convincono la minoranza: “Abbiamo presentato al sindaco Lambertini un’interrogazione nella quale chiediamo delucidazione riguardo alla situazione della sanità nella nostra città. Già durante l’ondata pandemica dello scorso inverno e la successiva primavera, Cairo Salute aveva manifestato profonde carenze strutturali, infatti si era dovuto procedere in fretta all’allestimento di una tenda d’emergenza per l’effettuazione delle visite ai pazienti. Con l’arrivo del maltempo autunnale ed invernale e l’abbassamento delle temperature, non è possibile immaginare di ridurre il servizio di medicina del territorio di Cairo ad una nuova tenda” commentano.

“Non vi sono date di previsione riguardo alla riapertura di un ospedale che, oltre ai servizi di pronto soccorso e di ricovero, offra anche i servizi ambulatoriali. Il numero dei positivi al coronavirus in tutto il paese, anche se non ancora allarmante, è in continua crescita e ad oggi non è dato conoscere la situazione dei contagi in città. Cairo Salute è praticamente l’unico ambulatorio di medici di famiglia pre­sente a Cairo e la possibilità che altri componenti del personale possano in futuro risultare positivi è tutt’altro che remota”.

“La pandemia covid- 19 ha reso ancora più evidenti le criticità presenti nella gestione della sanità – aggiungono da Cairo Democratica e dal Movimento civico “Ligorio sindaco” – visto che da decenni non si investono risorse nei presidi medici territoriali (MMG, consultori, ambulatori) che dovrebbero essere invece la prima linea di difesa della salute ‘bene comune’. Cairo Montenotte e la Valbormida unita, data la struttura orografica, la pessima situazione viaria, l’età media elevata dei cittadini e la distanza dagli ospedali hub, soffrono di criticità ancora maggiori”.

Tra le richieste inviate al primo cittadino, non solo quella di ricevere maggiori informazioni sulle azioni che l’amministrazione intende attuare per prevenire nuove eventuali chiusure di Cairo Salute, ma anche l’ospedale. “Vogliamo sapere se il sindaco si è attivato nei confronti della Regione affinché quest’ul­tima dia risposte certe sui tempi di riapertura del nosocomio e non solo promesse e ‘contentini’ come avvenuto finora” dicono dalla minoranza.

“Vogliamo sapere se la Regione, in attesa della riattivazione dei servizi ospedalieri e ter­ritoriali ad esso legati, si attivi al fine di fornire alla Valbormida i servizi di medicina generale e territoriale che consentano ai cittadini di affrontare i prossimi mesi senza essere abbandonati a sé stessi. E se la Regione intende affrontare il gravissimo problema dei tempi di attesa biblici che costringono a pazientare anche mesi prima di poter ricevere una visita specialistica o un esame di laboratorio, a meno di non affrontare gravose spese rivolgendosi alle strutture private o scomodi viaggi verso il confinante Piemonte. Il sindaco ha chiesto alla Regione di attivare i suddetti servizi terri­toriali in tempi brevi? La sanità pubblica è un diritto costituzionale che fino ad oggi è stato completamente disatteso”.

E in ultimo, una richiesta già effettuata durante le prime settimane del lockdown (e poi accontentata da Lambertini con numerosi video messaggi) di “conoscere i dati relativi ai contagi da coronavirus nella nostra città” concludono dalla minoranza.

 

 

 

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