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Povera Savona, terra di conquista: nessun assessore nella nuova giunta Toti

Solo "premi di consolazione" per Angelo Vaccarezza, Stefano Mai e Brunello Brunetto

Savona. Nessun assessore della provincia di Savona nella nuova giunta Toti (leggi qui), nonostante alcune ottime performance elettorali, prima fra tutte quella di Angelo Vaccarezza.

Di per sé questo fatto potrebbe non rappresentare (e magari non rappresenta) una diminutio nelle competenze della nuova giunta Toti, però…

Però, quando sono in gioco i rapporti tra Savona e Genova matrigna (e non ci stancheremo mai di citare il caso del porto) perlomeno un sospetto è lecito avanzarlo.

Alla provincia di Savona sono andati i premi di consolazione. Vaccarezza e Stefano Mai saranno capigruppo dei rispettivi schieramenti, Cambiamo! di Toti e Lega. Brunello Brunetto sarà presidente della Commissione Sanità, eventualmente in attesa che, superata l’emergenza per la quale Toti ha tenuto per sé la delega, possa essere promosso assessore. Tempi lunghi, che faranno probabilmente dimenticare questa possibilità, visto che la situazione sanitaria va sempre più aggravandosi, dovunque nel Paese e per certi versi ancor più in Liguria (leggi qui).

La Lega, anche con l’appassionato ormai ex assessore all’Agricoltura Stefano Mai, si è affrettata a dire che le istanze del territorio savonese saranno comunque tenute nella debita considerazione (leggi qui). Annotiamo e per ora diamo com’è giusto credito a questa promessa.

Nella giunta Toti bis ci sono in effetti assessori che in passato si sono dimostrati particolarmente vicini a Savona: fra tutti spicca il sanremese Gianni Berrino di Fratelli d’Italia, che avrà la delega piena al Turismo, prima condivisa con Ilaria Cavo.

Passando dalla provincia di Savona al capoluogo, si può considerare che anche noi ce l’abbiamo comunque messa tutta per cercare altrove gli assessori. Nella giunta Caprioglio sono “foresti” Silvano Montaldo, Maria Zunato e Doriana Rodino. Nella prima configurazione figurava anche Paolo Ripamonti. Per carità, si tratta spesso di figure che posseggono competenze indubbie ma tant’è, c’è chi storce il naso e parla di Savona come “terra di conquista”.

Non ce la sentiamo di dargli del tutto torto.

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