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Poliziotti aggrediti, il questore incontra Usei: “Non è un problema di nazionalità, ma di rispetto”

Il rappresentante dell'associazione ecuadoriana: "Vogliamo essere parte della soluzione, non del problema"

Savona. Questa mattina l’incontro tra il questore Giannina Roatta e Antonio Garcia, rappresentante savonese di Usei (Unione di Solidaretà degli Ecuadoriani) in seguito all’aggressione ai due poliziotti nel giardino delle trincee durante i controlli anti-covid (leggi qui).

“Non voglio parlare in alcun modo di nazionalità connessa all’episodio – sottolinea il questore – Non è un problema di nazionalità, ma piuttosto di mancanza di rispetto verso coloro che quotidianamente operano sul territorio a tutela e a servizio dei cittadini e in questo momento anche per garantire i controlli sul rispetto delle prescrizioni imposte per un bene di tutti, quale è la salute pubblica”.

L’incontro, infatti, ha avuto lo scopo non solo di confrontarsi, ma anche e soprattutto di evitare una generalizzazione. “Ho letto le parole di scuse di Antonio Garcia che mi hanno fatto molto piacere – racconta Roatta – Comprendo la difficoltà, il dispiacere, la sofferenza che un episodio del genere può aver cagionato a chi lavora quotidianamente da anni per garantire le migliori condizioni di integrazione di una comunità. Così ci siamo sentiti e l’ho invitato in Questura proprio per dissipare qualsiasi dubbio che possano esistere delle generalizzazioni, che non possono essere assolutamente giustificate. È stato un incontro piacevole, mi ha scritto anche una lettera che mi ha fatto emozionare”.

E sull’aggressione: “Episodio gravissimo che dimostra una totale mancanza di rispetto nei confronti di due ragazzi in uniforme che hanno operato con equilibrio e pacatezza. La loro professionalità ha impedito di scongiurare ulteriori conseguenze – sottolinea – In questo periodo in Italia stiamo assistendo all’insofferenza di molte persone nei confronti delle prescrizioni connesse all’emergenza epidemiologica, ma proprio per questo sono totalmente intollerabili. Andremo fino in fondo per avere un quadro preciso di quello che è successo”.

I controlli proseguiranno, da parte delle forze di polizia c’è sempre stato il massimo equilibrio e  parte nostra continuerà ovviamente una sensibilizzazione ad indossare la mascherina, come per altro è accaduto nell’episodio di sabato, ma occorre un senso di responsabilità da parte di tutti i cittadini” conclude il questore.

Rammarico e dispiacere nelle parole di Garcia: “Abbiamo accettato molto volentieri l’invito per evidenziare di persone le nostre scuse e la nostra solidarietà. Come associazione cerchiamo sempre di promuovere un’integrazione che deve essere parte di una ricchezza del territorio. Episodi di questa natura non possono che essere condannati, ci rendiamo disponibili per mediare la situazione affinché non torni a ripetersi. Oggi abbiamo ribadito al questore che vogliamo essere parte della soluzione e non parte del problema”.

E poi un messaggio ai ragazzi coinvolti: “È una situazione che appartiene a tutta la comunità con questi comportamenti danneggiate prima voi stessi e poi chi vi sta intorno. Veniamo da un altro paese con l’intento di cambiare vita – sottolinea il rappresentante di Usei –  non capisco perché dobbiamo continuare a comportarci in questo modo. Facciamo qualcosa insieme, Usei è a vostra disposizione per poter fare dei cambiamenti che possano servire a essere più propositivi”.

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