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Piano Casa, il Comune di Albenga abolisce il contributo aggiuntivo

"Importante iniziativa per i privati, le imprese e i loro dipendenti e per la rivalutazione del patrimonio urbanistico edilizio esistente"

Albenga. L’amministrazione Tomatis abolisce il contributo aggiuntivo introdotto nel 2011 dalla giunta Guarnieri dovuto per le convenzioni urbanistiche relative agli interventi edilizi di demolizione e ricostruzione con incremento volumetrico di edifici a destinazione residenziale e non presenti, nel territorio comunale (Piano Casa).

Nel 2011 era stato stabilito infatti che, oltre al pagamento del contributo di costruzione e al reperimento e/o monetizzazione degli standard urbanistici, dovesse essere versato un contributo aggiuntivo pari al valore della monetizzazione degli standard dovuti per il verde pubblico e per i parcheggi.

Con delibera di giunta di giovedì 9 luglio, era stato approvato un atto di indirizzo con il quale si dava mandato ai tecnici e agli uffici comunali di adottare tutti quei provvedimenti volti ad eliminare questo contributo aggiuntivo. A questo atto è seguita la delibera di giunta di ieri, giovedì 22 ottobre, che ha reso effettivo il provvedimento.

Si comunica che “nella fase di regime transitorio le istanze relative agli interventi di demolizione e ricostruzione in sito/fuori sito con ampliamento volumetrico di fabbricato a destinazione residenziale/non residenziale, ai sensi dell’art. 6/7 della Legge Regionale 03 novembre 2009 n. 49 e smi, depositate agli atti degli uffici precedentemente alla data dell’entrata in vigore della delibera, il cui iter risulta tutt’ora in corso e che non abbiano ancora sottoscritto alcuna convenzione urbanistica, seguano il nuovo regime cosi come le istanze che perverranno successivamente alla data di esecutività del presente atto”.

Il sindaco Riccardo Tomatis afferma: “Considerata l’attuale situazione nazionale conseguente dell’emergenza epidemiologica da Covid-19 e le pesanti ricadute nel contesto economico finanziario di tutti i settori economici e produttivi e considerato che, in particolare l’attività edilizia ha bisogno di risposte innovative in cui trovare la leva per ripartire, creare reddito, lavoro e qualità urbana, abbiamo deciso di abolire l’obbligo di versare tale contributo aggiuntivo. L’intento, quindi, è quello di agevolare il settore e le imprese che in esso operano sostenendo in questo modo anche l’indotto occupazionale da queste generato”.

“Inoltre, altro aspetto estremamente importante, quello di sostegno ai privati e la rivalutazione del patrimonio urbanistico edilizio esistente sul nostro territorio comunale. Eliminando tale contributo aggiuntivo, infatti, potrebbero essere agevolati interventi di ristrutturazione che, eseguiti, migliorerebbero il profilo urbanistico della nostra città”.

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