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Paradosso mascherine: Lucarelli critica Albenga e il web applaude, ma se i carabinieri multano ricevono insulti

Il "bipolarismo social", in questo caso relativo alla città delle torri: lo stesso registrato con il nuovo Dpcm

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Albenga. Assembramenti e mancato uso di mascherine ad Albenga, nella centralissima piazza delle Erbe, di sabato sera. La notizia viene filmata da ignoti e trasmessa alla giornalista Selvaggia Lucarelli, che la posta, con commento indignato, sulle sue pagine social (leggi qui). 

Tante, tantissime le reazioni del web, la maggior parte delle quali tendenti a darle ragione, corredate dalle più classiche delle domande: “E le forze dell’ordine dove sono? Cosa fanno?”. E da “facili” soluzioni: “Ci vogliono più controlli e meno concessioni”. E ancora: “Bisogna aumentare le multe e comminarle soprattutto”. 

E fin qui, tutto nella norma, o quasi. Se non fosse, però, che le forze dell’ordine i controlli hanno iniziato a farli e sul serio. E le multe hanno iniziato a fioccare di conseguenza (leggi qui). Per la gioia degli utenti social, penserete voi. E invece no. La reazione? Totalmente opposta a quella registrata sotto la notizia relativa a Selvaggia Lucarelli. 

C’è chi accusa le forze dell’ordine “serve del Governo” di “prestarsi ad un gioco al massacro solo per fare cassa”. Chi contesta la cifra della sanzione “troppo elevata”. E chi addirittura dà dei “ladri” ai carabinieri (protagonisti dell’articolo in questione sulle sanzioni). 

La libertà di espressione e pensiero è sacra e inviolabile, certo. Ma la cosa che fa sorridere è che, tra i commentatori, alcuni sono addirittura gli stessi che hanno “semplicemente” espresso un parere sotto un articolo di pochi giorni fa, salvo poi fornirne uno diametralmente opposto pochi giorni dopo, sotto la notizia odierna. 

Un caso che potremmo definire di “bipolarismo social”, un po’ come accaduto con l’ultimo (e non solo) Dpcm del presidente del Consiglio. Alcuni, che fino al giorno prima urlavano sui social al “complotto” per la “farsa del Covid”, dopo la firma del provvedimento, si sono sbizzarriti nel definire le nuove norme “ridicole e inutili perché troppo blande”.

Nulla di cui stupirsi nell’era dei social. “Il mondo è bello perché è vario”, recita un vecchio detto. E quello del web lo è, di sicuro, ancora di più. 

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