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Pensiamoci
di Sandro Chiaramonti

Ottobre è arrivato, crescono tutte le emergenze. Anche quella politica: Comune di Savona allo sbando

Sarebbe auspicabile un’iniziativa forte della sindaca Caprioglio

Savona. Lo abbiamo evocato per tutta l’estate (“Chissà che cosa succederà a ottobre”) e ora eccolo qua, il mese fatidico. La domenica che porta a settimane assai delicate induce alcune riflessioni sui temi di maggior attualità: i contagi da Covid, il maltempo, la situazione politica savonese e (finalmente una buona notizia) il fatto che la diagnostica dell’Asl sia aperta anche di sera e di domenica per smaltire l’imponente arretrato.

EMERGENZA COVID

Anche il nostro territorio è interessato all’aumento dei contagi (ma si fanno anche più tamponi) come il resto del Paese, soprattutto nelle scuole (leggi qui) e nelle residenze per anziani. In questo caso l’ultimo cluster è stato individuato nella residenza protetta delle Suore Minime di via Famagosta, gestita dalla cooperativa Punto Service. Finora il sistema ha retto bene, ma gli esperti avvisano che il picco dei contagi è previsto tra la metà e la fine del mese, tra l’altro quando i sintomi cominceranno a confondersi con quelli di un banale raffreddore o dell’influenza, senza che ci sia vaccino disponibile per tutti: è questa la priorità del momento.

Il governo intanto comincia a portarsi avanti con il lavoro, ipotizzando vari modelli di lockdown ma escludendo quello totale, anche se qualcuno pensa che sarebbe fors’anche meglio chiudere tutta Italia piuttosto che ricorrere a rattoppi che non risolvano il problema.

Naturalmente circolano le prime ipotesi di chiusura per alcune tipologie di attività, che sono sempre le stesse, come ristoranti, cinema e palestre. Nel contempo si parla di sussidi associandoli spesso a start up e iniziative green, che poi alla fine della filiera tanto green magari non sono.

E gli altri? Se uno ha un’impresa tradizionale (come da noi bar e ristoranti vista la crisi del turismo) o non inquadrata in quelle definitive verdi che deve fare? Morire di fame?

MALTEMPO

Respiriamo tra un’allerta e l’altra ma il periodo è turbolento e l’attenzione deve sempre essere alta. Per fortuna le previsioni sembrano azzeccate e aiutano a prevenire i pericoli maggiori, anche se la Liguria sta pagando ancora una volta un prezzo molto alto (leggi qui). A proposito di allerte: va sempre ricordato che sono uno strumento dal quale non si può più prescindere anche quando sbagliano.

POLITICA SAVONESE

Non c’è più niente da fare. La già precaria salute della giunta guidata da Ilaria Caprioglio è definitivamente compromessa dall’ingresso nel periodo elettorale. Ci siamo già permessi di dire (leggi qui) che Savona non è un giocattolo e che le forze di maggioranza hanno il dovere di chiudere il mandato cercando di fare meglio che possono. Sono invece risse quotidiane (leggi qui) e ogni problema (o pretesto) è valido per scannarsi. Ultimo, il caso del direttore (o dei direttori) del Teatro Chiabrera, attorno al quale sentiamo – non sappiamo bene perché -, a parte qualche giusta considerazione, un po’ di provincialismo, interessi di parte e polvere sotto il tappeto. Volendo, si può dare un’occhiata a che cosa fa da solo Mario Mesiano per il pur più piccolo Teatro Ambra di Albenga (leggi qui). Di cultura non ha parlato nessuno per mesi: miracoli della campagna elettorale.

La nostra classe politica dà quello che ha e tra l’altro di savonese ha ben poco, con assessori in arrivo da varie località della provincia, chi perché sa fare bene i conti, chi per le scelte dei partiti. Potrebbe forse essere la stessa Ilaria Caprioglio, che ha le caratteristiche per un’azione simile, a prendere l’iniziativa, convocare la maggioranza e impartire, condividendole fin dove può, le linee guida. Altrimenti tutti a casa: benvenuto commissario.

FINALMENTE PIÙ ESAMI ASL

Fino a dicembre orari più lunghi e aperture domenicali, sia al San Paolo sia al Santa Corona, per radiografie, tac, risonanze magnetiche, mammografie (leggi qui). Ci sono pazienti affetti da patologie anche gravi che hanno dovuto rinunciare a curarsi come si deve: inaccettabile, indegno di un paese civile. Il lockdown ha provocato un arretrato impressionante e si comincia a correre ai ripari. Non è tanto, ma è già qualcosa. Facciamo presto e se possibile ancora di più, prima che un’eventuale impennata dei contagi provochi una nuova emergenza negli ospedali.

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