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Ospedali Albenga-Cairo, decisione Consiglio di Stato posticipata. Cgil: “Siamo il Paese dei rinvii”

Il sindaco di Albenga: "Dove andremo a finire? Cosa ne sarà della salute dei nostri concittadini? Sono preoccupato"

Albenga-Cairo. Ennesimo rinvio della decisione del Consiglio di Stato sulla vertenza relativa al bando di assegnazione ai privati della gestione degli ospedali di Albenga e Cairo Montenotte che, salvo nuovi intoppi e contrattempi, ora dovrebbe arrivare nel mese di dicembre 2020.

Una situazione che ha mandato su tutte le furie la Cgil Savona che, per voce del segretario provinciale Andrea Pasa, non ha risparmiato un duro attacco alla politica sanitaria di Regione Liguria, alla quale vengono chiesti interventi immediati per il potenziamento dei due nosocomi, in attesa della decisione del Consiglio di Stato.

“Questo ormai è il paese dei rinvii e dei ricorsi, – ha affermato Pasa, con evidente amarezza. – In questo caso su un tema vitale come quello della Sanità. Se fosse confermato il rinvio, si tratterebbe di una situazione inaccettabile. In attesa della decisione, la Regione deve comunque investire sugli ospedali di Cairo e Albenga perché negli ultimi 3-4 anni, in attesa dei privati, non è stato fatto. Ci sono due strutture e due reti territoriali socio-sanitarie che sono state distrutte per non dire disintegrate da questa amministrazione regionale ligure. Ci devono mettere le mani il prima possibile: hanno la responsabilità della salute dei cittadini questi territori”. 

E nel frattempo, il sindaco di Albenga Riccardo Tomatis ha già lanciato un appello al presidente di Regione Giovanni Toti affinché prenda in mano la questione e, nelle more del ricorso, l’ospedale ingauno Santa Maria di Misericordia non venga ulteriormente depotenziato.

“Voglio esprimere la mia grande preoccupazione circa il possibile rinvio della decisione del Consiglio di Stato sulla vertenza relativa al bando di assegnazione ai privati della gestione degli ospedali di Albenga e Cairo Montenotte, – ha dichiarato il primo cittadino ingauno. – L’ospedale di Albenga, che durante l’emergenza Covid, quando è stato messo in condizione di poter esercitare la sua funzione pubblica, ha ricoperto un ruolo fondamentale diventando un vero e proprio punto di riferimento per tutto il comprensorio con grande orgoglio da parte dei nostri concittadini, rischia di essere abbandonato al suo destino”

“Non possiamo permettere che ciò avvenga. Se non si interverrà in maniera decisa e prendendo concretamente in mano la situazione la salute dei nostri concittadini sarà messa a rischio. La Regione deve essere consapevole di ciò e della responsabilità che ha. La gestione delle procedure di affidamento dei nostri ospedali ai privati, verso la quale come amministrazione noi ci siamo sempre opposti ritenendo di non poter svendere la nostra sanità pubblica, è stata oggettivamente fallimentare”, ha proseguito.

“Ricorsi su ricorsi, rinvii, proroghe e attese durante le quali, nel frattempo, i nostri ospedali sono stati svuotati e depotenziati. Dove andremo a finire? Cosa ne sarà della salute dei nostri concittadini? La Liguria, per sua natura, è un territorio particolare con evidenti difficoltà su infrastrutture e trasporti e fragilità evidenti. Abbiamo bisogno di una sanità vicina al cittadino e al servizio degli utenti”, ha aggiunto ancora Tomatis. 

“I nostri ospedali devono avere tutti quei reparti che magari per i privati non sono economicamente convenienti, ma che sono fondamentali per una popolazione anziana come quella ligure. Per questo sono convinto che la sanità ligure debba rimanere pubblica, ma, in ogni caso, devono essere date delle garanzie ai nostri concittadini perché questo ulteriore rinvio rischia di assestare il colpo decisivo alla sanità del nostro comprensorio in un momento delicato come quello che stiamo vivendo”, ha concluso il sindaco di Albenga.

LA CRONISTORIA TRA GARE, RICORSI E INTOPPI. La gara per la gestione dell’ospedale di Albenga, dell’ospedale di Cairo e dell’ospedale di Bordighera è partita nel 2017. Il bando, pubblicato a inizio 2018, prevedeva che le strutture restassero pubbliche ma fossero gestite da un soggetto privato per 7 anni, con possibilità di proroga per altri 5 anni.

A dicembre 2018 l’Istituto Ortopedico Galeazzi ha vinto la gara regionale per la gestione degli ospedali liguri grazie ad un’offerta con il 5 per cento per cento di sconto sul prezzo a base d’asta e ad una valutazione da 60,15 punti per l’offerta tecnica. 

Offerta e punteggio hanno permesso di surclassare l’unico concorrente presente, il Policlinico di Monza, che aveva presentato un’offerta con il 5,55 per cento di sconto sul prezzo a base d’asta e aveva ottenuto 53,39 punti per l’offerta tecnica. Perciò nella graduatoria finale l’Istituto Galeazzi aveva ottenuto 87,42 punti, il Policlinico di Monza 83,39 punti. 

A gennaio 2019 il Policlinico di Monza aveva presentato ricorso sostenendo che “erano stati indicati dei ricavi aggiuntivi sovrastimati”. A luglio 2019 il Tar aveva accolto la richiesta e aveva chiesto alla commissione di rivalutare le offerte alla luce delle contestazioni dell’azienda di Monza. 

A dicembre 2019 c’era stata la riassegnazione definitiva all’Istituto Ortopedico Galeazzi. A febbraio 2020 era quindi arrivato un secondo ricorso, questa volta relativo ad una “eccessiva e impraticabile previsione di occupazione dei posti letto per degenza ordinaria”. 

Il nuovo ricorso ha generato forti preoccupazioni, compresa quella di un nuovo slittamento delle tempistiche per l’affidamento alla gestione privata con inevitabili ripercussioni per i lavoratori del reparto di chirurgia protesica gestito dal Policlinico. Anche per questo motivo a febbraio 2020 la “Regione Liguria ha dato mandato al commissario straordinario di Asl 2 di prorogare l’attività del reparto di ortopedia e traumatologia dell’ospedale di Albenga fino a mesi sei, a decorrere dal 23 febbraio 2020”. 

A giugno 2020 il Tar (Tribunale amministrativo regionale) della Liguria ha accolto il ricorso presentato dal Policlinico di Monza. Secondo il Tar “il business plan presentato dall’Istituto Galeazzi si fonda su una serie di previsioni la cui attendibilità non risulta dimostrata”. Ed è arrivato, poi, anche il ricorso al Consiglio di Stato.

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