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Lettere al direttore

“Noi abbandonati in balia di non si sa quale malanno”: lettera di una famiglia di Cairo

“Malati io, mio marito e mio figlio. Un’odissea per ottenere i test di cui non riusciamo a sapere l’esito”

Cairo Montenotte. Sono una ragazza della Val Bormida e insieme a mio marito e a mio figlio stiamo affrontando una situazione pressoché incresciosa. Già venerdì 9 ottobre nostro figlio, di poco più di un anno, accusava malessere e febbre.

Sabato 10 mio marito ha accusato febbre, dolori articolari e alla testa. Domenica a ruota io, con febbre e tosse. Ovviamente abbiamo prontamente avvisato il nostro medico curante il quale ci ha da subito posti in isolamento precauzionale e ci ha prescritto le terapie in base ai sintomi e ci ha detto che avrebbe richiesto il tampone per me e mio marito.

Sino alla giornata di martedì 13/10 al pomeriggio quando vengo contattata dall’Asl e mi indicano di recarmi personalmente a Savona per effettuare il tampone in piazzale Amburgo. Ho da subito ribattuto che essendo sintomatica, in isolamento e con febbre alta (oltre i 38) non me la sentivo di recarmi a Savona (avrei dovuto percorrere oltre 1 ora tra andare e tornare, e ovviamente nessuno avrebbe potuto accompagnarmi essendo sospetto covid sintomatica). Inoltre per il tampone di mio marito non si sapeva nulla. mi riferiscono che avrebbero controllato e mi avrebbero fatto sapere.

Mercoledì 14/10 al mattino ricevo una chiamata dall’Asl e mi preannunciavano che in mattinata sarebbero venuti presso il nostro domicilio per effettuare il tampone a mio marito, e non sapevano nulla di me. Gentilmente ho chiesto se potevano effettuarlo anche a me, visto che entrambi stavamo male e per entrambi era stato chiesto dal nostro medico il tampone domiciliare.

Fortunatamente a mezzogiorno del 14/10 ci hanno fatto il tampone a domicilio ad entrambi. Premetto che sia io che mio marito, nonostante le terapie, avevamo febbre superiore ai 37,5, insieme ad altri sintomi e malesseri. In occasione del tampone, ci hanno riferito che il referto sarebbe stato comunicato entro 36/48 ore. Da allora, nonostante le innumerevoli chiamate all ufficio covid dell’Asl2 e nonostante il nostro medico abbia verificato più volte a PC, il referto è ancora sconosciuto. Ieri, l’ufficio Covid ci ha indicato di chiamare stamane per avere il referto. Noi lo abbiamo fatto, ma senza ricevere mai alcuna risposta.

Fortunatamente il nostro bambino è l’unico a stare obbiettivamente meglio, ma sia io che mio marito abbiamo ancora febbre (sebbene non superiore ai 38,5) e altri sintomi correlati. Ci sentiamo derisi e abbandonati a noi stessi, lasciati in balia di non si sa bene quale malanno o virus. Vorremmo rendere noto, nel comprensibile anonimato, questa situazione per far sì che non accada più un domani. D’altro canto, l’unico ente pubblico che ci ha seguiti è stato il nostro comune che si è da subito attivato.

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