IVG.it -  Notizie in tempo reale, news a Savona, IVG: cronaca, politica, economia, sport, cultura, spettacolo, eventi ...

Matrimonio combinato, giro di droga e prostituzione: i retroscena dell’operazione “Promessi sposi” fotogallery

Sette gli arresti: tre cittadine italiane e 4 cittadini marocchini

Alassio. Un matrimonio combinato, con tanto di pubblicazioni affisse secondo protocollo, fra un’italiana ed un cittadino marocchino, irregolare sul territorio nazionale. Tutto è stato ben organizzato nei particolari canonici dai familiari e in particolare dalla sorella che in anticipo hanno pagato parzialmente la somma pattuita alla donna, che poi rifiutatasi di proseguire è stata trovata sulle rive del Centa in fin di vita a causa di un overdose di alcol e droga.

carabinieri alassio operazione promessi sposi

Questo è il solo prologo di un’articolata attività di indagine svolta dalla stazione dei Carabinieri di Alassio, denominata “I Promessi  Sposi”, in conseguenza della quale i carabinieri  hanno scoperto un intenso spaccio di droga gestito da cittadini di origine nordafricana insieme a soggetti italiani, il favoreggiamento dell’immigrazione illegale, tutti reati perpetrati da persone note alle forze dell’ordine.

Ieri l’arresto da parte dei carabinieri della Compagnia di Alassio, con il supporto dei colleghi di Albenga, del 15° nucleo elicotteri e del nucleo cinofili carabinieri di Villanova d’Albenga, di 7 persone, 3 cittadine italiane e 4 cittadini marocchini, dell’età compresa tra i 22 e 46 anni, per i reati di concorso nel favoreggiamento della permanenza illegale nel territorio dello stato, false attestazioni a pubblico ufficiale aggravate riguardando atti dello stato civile, tentata estorsione, reato continuato di spaccio di sostanze stupefacenti.

Matrimonio combinato, giro di droga e prostituzione: operazione “Promessi sposi” dei carabinieri

Gli accordi del finto matrimonio, non in linea con i rituali festeggiamenti e foto, non prevedevano alcun rinfresco, così come nessuna partecipazione di invitati, al di là delle restrizioni vigenti, infatti ognuno uscito dal comune di Alassio sarebbe andato per la propria strada.

Proprio come la trama del romanzo “I promessi sposi” di  Alessandro Manzoni, anche questa vicenda ha conosciuto il suo don “Rodrigo”, contrario alle nozze, in questo caso un intruso incomodo: il “covid-19”, che ha fatto naufragare il falso idillio della storia reale. Dapprima la sospensione della celebrazione col rito civile del matrimonio, già fissato con la necessaria presenza delle comparse, anche loro pagate per recitare il ruolo assegnato, i testimoni (per loro la cifra pattuita era di variabile fra 500 e 1000 euro), poi il sorgere di altre difficoltà organizzative per la fissazione di un’altra data, infine il repentino ripensamento della sposa che, avendo ricevuto altre offerte allettanti e ben più retribuite, ha messo all’asta la sua disponibilità di “sposa”  al miglior offerente che necessitava di contrarre matrimonio, allo scopo di regolarizzare la sua posizione giuridica in Italia.

Il suo venir meno all’impegno preso, a fronte di un cospicuo anticipo (2 mila 500 euro e di un posto di lavoro effettivamente procuratole dai familiari dello sposo), hanno scatenato l’ira furibonda degli organizzatori del matrimonio, che, sentendosi traditi, non hanno esitato a minacciarla di morte, di farle perdere il posto di lavoro, così anche di ostacolare eventuali sue iniziative dirette a contrarre matrimonio con altre persone di origine marocchina, millantando conoscenze all’interno di legazioni consolari site in Italia.

Un fatto inquietante, all’interno di questa triste storia reale, vede sempre protagonista la promessa sposa che nel mese di maggio è stata salvata in extremis, sul greto del fiume Centa di Albenga,  da un overdose di oppiacei somministratole da due soggetti nordafricani, poi scoperti e denunciati, il cui movente è ancora al vaglio degli inquirenti, considerato l’atteggiamento reticente della donna.

Questo matrimonio, che in realtà “non si doveva fare”, ha consentito ai Carabinieri della stazione di Alassio di far luce ad uno spaccato criminale connotato dalla presenza di altri personaggi di origine nordafricana dediti ad una fiorente attività di spaccio di sostanze stupefacenti, esercitata nella piana ingauna. Anche se i soggetti fermati non avevano una stabile organizzazione associativa alla base, è stato acclarato che i medesimi riuscivano a gestire la loro attività adottando varie cautele, coma cambiare abitudini, spostandosi con mezzi pubblici, bivaccando dove capitava.

Matrimonio combinato, giro di droga e prostituzione: operazione “Promessi sposi” dei carabinieri

L’attuale pandemia, durante le varie fasi dell’indagine, ha reso difficoltosa l’azione di monitoraggio, di ricognizione, di riscontro da parte dei militari di Alassio, i quali hanno dovuto ricorrere a fulminei rimedi nei vari accertamenti per non essere notati, considerata la materiale impossibilità di confondersi tra le persone e i mezzi coinvolti, dovuti alle stringenti limitazioni connesse alle misura anti-covid.

Una delle persone indagate inizialmente per il finto matrimonio, sottoposta ad isolamento sanitario presso il domicilio, incurante dell’eventuale nocumento che poteva recare a terze persone, non ha esitato ad uscire di casa per andare a rifornirsi di droga, come rilevato in più occasioni dai militari operanti.

Matrimonio combinato, giro di droga e prostituzione: operazione “Promessi sposi” dei carabinieri

Al vaglio degli inquirenti sono alcuni fatti riconducibili ad un presunto giro di prostituzione, i cui contorni, ancora nebulosi, sono sotto la lente di ingrandimento per definire eventuali profili di responsabilità.

Fondamentale è stata l’attività di informazione, curata dai rispettivi comandanti di stazione in ogni ambito territoriale di competenza, che ha permesso un costante monitoraggio ed una quotidiana azione ricognitiva dei soggetti arrestati, soliti cambiare  abitudini, frequentazioni, luoghi di bivacco e di ritrovo; le loro mosse non sono sfuggite al occhio vigile del maresciallo.

Importante è stato il supporto dei vigili urbani di Albenga che hanno fornito in ogni occasione il loro apporto conoscitivo su alcuni soggetti soliti cambiare residenza, domicilio, dimora, consentendo in tempo reale di avere il quadro informativo aggiornato.

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di IVG.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.

Vuoi leggere IVG senza pubblicità?
Diventa un nostro sostenitore!



Sostienici!


Oppure disabilita l'Adblock per continuare a leggere le nostre notizie.