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Mareggiata spazza via la spiaggia di Alassio, Bagni Marini: “Il ripascimento non basta più, barriera soffolta o si muore” fotogallery

Le parole del presidente dell'associazione alassina Emanuele Schivo

Alassio. “Quattro anni su quattro… Come detto più volte, ormai non siamo più di fronte ad eventi di carattere sporadico o eccezionale. Il cambiamento climatico e l’aumento del livello del mare non sono solo dicerie. Dal 2017 ad oggi le stagioni autunnali sono diventate un incubo ricorrente. Siamo partiti con le montagne di legna per proseguire con tre mareggiate imponenti dove quella del 2018 ha fatto strada per le successive degli anni seguenti. Quello che stiamo vivendo ormai è una normalità alla quale possiamo adeguarci e cercare di gestire, oppure possiamo attendere con calma gli sviluppi che portano alla fine della nostra spiaggia, della nostra economia e della nostra sicurezza”.

Parole di Emanuele Schivo, presidente dell’associazione Bagni Marini di Alassio che anche questa volta è costretto a commentare una ennessima mareggiata, che ha devastato la costa di Alassio, flagellata dalle onde per tutta la notte.

La spiaggia e il litorale sono stati ancora una volta spazzati via dalla forza del moto ondoso.

“Un primo passo è stato fatto nel verso giusto da parte dell’amministrazione comunale e dagli Uffici che in tempi record sono riusciti ad appaltare il ripascimento strutturale da 120.000 mc per 2021. Questo, se pur un quantitativo importante, non è per nulla risolutivo, così come non lo sarebbe probabilmente un quantitativo maggiore. Purtroppo anche l’analisi che veniva ipotizzata dai tecnici regionali di 300.000 mc per la definitiva messa in sicurezza della costa alassina non teneva conto di questi continui eventi eccezionali che di eccezionale non hanno più nulla…” spiega ancora il presidente dei balneari alassini.

“Alassio per sopravvivere, per poter essere una meta ambita, per poter avere una programmazione futura, ha estremo bisogno di mettere in sicurezza la sua spiaggia e quindi l’intero abitato con un’opera di protezione a mare di difesa. Una barriera soffolta che in tempi rapidi (magari prima di veder sfumato il ripascimento da 2,5 milioni) venga posizionata davanti a tutti i km di arenile”.

“Chi continua a sostenere il contrario, a perdere tempo, a minacciare azioni di contrasto, purtroppo a mio parere o non ha ancora ben chiara la situazione o è in malafede” conclude.

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