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Marco Carparelli crede nel Genoa: “Derby gara speciale per la città. I rossoblù hanno valori importanti”

Marco Carparelli tra passato, presente e futuro parla della stracittadina che infiamma la Superba e del suo Soccer Borghetto

Marco Carparelli ha il cuore rossoblù e tiene a precisarlo quando parla del “suo” Genoa, che si appresta domani sera ad affrontare nel posticipo il derby contro la Sampdoria. L’attaccante, che ha lottato per i colori del Grifone tra il 1999 e il 2003 con una parentesi anche nel 2015, ripone fiducia negli uomini di Maran, che si troveranno di fronte una Samp galvanizzata dai recenti successi contro Lazio e Atalanta.

“Sono d’accordo con chi afferma che il derby è una gara a sé – commenta Carparelli – e penso che il Genoa abbia le carte in regola per fare bottino pieno. Nelle prime uscite stagionali la squadra non ha mai sfigurato e può contare su giocatori di valore. Forse, come molti dicono, manca la punta da tanti goal, ma credo che la rosa sia di buon livello e sono convinto che non si soffrirà come nelle ultime stagioni. E poi c’è Rolando Maran, un allenatore di spessore che ha dimostrato in più occasioni di saper fare bene il suo mestiere”.

Parlando di derby con Marco Carparelli, è inevitabile ricordare qualche momento del passato che lo ha visto protagonista e le sensazioni che attraversano la città intera nella settimana prima del match tra rossoblù e blucerchiati. “Si tratta della partita che tutti aspettano da inizio campionato – afferma l’attaccante – e che si va a cercare quando escono i calendari. Un appuntamento imperdibile per tutti gli appassionati della città di Genova. Peccato che non ci possa essere il pubblico a spingere le due squadre. Nella settimana che precedeva il derby i miei pensieri erano più che mai rivolti alla gara e ripenso sempre con piacere alle ore prima del fischio d’inizio. L’allenamento di rifinitura, il percorso in pullman verso lo stadio, l’ingresso al ‘Ferraris’ e il girarsi verso la ‘Nord’, la voglia di vincere”.

Il momento più felice è senza dubbio il goal realizzato il 20 marzo del 2000 che è valso la vittoria: “Una gioia incredibile. I tifosi del Genoa ti fanno sempre sentire una star e poterli rendere così felici dà una gioia immensa. Tutti i giocatori che indossano la maglia rossoblù dovrebbero rendersi conto dell’importanza e del valore che ha”.

Carparelli non rinnega il suo passato in blucerchiato sebbene sia contento di non aver mai giocato un derby con indosso la casacca dei cugini. “Sono grato alla Sampdoria – aggiunge – perché mi ha dato la possibilità di entrare nel calcio che conta e di giocare insieme a giocatori fortissimi”. Tra l’altro, lo stesso Carparelli riconosce quello che è un sentimento comune in città: grande rivalità ma anche amicizia visto che in molte famiglie convivono cuori rossoblù e cuori blucerchiati. E poi la bellezza di Genova nella settimana del derby, dove in qualsiasi bar o piazza si parla della partita, le bandiere appese alle finestre. Un piacere per gli amanti dello sport.

Il presente di Carparelli si chiama Soccer Borghetto: “Ho scelto finita la carriera da professionista di intraprendere l’avventura tra i dilettanti. Cambia il contesto, chiaro, ma la voglia, l’impegno e le sensazioni sono quelle di sempre. Mi alleno con la stessa cura dei dettagli e voglio essere un esempio per i giovani. Non sono il tipo che dice al giovanotto di turno di andare a prendere la sacca dei palloni. Spesso sono io a farlo. Continuo a prendermi cura dei miei scarpini proprio come facevo prima”.

Il Soccer Borghetto, società nata quattro anni fa, ha scalato le gerarchie del calcio ligure, passando dalla Seconda Categoria alla Promozione. “Penso – conclude – che ci sia la possibilità di raggiungere la zona play off. Siamo una società giovane ma che vuole far bene e che ha dimostrato in questi anni di saper ottenere risultati importanti. Una grande famiglia dove le cose si fanno per bene. Mi auguro che presto si ricominci a giocare perché penso che non sia il calcio il principale motore del contagio e perché una chiusura prolungata rischia di mettere a repentaglio la sopravvivenza di molte realtà”.

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