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Liguria, paura per le guide turistiche: “Ancora mesi senza reddito, dalla Regione nessun incentivo”

Nuove cancellazioni da parte di gruppi francesi e svizzeri. “Auspichiamo un ascolto più attento dalla prossima giunta"

Liguria. “Siamo una categoria in sofferenza che sta per affrontare ancora molti mesi senza reddito”, ammette Michela Ceccarini, presidente regionale della Associazione Guide Turistiche della Liguria

Le guide turistiche abilitate per le province liguri si sono rese conto già dalla fine di febbraio che questo sarebbe stato un anno difficilissimo. La loro attività (come quella degli Accompagnatori Turistici e delle Guide Ambientali Escursionistiche) si svolge principalmente nell’ambito del comparto che ha maggiormente sofferto nel 2020: quello del turismo organizzato, soprattutto straniero, che si concentra perlopiù nei mesi primaverili e tra settembre e ottobre.

La prima parte dell’alta stagione è letteralmente sfumata senza mai iniziare, con l’impossibilità oggettiva di lavorare. Si sperava in una modesta ripresa alla metà di settembre, che si è arrestata precocemente. “Alcuni colleghi che lavorano prevalentemente col pubblico russo, asiatico, americano o con i crocieristi stranieri non hanno mai lavorato in tutto il 2020” spiegano guide turistiche.

“Altri hanno potuto effettuare alcuni servizi (sicuramente bastano le dita di una mano per contarli) grazie, prima dell’inizio delle scuole, a pochi piccoli gruppi italiani. Diverse prenotazioni da parte di turisti francesi e svizzeri facevano prevedere un po’ di ossigeno per le guide francofone e germanofone. Tutte queste prenotazioni, tuttavia, sono state cancellate velocemente a seguito, innanzitutto, dell’ordinanza del Ministro Speranza del 21 settembre che impone il tampone obbligatorio per chi arrivi dalla Francia, e, a seguire, dalla quasi contemporanea decisione della Svizzera di inserire la Liguria nella lista delle ‘zone rossa’ e di richiedere la quarantena obbligatoria per chi ne faccia ritorno”.

“Non entriamo nel merito di una misura che tutela la salute pubblica – sottolineano –  ma ci chiediamo non si sarebbe potuto facilitare, tramite le ASL o in altro modo, il controllo dei documenti sanitari (tampone negativo) dei cittadini francesi in gruppo in ingresso nel nostro paese via terra, cercando di non fare perdere lavoro a guide turistiche, hotel, ristorazione, commercio…?“

“I mesi a venire si prospettano difficili. Le misure erogate dallo Stato fino ad ora sono un piccolo aiuto per coprire una parte dei contributi che le guide, liberi professionisti con partita iva, devono versare. Regione Liguria nella scorsa legislatura non ha invece contribuito con bonus per la categoria né con misure di incentivo al lavoro”.

“Auspichiamo un ascolto più attento dalla prossima giunta. I colleghi non possono sostenere ancora molti mesi di stallo e non tollerano più il proliferare, anche al tempo di covid-19, di servizi offerti da persone non abilitate alla professione, sotto forma di tour gratuiti ad offerta libera (freetour), percorsi esperienziali o addirittura accompagnamenti da parte di volontari, pubblicizzati sul web, che in questo momento vanno a sottrarre ulteriormente reddito ai professionisti qualificati” concludono.

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