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Lettere al direttore

Lettera agli “anziani di tutto il mondo”: “Non ci si può far atterrare da uno stupido virus”

“La Libertà viene prima di tutto. Non nascondetevi e abbiate coraggio”

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Appello agli anziani di tutto il mondo. Chi sono io per lanciare un appello così globalizzato alla mia categoria di appartenenza? Sono un vecchio qualunque, un vecchio che si vergogna un po’ di tanti suoi compagni di viaggio verso “l’ultima dimora”. 

Più o meno vecchi, più o meno in forma, con aspettative di vita assolutamente imponderabili, come è per ogni essere umano, ma quasi tutti uniti in un’interpretazione tremebonda e codarda del momento-Covid. 

Quelli che vedo in giro sembrano zombi dagli occhi impauriti sopra mascherine “integrali”, gli altri me li immagino chiusi in casa a doppia mandata, nell’attesa di che? Di quella fine del virus, che mai sarà dichiarata? O della propria stessa fine, che prima o poi arriverà, magari non da virus, ma da quel diabete od da altra patologia che li affligge da tanti anni e che hanno smesso di curare e controllare correttamente, proprio per la paura del contagio da Covid-19? E così si potrà concludere che si sono “suicidati per la paura di morire”.

Cari vecchi, avete passato la vostra vita – più o meno libera e variamente agiata – all’ombra dei sacrifici dei vostri genitori, i quali invece sopportarono una delle guerre più devastanti della Storia, soffrirono sotto le dittature etiche del ventesimo secolo, lasciandovi poi in eredità una società passabilmente libera ed un libretto di istruzioni per vivere confortati da un discreto benessere. 

E voi, che avete allegramente ed irresponsabilmente contribuito, per l’incuria morale permessavi dal benessere materiale, a far cadere la Fede religiosa nei vostri figli, relegandola spesso ad una rappresentazione macchiettistica e blasfema, cosa avete creato, in cambio di ciò che avete distrutto? 

Nulla, se non un grande sviluppo tecnologico, che vi ha fatto credere di essere, voi stessi, Dio in persona, capaci di dominare il clima, la salute, la vita – nel far nascere e nel non far nascere – e soprattutto la morte. 

Avete lasciato crescere i vostri figli nella percezione che il materialismo fosse l’unico riferimento umano, avete fatto in modo di lasciar credere loro di essere i sommi maestri del cielo e della terra, e che al di là del piccolo benessere materiale quotidiano non ci sia nulla, non l’umanità fatta di sentimenti profondi, non il coraggio delle azioni difficili, perché tutto va sempre fatto “in sicurezza e secondo i protocolli”, non la consapevolezza di essere comunque mortali, anche in barba a tutti quegli insulsi, inutili e presuntuosi protocolli. 

Avete creato generazioni di umani che avete costretto ad essere e comportarsi come inferiori, interdicendo in loro l’uso della parte più bella ed importante della mente, che non è la capacità tecnologica, ma quella che permette di concepire ideali e principii, quella che permette di vivere anche i momenti peggiori con una speranza “alta”, che non sia soltanto quella data dai protocolli sanitari. 

Ora i vostri figli ed i vostri nipoti vi vedono lì, rinchiusi e tremebondi, persi in quello stesso materialismo che avevate elevato a comoda regola di vita, finché Covid non vi terrorizzò. 

Senza dire nulla, lasciate che si consumi, in un tripudio d’imbecillità globalizzata, la più grave crisi economica che il mondo abbia mai saputo creare, con danni che nessuno è in grado di valutare ora per intero, ma che probabilmente ridurranno, per molto tempo,.una grossa fetta di popolazione ad una semi-schiavitù economico-sociale. Ora che cosa vi rimane? La speranza di sopravvivere per un altro po’ ad un virus sopravvalutato? La speranza di “giungere vivi alla morte”? 

Possibile che non sappiate dire nulla ai vostri figli ed ai vostri nipoti, per scuoterli da questo delirio auto-distruttivo? Che non sappiate dare un esempio di coraggio, mostrando e ricordando loro che la vita – per sua natura – comporta anche dei rischi, che non sempre possono essere governati con protocolli di sicurezza? Che non sappiate ricordare loro che la libertà viene prima di tutto, anche prima della salute, visto che la prima può essere assicurata da regole civili, mentre la seconda resta pur sempre aleatoria, al di là di ogni proclama o protocollo di scienziati auto-nominati tali? 

Chiedetevi cosa direbbero di voi i vostri padri, che fecero la guerra, molti di loro perdendo la vita per riconquistare la libertà, andati al martirio senza neppure chiedersi se la salute e la vita potessero essere valori superiori alla libertà. Loro avevano un ideale alto, per voi l’unico ideale è la pensione senza pensieri. 

Cari compagni di viaggio verso le tristi rive dell’Acheronte, abbiate un sussulto di dignità, uscite dal buco in cui vi siete rinchiusi sperando di far fessa ancora per un po’ la falce della giustiziera nera, abbiate il coraggio di affrontare a viso aperto i démoni che popolano i vostri incubi diurni, date ai vostri figli e nipoti ciò che forse non avete mai dato loro: una lezione di vita che vada oltre la triste materialità in cui li avete coccolati per vostra comodità e conformemente alla vostra codardia di figli pigri del boom economico creato dai vostri padri. 

Mostrate ai vostri eredi, materiali e spirituali, che non ci si può far atterrare da uno stupido virus, per giunta tra i meno mortali, che i sentimenti sono personali e non socializzabili in ridicole “ole” od in stupide fiaccolate, utili solo a liberarsi la coscienza senza dover pensare. Che applaudire ai funerali è stupido e grottesco e che il fantasma di una morte oggi inaccettabile perché fuori dagli schemi di questo illuminismo andato a male, non può essere esorcizzato dallo stupido gesto di chi applaude nervosamente in pubblico perché non sa più piangere nel proprio intimo. 

Uscite allo scoperto e gridate che il migliore inno alla vita è il coraggio di affrontarla per quello che è, nel bene e nel male, senza mai nascondersi, essendo anche disposti a perderla per un ideale più alto. 

Allora si scoprirà che non siete degli inutili esseri gravanti sulla previdenza pubblica e che la vostra saggezza può invece essere un ingrediente fondamentale del progresso della Società, come è sempre stato in passato perché, come la Storia insegna, privare la Società della saggezza dei vecchi spiana sempre la strada alla dittatura,.. 

Un vecchio qualunque, molto arrabbiato.

Emilio Barlocco

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