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Le tre custodi particolari degli impianti della Polisportiva Quiliano Bike

Muma, Fausto e Gino sono ormai un punto di riferimento per la realtà quilianese, che sta vivendo un momento più che positivo in termini di popolarità

Quiliano. Percorrendo la parte di via Caravaggio che costeggia il cimitero di Zinola, si passa tra i due circuiti della Polisportiva Quiliano Bike e, osservando attentamente quello sulla destra se si proviene da Savona, non si farà fatica a scorgere tra le varie attrezzatture le tre custodi dell’impianto. Inizialmente, il compito a loro affidato era brucare l’erba, ma de facto hanno preferito occuparsi di pubbliche relazioni e marketing diventando mascotte irrinunciabili per tutti i tesserati e una fonte di curiosità per i passanti.

Le tre “custodi sui generis” sono capre. La mamma, Muma, è ormai da circa due anni una habitué dei percorsi per mountain bike della cittadina. Prestata da un tesserato, ha poi avuto due cuccioli che sono stati chiamati Gino e Fausto, due nomi non proprio casuali per gli appassionati di ciclismo. Il padre, invece, è stato poi allontanato perché, come affermato dal presidente Mauro Giogli, avrebbe probabilmente fatto incrementare a dismisura il numero di inquilini quadrupedi presenti nella struttura.

“Inzialmente – racconta il numero uno del sodalizio biancorosso – avevamo ‘adottato’ le capre perché potessero mantenere corta l’erba del prato, ma ben presto ci siamo accorti che non eccellono in questa mansione. Ci siamo affezionati a loro e possiamo dire che sono molte di più le attenzioni che ricevono dai tesserati e dagli appassionati rispetto al lavoro svolto. Ma va bene così, ci mancherebbe. Sono entrate nel cuore di tutti“.

La sezione Bike della Polisportiva Quiliano sta vivendo un momento positivo, sebbene la situazione legata alla pandemia faccia comunque convivere le varie realtà con l’incertezza riguardo al futuro. Il lavoro profuso in quasi dieci anni di attività (le prime “pedalate” risalgono ormai al 2012) e il crescente interesse generale per il mondo dell’outdoor hanno fatto diventare la società un punto di riferimento per il territorio. Oltre a questo, in un momento in cui il distanziamento sociale rappresenta uno dei pochi antidoti alla diffusione del Covid-19, correre in bicicletta può essere per molti un modo per svolgere attività sportiva in modo sicuro. “Le iscrizioni – continua Giogli – sono tante e stiamo lavorando molto per gestire tutte le richieste. Cerchiamo di fare il massimo per la sicurezza, la nostra attività si svolge in tre aree: i due circuiti di via Caravaggio e il parco di San Pietro in Carpignano”.

Cross country, bici su strada, enduro e fast track sono le discipline in cui si cimentano i circa 130 iscritti, la cui età è compresa tra i 5 e i 18 anni.  Giovanissimi (5-12 anni), Esordienti (13-14 anni), Allievi (15-16 anni) e Juniores (17-18 anni) le categorie in cui gareggiano i ciclisti quilianesi.

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