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L’albenganese Dario Rigliaco diventa j-stuntman nel docufilm “Aleramici in Sicilia” foto

E' stato scelto per duellare con il protagonista, l'attore stunt-man professionista Walter Siccardi

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Albenga. E’ di Albenga il j-stuntman che duellerà con il protagonista nel docufilm “Aleramici in Sicilia”, una storia di “immigrazione al contrario”, da nord a sud, che caratterizza la fine dell’XI secolo italiano, agli ultimi set in Italia.

Per la giornata di riprese di Domenica 4 ottobre nel Monferrato, l’attore stuntman professionista Walter Siccardi che interpreta Aleramo, il capo stipite, ha scelto come partner di set un suo allievo, il junior Dario Rigliaco, ingauno e noto per i suoi libri che valorizzano la regione Liguria e la storia, oltre che per i suoi progetti per il cinema indipendente. Nei panni di un feroce guerriero saraceno, alle prese con un brutale duello contro il protagonista di questo documentario per la tv, ha caratterizzato due scene cariche di adrenalina attraverso il combattimento, anche in mischia. Tra i figuranti anche un altro ligure, il genovese Matteo Benvenuti, che ha interpretato il signore di Ventimiglia della dinastia.

“Un onore lavorare al fianco di Walter – dichiara Dario Rigliaco – è un maestro e ha un’esperienza incredibile, a livello internazionale. Ho colto questa opportunità al volo, per imparare il più possibile e per apprendere i segreti di questa particolare professione. E’ una parte artistica del mio percorso nel mondo del cinema che non voglio trascurare, anzi, mi stimola e ho la fortuna di poter imparare da un grande stuntman”.

Questo è stato uno degli ultimi set per il progetto partito tre anni fa, “Aleramici in Sicilia”, nato nel 2017 dall’idea di Fabrizio Di Salvo e Roberto Maestri, che vuole realizzare il primo itinerario storico, turistico ed enogastronomico sulle tracce della migrazione che nell’XI secolo spinse nobili, commercianti, contadini e avventurieri, che abitavano il Nord d’Italia, a muoversi verso la ricca e fertile Sicilia normanna: emigrazione dal Nord al Sud, “al contrario” quindi rispetto a quelle che hanno segnato la storia.

L’itinerario coinvolge aree di Piemonte, Liguria, Lombardia, Basilicata, Puglia, Calabria fino alla Sicilia, con le sue oltre 70 località accomunate dalla lingua galloitalica. Non solo un omaggio agli Aleramici, ma a tutta l’Europa e, in parte, anche dare un messaggio di speranza alla società cercando di permettere a tutti di osservare i fatti storici con un’apertura maggiore e, soprattutto, dare l’opportunità di non dimenticare. Mantenere la memoria storica della razza umana, in quanto specie in costante migrazione e spostamento, e superare campanilismi, razzismi e pregiudizi.

Dopo aver percorso un viaggio che ha portato il produttore e direttore del documentario Fabrizio Di Salvo dalla Sicilia alla Normandia, passando poi per la Svevia, per Parigi, per Istanbul e l’Ucraina, torna alla terra terra d’origine degli Aleramici, cioè il Piemonte e, in particolar modo per la dinastia, il Monferrato. Una terra oggi lontana parente del Monferrato storico, quella Marca Aleramica che vedeva tra i suoi territori anche zone oggi inserite in altre regioni quali la Liguria.

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