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Ipotesi contaminazione acque, EcoSavona: “Vecchio procedimento, siamo fiduciosi”

"Non si è trattato di un sequestro: le aree sono state messe a disposizione per l'effettuazione dei campionamenti"

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Vado Ligure. “Non si è trattato di un sequestro: le aree sono state messe a disposizione per l’effettuazione dei campionamenti e già domani torneranno nelle disponibilità della società. Siamo tranquillissimi”. Così Flavio Raimondo, amministratore delegato e direttore generale di EcoSavona, commenta l’operazione messa in atto questa mattina dalla guardia di finanza di Savona, che ha sequestrato alcune aree all’interno delle discariche di Boccaccio e Bossarino a Vado Ligure.

“Noi siamo tranquillissimi, abbiamo già messo a disposizione degli inquirenti tutte le informazioni che ci hanno richiesto – aggiunge Raimondo – Si tratta di un vecchio procedimento, peraltro indiziario, iniziato anni fa e che fino ad oggi non ha dato alcun riscontro con dati scientifici. Attenderemo gli esiti dei campionamenti. Siamo fiduciosi che si risolverà tutto”.

L’indagine ha per oggetto il reato di disastro ambientale colposo, commesso in epoca successiva al 2016, ed è a carico dei legali rappresentanti delle società che gestiscono le discariche. Il procedimento trae origine da accertamenti e sopralluoghi svolti dalla Guardia di Finanza, dall’Arpal e dal consulente tecnico del pubblico ministero all’interno dei siti nel corso dell’estate del 2019.

Come detto, Raimondo sottolinea che “non si è trattato di un sequestro: le aree sono state messe a disposizione, c’è stato un vincolo di tre giorni su aree specifiche, peraltro di piccole dimensioni, affinché la polizia giudiziaria potesse effettuare i campionamenti. Al termine, già domani, verranno rimesse a disposizione della società”.

La società stessa si dice tranquillissima “per tre motivi. Uno è che il percolato viene destinato al Consorzio Depurazione Acque, viene scaricato nelle tubature in maniera automatica e non viene portato via in botte. Siamo una discarica che viene monitorata continuamente da Arpal, che viene quando vuole e come vuole. I tecnici fanno campionamenti e se riscontrano delle discrepanze ce lo notificano: ad oggi non risulta nulla del genere. In più noi effettuiamo regolarmente (come da disposizioni Aia) campionamenti nei pozzi e nelle vasche e li inviamo a laboratori terzi certificati, proprio per evitare problemi come questo. Se un parametro è fuori norma vogliamo saperlo subito”.

Inoltre “i rifiuti che noi stocchiamo in discarica vengono comunicati mensilmente per quantità, tipologia e nome del produttore agli enti di competenza. Abbiamo un sistema di telecamere che controlla anche gli accessi alla discarica, anche se non è richiesto dalla normativa. La forza di GreenUp ed Ecosavona è una: quella di essere la società più trasparente del mondo. Proprio perché lavoriamo nel mondo dei rifiuti dobbiamo essere, perché lo vogliamo, una società il più specchiata e aperta possibile”.

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