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Indagine su risarcimenti mareggiata 2018 a Varazze, il dubbio: “Importi esagerati, ti ci fai una casa” foto

Il giorno dopo la notizia dell'indagine della Procura, in città ci si interroga. Ma quegli importi, in realtà, sono solo il "massimo concedibile"

Varazze. “Con 290 mila euro ti ci fai una casa”. È perplesso un bagnino di Varazze, che chiede di mantenere l’anonimato, il giorno dopo la “bomba” esplosa sui risarcimenti richiesti dagli stabilimenti balneari di Varazze per la mareggiata di due anni fa.

Questa mattina, in paese, la vicenda fa discutere. Nessuno al momento sa quali possano essere gli stabilimenti coinvolti, ma più d’uno è perplesso dall’ammontare dei risarcimenti richiesti: accanto a chi ha chiesto poche decine di migliaia di euro, infatti, c’è anche chi ha presentato domande il cui importo supera abbondantemente i 250 mila euro.

“Non riesco ad immaginare – racconta a IVG un bagnino – quali danni possano aver avuto i gestori dei bagni che non hanno strutture in cemento ma solo mobili. Cabine che oltretutto, a quell’epoca, erano già state smontate. I soli che possano avere avuto seri problemi – aggiunge – sono i bagni con strutture fisse: onde così alte hanno sicuramente devastato gli impianti. Gli altri, a mio parere, hanno un po’ esagerato”.

Va detto che nella cittadina, da sempre, c’è una forte diffidenza nei confronti dei gestori dei bagni. Prima, per quanto riguarda la Bolkestein, concessioni demaniali a costo basso; e adesso per la richiesta dei danni subiti. D’altro canto il turismo balneare costituisce da sempre il motore economico della località rivierasca.

L’ipotesi di reato a cui lavora la Procura di Savona è quella di truffa ai danni dello Stato: il sospetto degli inquirenti è che qualcuno (al momento il procedimento è a carico di ignoti) possa aver “gonfiato” le richieste di risarcimento. Da qui l’intervento della Direzione Investigativa Antimafia di Genova, che ieri ha acquisito alcuni documenti a Savona (in Camera di Commercio, ente che valuta l’ammissibilità delle domande) e a Genova (nella sede della Protezione Civile, che materialmente eroga i fondi) proprio per capire se ci sia o meno qualcosa di poco limpido.

La vicenda, in ogni caso, è tutt’altro che chiusa. E non è detto che alla fine approdi a qualcosa di concreto. Gli importi delle domande infatti sono solamente prime stime, e servono a stabilire il contributo massimo concedibile. La cifra va poi verificata in sede di rendicontazione, fase che si concluderà solamente il 31 dicembre di quest’anno. Il che significa che gli stabilimenti che hanno richiesto somme ingenti potrebbero averlo fatto solo “a scopo precauzionale”, e che gli importi definitivi potrebbero rivelarsi più bassi.

A presentare richiesta di risarcimento sono state in totale 12 aziende: Paolina Five Sas (per 208 mila euro); Bagni Elena (per 227 mila euro); Bagni Rosso Perù (per 269 mila euro); Bagni Santa Caterina (per 292 mila euro); Bagni Roma (per 156 mila euro); Bagni Mafalda Royal (per 295 mila euro); Bagni Diana (per 146 mila euro); DM (per 61 mila euro); Alla Mola (per 56 mila euro); Consorzio Oltremare (per 270 mila euro); Bagni Pinuccia (per 26 mila euro); Bagni Paolina (per 171 mila euro). Tutte le domande sono state ammesse.

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