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Indagine de Il Sole 24 Ore: “Per Genoa, Samp e Spezia impianti non all’altezza, Genova polo dell’intelligenza artificiale”

Presentato dai due club genovesi un progetto di riqualificazione pari a 40 milioni di euro. Intanto IIit e Unige entrano a far parte della rete europea Ellis

Liguria. Ampio reportage sul comparto dell’Intelligenza Artificiale sul prossimo numero del Rapporto Nord Ovest, in edicola con Il Sole 24 Ore venerdì 9 ottobre in Liguria, Piemonte e Valle d’Aosta. Questa zona d’Italia è sempre più centrale per le strategie del Paese nello sviluppo dei sistemi di Intelligenza Artificiale. Piemonte e Liguria si incrociano in quello che sarà l’Istituto italiano per l’Intelligenza artificiale (I3a), voluto dal Ministero per lo Sviluppo economico per accelerare e coordinare le politiche in questo ambito, e nel progetto europeo Ellis.

Genova, grazie alla collaborazione tra Iit e Università di Genova, è divenuta sede di una delle tre unità di ricerca italiane del progetto europeo Ellis, orientato sull’intelligenza artificiale e il machine learning (le altre due sono al Politecnico di Torino e all’università di Modena) creato allo scopo di consentire all’Europa di avanzare nello studio e nell’applicazione pratica dell’intelligenza artificiale rendendola capace di competere con i colossi mondiali in quel campo: Stati Uniti e Cina. Ellis conta 30 centri di ricerca scelti per l’eccellenza scientifica in 14 Paesi europei e ha a disposizione un finanziamento comune di circa 300 milioni di euro.

La caratteristica che ha permesso all’Iit e a Unige di entrare a fare parte della rete Ellis, è di essere all’avanguardia nella robotica, nello studio dell’intelligenza umana e nello sviluppo di software e architetture avanzate basate sul machine learning . “È un’iniziativa – dice il direttore di dell’unità di Genova, Massimo Pontil – nata per rendere più competitiva l’Europa”. I ricercatori nel progetto Ellis in Liguria sono ­13, impegnati nella robotica umanoide e interazione con il mondo.

Non solo. Il Rapporto NordOvest racconta anche la scelta da parte di Leonardo di Genova come sede per il suo supercomputer, che sarà installato il 15 ottobre e servirà di supporto ai sei laboratori di ricerca che il gruppo sta creando in Italia, e del caso Wylab che ha fatto di Chiavari la Palo Alto dello sport-tech: un incubatore di startup che coniugano tecnologia e attività sportiva.

L’inserto del Sole 24 Ore di questo venerdì si focalizza anche sulla Serie A di calcio soffermandosi sulla Liguria che, dopo la promozione dello Spezia nella massima serie, si ritrova in Serie A ben tre società con, oltre a Genoa e Sampdoria, anche lo Spezia. Gli impianti sportivi, però, non sono all’altezza della serie A, secondo l’inchiesta del Rapporto Nord Ovest di questo venerdì.

Il club spezzino deve ampliare il suo campo, il “Picco”, che non è ancora pronto per ospitare le sfide della massima categoria, fino ad allora lo Spezia disputerà le gare interne a Cesena. Mentre le due società di Genova rinnovano i centri tecnici in attesa di mettere mano al Ferraris, spiega il Rapporto. I due club del capoluogo hanno costituito una società ad hoc che porta lo stesso nome dell’impianto genovese, con la quale hanno presentato al Comune un progetto di riqualificazione dal valore di circa 40 milioni di euro.

Nel frattempo il Genoa ha iniziato a lavorare sul proprio centro sportivo. A febbraio si sono conclusi i lavori di restyling del “Gianluca Signorini” a Pegli, campo base dei rossoblù, per un costo complessivo di circa tre milioni. A Bogliasco, invece, si sono fermati a maggio i lavori di ristrutturazione del centro sportivo “Mugnaini”, casa della Sampdoria, ma il club blucerchiato nel 2017 ha fatto sorgere Casa Samp: il progetto è stato finanziato dall’Istituto per il Credito Sportivo con un mutuo da 5,6 milioni di euro, che ha coperto il 70% dei costi per la creazione di Casa Samp.

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