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Gestione del Chiabrera, il Comune di Savona sonda le associazioni. E spuntano i nomi degli “autocandidati”

Lettera di Caprioglio e Rodino per avviare con le realtà culturali della città un “percorso virtuoso” per la definizione del migliore assetto organizzativo del teatro

Savona. Sono contenuti nella lettera che il sindaco Ilaria Caprioglio e l’assessore Doriana Rodino hanno inviato alle “associazioni culturali operanti in città in materia di spettacolo” e che ha come oggetto un “invito al confronto in merito al futuro assetto organizzativo del teatro” i nomi degli intellettuali savonesi che nei mesi scorsi si sono “autocandidati” a succedere a Roberto Bosi in qualità di direttore del Chiabrera di Savona.

Alcuni di loro hanno sottoscritto la lettera con cui il mondo della cultura savonese invitava l’amministrazione comunale del sindaco Caprioglio a mantenere la direzione artistica separata da quella amministrativa, a selezionare un direttore artistico sulla base della sua competenza culturale e non amministrativa e a stabilire per l’incarico una durata medio-breve, di tre o cinque anni.

I nomi: Francesco Ottonello, musicista e musicologo; Marco Ghelardi, attore e regista della compagnia Salamander; Lazzaro Calcagno, regista, autore e direttore artistico del teatro Il Sipario Strappato di Arenzano; Dario Caruso, concertista e compositore nonché fondatore del Circolo degli Inquieti e del Manipolo della Musica; Alessandro Acquarone, manager dell’Orchestra Sinfonica di Savona e in passato dell’Opera Giocosa; Serena Piazza, regista.

Al di là di questi nomi, che per un certo tempo sono rimasti “segreti” almeno a livello pubblico, nella lettera Caprioglio e Rodino accolgono lo spunto arrivato durante uno degli ultimi consigli comunali e cioè quello di avviare con le realtà culturali della città della Torretta una sorta di “percorso virtuoso” per la definizione del migliore assetto organizzativo del teatro.

Il sindaco e l’assessore ricordano: “A seguito del pensionamento del direttore del Teatro, nei tempi che hanno subito i ritardi dovuti all’emergenza Covid19, il settore risorse umane del Comune dì Savona ha bandito il primo settembre scorso il concorso per l’assunzione di un dipendente categoria D (funzionario) con profilo professionale ‘Direttore Teatro’. L’amministrazione comunale, dopo aver valutato modalità gestionali alternative a quella diretta, ha infatti deciso di non modificare l’attuale assetto prevedendo la sostituzione della figura mancante mediante un normale concorso pubblico. Dall’estate 2019 si erano susseguite riunioni interne all’amministrazione in merito all’opportunità di intraprendere eventuali diverse modalità gestionali quali l’esternalizzazione; contemporaneamente erano stati ricevuti ed ascoltati alcuni operatori culturali che si erano candidati con proprie proposte conservate agli atti (Acquarone, Calcagno e Caruso; Ghelardi, Ottonello e Piazza)”.

La decisione di proseguire la gestione del Teatro in modalità diretta è stata assunta “sulla base degli ottimi risultati sin qui conseguiti in tale modalità e considerando l’impatto che avrebbe generato una esternalizzazione di una struttura complessa articolata a cavallo di due annualità sul bilancio comunale , alla luce della situazione di riequilibrio finanziario in cui versa il Comune di Savona. Per nulla scontata è stata peraltro la previsione nel Piano Assunzioni 2020 del direttore del teatro, considerate le limitate risorse finanziarie disponibili in rapporto al fabbisogno dell’intero ente. E’ stata prevista anche l’assunzione di un istruttore amministrativo”.

“In data 29 settembre, su proposta di alcuni consiglieri comunali, sono stati auditi tre (Ghelardi, Ottonello e Rossello) dei firmatari di una lettera firmata da 57 operatori culturali già apparsa sui media locali e, successivamente, nella seduta del 30 settembre, il consiglio comunale ha approvato una mozione che impegna il sindaco e la giunta ad attivare percorsi di confronto e condivisione con gli operatori culturali ed il consiglio comunale, al fine di stabilire un nuovo e futuro assetto del teatro comunale, ragionando anche sull’eventuale superamento della gestione diretta; a valutare la sospensione della procedura assunzionale in corso; ad affrontare la necessaria scissione della figura del direttore amministrativo dalla direzione artistica, che deve essere a tempo determinato, al fine di garantire costante rinnovamento e valutazione dell’operato, anche al netto della sospensione del concorso”.

Ora il Comune ritiene “opportuno adempiere a tale impegno proponendo, anche se con tempi limitati e modalità di connessione da remoto in ragione dell’emergenza Covid19, un momento espressamente dedicato al confronto con ognuna delle associazioni che in città operano nel campo dello spettacolo”. E “per favorire la focalizzazione sugli argomenti proposti dai firmatari della lettera, in merito ai quali il consiglio comunale ha chiesto alla giunta di attivare i percorsi di confronto, si ritiene opportuno riportare alcuni elementi utili”.

“L’amministrazione ha analizzato e valutato le possibili forme di gestione alternative alla gestione diretta: scartata l’istituzione (che avrebbe gli stessi vincoli della gestione diretta) e la fondazione (la Fondazione bancaria locale è già fortemente impegnata nella Fondazione Museo della Ceramica) è stata presa in considerazione l’ipotesi della esternalizzazione che avrebbe potrebbe portare elementi innovativi e di sburocratizzazione nel medio termine, ma che nel breve periodo si sarebbe presentata assai critica per l’impatto sul bilancio e per la discontinuità della programmazione. Nell’ipotesi dell’estemalizzazione si sarebbe configurata senz’altro una temporaneità della gestione e della direzione ad un unico soggetto. Mantenendo, invece, la gestione diretta l’assunzione del direttore del teatro non può che seguire le procedure degli enti pubblici per le assunzioni a tempo indeterminato”.

“In relazione alla durata dell’incarico di direzione, se è vero che il tempo determinato consente una possibile modifica secondo il periodo prestabilito, è altresì da annotare il rischio che la programmazione venga condizionata da parte di fattori ed interessi interni (ad esempio una propria attività artistica del direttore pro-tempore all’interno della programmazione) ed esterni, rispetto invece alla maggiore autonomia e libertà in cui opera un dipendente pubblico.In merito alla necessità di per sé di scissione tra direzione artistica e direzione amministrativa/gestionale nel caso del nostro teatro, non riteniamo di condividere questa posizione. L’analisi del panorama nazionale, soprattutto se mirata ad esaminare teatri simili al nostro per tradizione e programmazione, vede una pluralità di scelte che, pur in presenza di diversi assetti organizzativi, privilegia comunque una direzione affidata ad un unico soggetto, sia funzionario pubblico o nominato da una istituzione o fondazione o società di servizi, ferma restando un’unica direzione, ovviamente gli enti più importanti, soprattutto quelli impegnati nelle produzioni, si avvalgono o meno di consulenti artistici”.

“E’ opportuno ribadire il ruolo del direttore del teatro nella gestione diretta: egli è il responsabile di un centro di costo e, come tale, pur affiancato possibilmente da collaboratori amministrativi, deve saper gestire il teatro proponendo ogni anno, con le risorse che il bilancio comunale rende disponibili, una programmazione artistica articolata in una offerta diversificata (prosa, musica, balletto, operetta, teatro ragazzi) con il fine di rendere il miglior servizio possibile al pubblico. In questo contesto, per evidenti ragioni di bilancio, si sta parlando, come per la grandissima maggioranza di teatri simili al nostro, di una programmazione di spettacoli e concerti in ospitalità e non prodotti in loco. E’ importante sottolineare che il teatro è un servizio a domanda individuale per il quale il grado di copertura finanziaria (rapporto tra costi ed incassi) deve essere mantenuto il più possibile elevato e che nel rispetto del piano decennale di riequilibrio finanziario questo dato è imprescindibile. Si ribadisce che, in tale situazione, pensare di sostituire od aggiungere produzioni locali a quelle in ospitalità è estremamente arrischiato. Peraltro, dal punto di vista finanziario, si determinerebbe il costo aggiuntivo per l’incarico a tempo determinato di direzione artistica da aggiungere a quello di una direzione limitata ad aspetti meramente amministrativi con la conseguente ulteriore riduzione dei fondi destinati ad una programmazione di qualità”.

il Comune ribadisce che “il bando che mira a selezionare il direttore del teatro si basa sulla competenza culturale, come dimostrano i requisiti di accesso (lauree umanistiche) e le prove d’esame. Trattandosi di una assunzione di funzionario a tempo indeterminato viene altresì richiesta, come normalmente in qualsiasi concorso pubblico anche per figure tecniche, un minimo di conoscenza amministrativa relativa agli enti locali. Verrà ricercata quindi una figura che unisca una competenza tecnicoculturale del mondo teatrale ad una attitudine gestionale. Utile segnalare che ben 59 sono i candidati provenienti da tutta Italia e che non vi è ragione di escludere che tra i concorrenti possa essere presente una figura all’altezza del compito”.

Alla luce di questa situazione, l’amministrazione comunale “sarà lieta di ascoltare le considerazioni [delle associazioni] in merito alla gestione del teatro, quali portavoce degli operatori cittadini nel settore dello spettacolo”.

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