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Gallinara, l’indiscrezione: “Il magnate ucraino rinuncia all’acquisto”

Dopo la prelazione dello Stato, avrebbe scelto di fare un passo indietro: non c'è ancora l'ufficialità, ma piovono conferme indirette

Albenga-Alassio. Dopo la prelazione dello Stato, l’indiscrezione corre decisa per le vie e i caruggi di Albenga, e non solo, e arriva fino alla celebre isola a forma di tartaruga: “Passo indietro per il magnate ucraino, che rinuncia alla quote acquistate, destinate quindi a tornare ai vecchi proprietari”.

“Patti chiari, amicizia lunga” recita un vecchio detto popolare. E i “patti” per quanto riguarda l’isola Gallinara erano “chiari”, almeno per il magnate ucraino Olexandr Boguslayev che, con circa 10 milioni di euro, si era accaparrato l’isolotto a metà tra Albenga e Alassio (leggi qui). 

A scompaginare le carte, però, è stata la decisione dello Stato, che ha annunciato l’intenzione di far valere l’ormai nota prelazione (leggi qui) per una parte della Gallinara: in particolare, per quanto riguarda la grande villa padronale, per poi renderla pubblica e lasciarla aperta ai visitatori.

La volontà di acquistare l’isola da parte del magnate ucraino era infatti subordinata all’intenzione di acquistarne l’intera proprietà, nessuna parte esclusa. Ed è proprio per questo motivo che ora, sempre più insistentemente, si fa largo l’ipotesi di un passo indietro da parte di Boguslayev. 

Non vi è ancora nulla di ufficiale, sia chiaro, ma stando alle voci, giunte da più parti e che si fanno sempre più decise, parrebbe addirittura che il suo avvocato di Torino abbia già contattato il notaio per comunicare la “recessione delle quote acquisite, che saranno dunque ritrasferite ai vecchi proprietari”. 

Lo scenario che si presenta ora, dunque, è duplice. Da una parte ci potrebbe essere  una sorta di “spartizione”, dalla quale si sarebbe auto-estromesso il magnate ucraino, tra i vecchi proprietari e lo Stato, la cui prelazione resta comunque valida (leggi qui): un possibile connubio tra pubblico e privato per una nuova e rinnovata gestione. 

Oppure ancora, a questo punto, il Governo potrebbe anche avanzare un’offerta per le quote dei soggetti privati con l’obiettivo di ottenere la totalità dell’Isola, che diventerebbe di conseguenza interamente pubblica. 

E i primi commenti, ovviamente subordinati alla veridicità della clamorosa indiscrezione, non sono tardati ad arrivare.

In primis quello di Raffella Paita di Italia Viva, presidente della Commissione Trasporti della Camera, che aveva presentato un emendamento perché l’Isola diventasse pubblica (leggi qui): “Abbiamo condotto questa battaglia perché un bene di pregio dal punto di vista ambientale e naturalistico non può diventare privato. Si tratta di una battaglia di civiltà.”

A seguire, il commento del consigliere di minoranza della Lega di Albenga Roberto Tomatis, “voce fuori dal coro”, come si suol dire, sin dall’inizio contrario alla prelazione (leggi qui): “Mi complimento con tutti i soggetti che hanno contribuito a vanificare la vendita dell’isola Gallinara al soggetto privato, – ha affermato in modo ironico, per poi aggiungere: “Se l’indiscrezione fosse confermata, temo diventi il solito carrozzone mangia soldi pubblico”. 

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