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Finale, protesta dei ristoratori in piazza: “Vogliono mandarci alla deriva” [AGG: rinviata]

A lanciare l'iniziativa una 19enne che ha visto i genitori chiudere per sempre il proprio locale: "Non possono massacrarci così"

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AGG. ore 20.50: la manifestazione è rinviata. Lo comunica proprio la giovane organizzatrice: “Sono stata contattata dalle forze dell’ordine con le quali ho avuto un incontro oggi nel tardo pomeriggio. Mi è stato comunicato che le manifestazioni non possono essere fatte senza l’autorizzazione, soprattutto in tempi di pandemia. Domani mattina in piazza, prima dell’inizio della manifestazione saranno presenti tutte le forze dell’ordine allo scopo di impedirne l’inizio e lo svolgimento. Vista la mia determinazione, mi è stato garantito un incontro con il sindaco nella giornata di domani e la possibilità di organizzarne una con autorizzazione senza che ognuno di noi rischi il penale. I giornali che mi hanno contattata sono tutti al corrente ed io non mi fermo, la manifestazione è solo rinviata per comportarci da persone civili, pacifiche e rispettose delle persone e delle cose come abbiamo intenzione di fare. Faremo valere i nostri diritti senza smentire il fatto che siamo tutti delle persone per bene, che hanno bisogno e diritto di avere aiuti e che hanno voglia di tornare a lavorare più forti di prima perché uniti si può”.

Finale Ligure. Un sit-in di protesta in piazza Vittorio Emanuele, domani 27 ottobre alle ore 11, per “difendere i diritti dei ristoratori”. A lanciarlo e organizzarlo non è una associazione di categoria ma la figlia di una coppia di ristoratori: una combattiva 19enne che, di fronte all’ennesima mazzata per i suoi genitori, ha deciso di fare qualcosa.

“Mi chiamo Elena e sono figlia di due imprenditori costretti alla chiusura del proprio locale nonostante gli infiniti sforzi – racconta – Parlo per noi, noi imprenditori che ci sentiamo abbandonati, che ci è già stato tolto una volta il diritto di lavorare. Vogliono mandarci alla deriva, ancora”.

“Abbiamo fatto sacrifici per ottenere ciò che con sudore abbiamo creato – prosegue – Alcuni di noi sono stati costretti a chiudere, altri invece, gli ultimi soldi che avevano li hanno investiti per adattarsi alle norme. Non possono massacrarci così, noi abbiamo sudato per tutto questo e non dobbiamo permettere che ce lo tolgano, che ci facciano rinunciare, che ci privino del diritto di lavorare”.

E così, sfidando anche una ordinanza regionale che vieta le manifestazioni, ha deciso di “chiamare a raccolta” i colleghi per mettere in piazza tutta la rabbia e la frustrazione di una categoria che in queste ore, in tutta Italia, si sta facendo sentire. I partecipanti dovranno “rigorosamente e assolutamente” rispettare le distanze di almeno un metro e indossare correttamente la mascherina. “Sarà una dimostrazione statica, educata e pacifica – prosegue Elena – nel massimo rispetto delle persone e delle cose. Questo vuole essere un ‘abbraccio’ tra tutte le persone che fanno fatica e così non riescono più ad andare avanti”.

“Insieme siamo più forti – conclude Elena – ed è per questo che chiedo adesioni per ritrovarci tutti in piazza Vittorio Emanuele a Finale Ligure martedì 27 ottobre alle ore 11, distanziati e muniti di mascherina per difendere i nostri diritti. Uniti si può”.

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